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Bando Cultura Crea: scopriamolo insieme
Stai cercando lavoro ma, in verità, hai un progetto che nutri da anni dentro il cassetto in attesa di poter esser realizzato? Un’occasione per trasformare questo sogno segreto in realtà, è il bando di Cultura Crea. Il programma di finanziamento per supportare sia le imprese che le iniziative no profit, all’interno dell’industria culturale e turistica. Pronto a scoprire come realizzare la tua idea?

Cultura Crea: le info per capire di cosa parliamo

Promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), organizzata da Invitalia, questa misura finanziaria mette a disposizione interessanti finanziamenti – sia a tasso zero che a fondo perduto – per dare una mano concreta alle regioni del Meridione. Per esser più precisi, parliamo della Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Il Sud Italia che riparte

Finalmente uno spazio dedicato a chi vuole dar vita a un’impresa a carattere culturale o turistica in quelle aree italiane che, da una parte, possiedono un patrimonio artistico incredibile e, dall’altra, hanno proprio bisogno di incentivi per valorizzarli per il turismo.

Il bando Cultura Crea funziona? Beh, la risposta sta nei numeri registrati nelle scorse edizioni, rispetto alle imprese che hanno usufruito dei finanziamenti: su 135 incentivate, il numero delle nuove occupazioni è arrivata a 323, per un totale di agevolazioni concesse di 21,2 milioni di euro. Niente male, dopotutto, no?

E se proponi una Pmi al femminile o con rating di legalità, il premio cresce!

Chi sono i destinatari del bando Cultura Crea 2019?

Possono presentare domanda le imprese che sono già attive così come quelle che ancora devono consolidarsi. Compresi anche i soggetti no profit e quindi le Onlus e le imprese sociali che voglio agire sui territori della Basilicata, Calabira, Campania, Puglia e Sicilia.

Ma, per esser precisi, chi può avere accesso ai fondi Cultura Crea?

Coloro che possiedono una nuova impresa o una cooperativa, che non sia stata aperta da più di 36 mesi. Oppure le società che sono in corso di costituzione e che provvederà a formarsi ufficialmente entro 30 giorni dall’ammissione.

Sono considerati anche i titolari di un’impresa e cooperativa già solide e attive da almeno 36 mesi. sei titolare di un’impresa consolidata e costituita da almeno 36 mesi (cooperativa compresa).

Il bando Cultura Crea si sviluppa su 3 linee d’azione:

La prima è la realizzazione di micro, piccole e medie imprese all’interno dell’industria culturale. Poi l’evoluzione delle imprese inserite nella filiera culturale, turistica e manifatturiera. Infine, il supporto alle attività sociali e culturali del terzo settore.

Ecco l’elenco delle spese ammissibili

Il primo caso riguarda le Startup, che posson accedere a un finanziamento di 400.000 euro se prevedono all’interno del loro progetto l’inserimento di servizi e prodotti innovativi per quanto riguarda l’apporto di nuove tecnologie. Oppure se riguardano il recupero e la manutenzione del patrimonio culturale, rendendolo fruibile e gestendo i beni e le attività culturali.

Il secondo caso riguarda le imprese stabili. E qui gli investimenti riguardano i servizi turistici, culturali che promuovano e valorizzino le risorse locali, anche attraverso il loro recupero. Questa categoria, potrà contare su un finanziamento massimo di  500.000 euro.

Anche il Terzo Settore è contemplato dal bando: l’investimento, per un massimo di 400.000 euro, sarà relativo ai progetti con focus sulla gestione e la fruizione dei punti di attrazione culturale presente sul territorio. Oppure di quegli spazi che possono esser un richiamo all’animazione e alla partecipazione turistico-culturale.

Restituzione

Nel caso del finanziamento agevolato a tasso zero, il beneficiario dovrà provvedere alla restituzione al massimo in 8 anni, a cui si aggiunge un periodo di preammortamento di 1 anno.

Ma allora come partecipo?

Ecco le modalità per non incepparsi nella burocrazia. Partiamo dunque con la domanda di partecipazione: per entrare in lista per la conquista delle agevolazioni, si deve passare per la piattaforma di Invitalia. Primo step, la registrazione effettuata attraverso l’inserimento di un indirizzo di posta elettronica. Secondo passo: compilare la domanda con tanto di business plan allegato e naturalmente, la documentazione richiesta dal bando.

Priorità assoluta al business plan: sì, il progetto deve esser accattivante, con tutti gli obiettivi messi in chiaro e un piano di investimento ben strutturato.

Infine la firma digitale e l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

E per sapere se sono passato, devo aspettare la vecchiaia?

No, i tempi non sono così biblici. La domanda di finanziamento sarà valutata entro 60 giorni dalla sua presentazione. Una volta concluso questo processo istruttorio, Invitalia stessa prenderà contatto con il beneficiario ammesso al finanziamento a fondo perduto. La comunicazione avverrà anche in caso della mancata ammissione.

Dopodiché, arrivano i cash

Le agevolazioni verranno erogate in seguito alla stipula del contratto di finanziamento effettuato tra il beneficiario e Invitalia.

Dopodichè ci sarà “solo” da rimboccarsi le maniche” e far fruttare i finanziamenti per costruire il proprio sogno al servizio di territori ricchi di cultura e bellezza.

 

Simonetta Spissu

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