Alla domanda «Previdenza?», Inps è la risposta più ovvia e comune, di norma. Almeno per quanto riguarda tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati nonché la maggior parte dei lavoratori autonomi. Eppure, la risposta si rivela sbagliata se stiamo parlando, per esempio, di artisti, scenografi, attori, sceneggiatori oppure nuotatori, corridori, ballerini eccetera. Si chiama infatti Enpals, in questo caso, l’ente previdenziale di riferimento. E la dicitura, esattamente, sta per “Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i lavoratori dello Spettacolo e dello Sport professionistico”…Questo almeno, fino a poco tempo fa.
In pochi lo conoscono, generalmente i diretti interessati, quindi Mondolavoro ha pensato che un articolo in merito fosse utile a chi si sta affacciando a questo mercato professionale o chi ne fa già parte ma non si è aggiornato. Se associare automaticamente alla parola previdenza l’Inps prima era sbagliato, ora è d’obbligo. Esattamente da quando l’ente specifico per i lavoratori dello Spettacolo e dello Sport professionistico è stato soppresso.
Un tempo, in termini di previdenza, Inps non era la sola risposta: anzi, l’Enpals aveva alle sue spalle una tradizione pluridecennale, protagonista di varie vicissitudini e avendo cambiato altrettante modalità. In quanto ente previdenziale pubblico, tra le molteplici competenze svolte, spicca la gestione dei contributi relativi all’assicurazione obbligatoria per invalidità e per vecchiaia prevista per i superstiti dei lavoratori dello Spettacolo.
Tuttavia, a seguito della recente manovra finanziaria attuata dal Governo Monti, le funzioni svolte dall’Enpals sono state assorbite dal poc’anzi citato ente di previdenza: l’Inps. Cosa è successo all’Enpals con la manovra del Governo Monti?
Lo scopo della manovra è stato quello di contenere i costi dell’amministrazione pubblica e, insieme, anche apportare un concreto un miglioramento in termini di efficienza. Così, nel rispetto dell’art.21 del Decreto Legge del 6/12/2011 n. 201, l’ente non esiste più a partire dalla data di entrata in vigore del decreto stesso. Le sue funzioni passano quindi all’organo di previdenza Inps, che ne assume tutti gli attivi e i passivi.
Come avviene il trasferimento? Cosa ne è di iscritti, personale, risorse? Tutto si trasferisce all’Inps in automatico, con chiarezza e semplicità. Quindi, tutti gli iscritti d’ora in avanti dovranno versare i propri contributi al nuovo ente di riferimento che è stato nominato SuperInps. Naturalmente, va da sé che lo staff impegnato alla previdenza dell’Inps sarà incrementato, nel rispetto del numero delle unità in ruolo presso l’ente soppresso.
Un passo indietro: quali erano precisamente le funzioni dell’Enpals, ora assorbite dal SuperInps? Dovendo riassumere quali erano (sono) le principali attività, andrebbero citate la riscossione dei contributi (rigorosamente certificati sul libretto di ogni lavoratore iscritto presso l’ente previdenziale), nonché l’erogazione dei versamenti previdenziali spettanti ai lavoratori in pensione o, in alternativa, ai loro eredi legali. Tra le altre molteplici funzioni, va inoltre ricordato il rilascio del certificato di agibilità (vale a dire un documento che autorizza imprese, teatri tenda, enti, associazioni e alberghi richiedenti a fare esibire degli artisti all’interno di un particolare evento, anche se a titolo gratuito). Il rilascio di tale certificato è subordinato a una verifica volta ad accertare che non vi sia in atto alcun debito contributivo da parte dell’impresa richiedente.
E per chiudere… un po’ di storia. I primi furono gli sportivi: è nel1973 che la tutela assicurativa relativa agli sport professionisti è stata affidata all’Enpals e solo trenta anni più tardi, nel 2003, l’iscrizione all’ente è divenuta obbligatoria anche per i lavoratori impegnati in attività musicali.
Autore: Redazione di Mondolavoro.it
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