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Aprire la partita Iva, come si fa e quanto costa
In Italia sono quasi 5 milioni (e più precisamente 4 milioni e 953 mila) i professionisti che svolgono il loro lavoro con partita Iva: sono in genere commercianti, artigiani, liberi professionisti, interpreti, redattori editoriali e persone che, complice la crisi, hanno deciso di mettersi in proprio e di cominciare a lavorare come liberi professionisti.

Come si apre la partita Iva?
Innanzitutto è bene precisare che i lavoratori autonomi possono essere divisi in liberi professionisti e in artigiani e commercianti; i primi, di solito, hanno acquisito competenze e abilità molto specifiche tramite un apposito percorso di studi e sono spesso iscritti anche ad uno specifico albo professionale, a seconda della professione svolta.
Chi intende cominciare a svolgere l’attività di libero professionista, dunque, deve presentarsi presso l’Agenzia delle Entrate della provincia competente e fare richiesta per l’attribuzione del numero di Partita Iva entro 30 giorni dalla data di inizio della propria attività lavorativa. Dovrà, inoltre, iscriversi alla gestione separata dell’Inps oppure alla Cassa previdenziale del proprio ordine professionale di riferimento; la posizione Inail, invece, si deve aprire unicamente nel caso in cui ci siano dei dipendenti.
Dal punto di vista pratico, per aprire la partita Iva è necessario compiere alcuni semplici passaggi: occorre scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate l’apposito modello, compilarlo e consegnarlo all’Agenzia delle Entrate stessa insieme al codice Atecofin corrispondente alla propria professione e all’indicazione del regime fiscale applicato, ovvero ordinario o agevolato.

Partita Iva, i costi
L’apertura della partita Iva è un’operazione gratuita; ovviamente si può scegliere di affidare questo compito ad un commercialista e, in questo caso, il compenso per lo svolgimento dell’operazione varia da studio a studio.
Per quanto riguarda gli oneri previdenziali, invece – come accennato prima – la percentuale da corrispondere dipende dall’esistenza o meno di una cassa previdenziale specifica: nel caso in cui ci sia una cassa previdenziale specifica, il professionista dovrà versare la contribuzione prevista da tale cassa – in genere si tratta di una percentuale da applicare al reddito netto più il 2 per cento dell’importo addebitato nella fattura, che viene quindi addebitato al cliente. In caso contrario, invece, bisognerà iscriversi alla gestione separata Inps e versare una contribuzione pari al 27,72 per cento.

Quali sono gli obblighi fiscali da rispettare una volta aperta la partita Iva?
I liberi professionisti dovranno pagare l’acconto Iva entro il 27 dicembre di ogni anno e comunicare poi l’Iva annuale per via telematica, inoltrando la dichiarazione dei redditi tramite il Modello Unico. I professionisti con regime ordinario dovranno liquidare l’Iva periodicamente, ogni mese oppure ogni trimestre, mentre gli iscritti al regime dei minimi potranno farlo a intervalli di tempo più lunghi.

Chi può aprire partita Iva con il regime dei minimi?
Questo regime fiscale, che vuole agevolare l’imprenditoria giovanile e le nuove imprese, prevede l’imposta sostitutiva Irpef del 5% invece che del 20%. Vi possono accedere le persone fisiche che vogliono intraprendere una nuova attività di impresa o una professione, che non abbiano ricavi superiori ai 30 mila euro all’anno e che non abbiano dipendenti o collaboratori. Il regime dei minimi potrà essere applicato per cinque anni dall’inizio dell’attività; per i giovani questo periodo potrà anche superare i cinque anni, fino al raggiungimento dei 35 anni di età del titolare della partita Iva. Chi non potrà più usufruire di questo regime avrà comunque un regime contabile semplificato che non prevede l’obbligo, ad esempio, della registrazione delle scritture contabili, il pagamento dell’Irap e i versamenti periodici dell’Iva. Sono inoltre esenti dall’imposta regionale sulle attività produttive, mentre dovranno pagare le addizionali Irpef locali. Rimarranno poi a carico del contribuente i versamenti e le liquidazioni annuali dell’Iva.

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