Prima di vedere come si diventa prefetto, facciamo un po’ di chiarezza sui compiti e sui doveri di questa figura professionale.

Chi è e che cosa fa un prefetto? Il prefetto è il rappresentante del Governo in ogni Provincia italiana e dipende del Ministero dell’Interno. Tra i suoi compiti di rappresentante del Governo ci sono le funzioni di mediazione e di raccordo tra la società civile e le istituzioni pubbliche; è dalla Prefettura delle varie Provincie italiane, inoltre, che il Governo apprende le problematiche di maggior interesse che si sviluppano nei vari territori e nelle varie Amministrazioni Locali. Il benessere e la sicurezza dei cittadini devono essere i suoi obiettivi principali, da perseguire intervenendo per risolvere problematiche sociali legate alla arretratezza, al disagio sociale e all’immigrazione. Il prefetto, poi, ha anche la responsabilità dell’ordine e della sicurezza pubblica del suo territorio, con il compito di intervenire tempestivamente anche in caso di calamità naturali.

Come si diventa prefetto? L’iter per accedere alla carriera prefettizia, disciplinata dal decreto legislativo n.° 139/2000, è lungo e complesso: per prima cosa bisogna aver compiuto i 35 anni di età ed essere in possesso di una laurea nelle discipline che riguardano l’Economia, il Diritto oppure in ambito socio – culturale; è poi necessario godere dei diritti civili.

Il primo passo per diventare prefetto è quello di partecipare al concorso statale apposito; una volta superato questo concorso si potrà quindi diventare Consigliere. Per accedere alla carica di prefetto, infatti, è necessario ricoprire altre cariche all’interno della Prefettura o dell’Ufficio Territoriale del Governo, e più precisamente quelle di Consigliere, Viceprefetto aggiunto e Viceprefetto.
Questa nuova classificazione semplifica notevolmente quella precedente, che era articolata in ben otto qualifiche.

Una volta raggiunto lo status di Consigliere, quindi, è necessario svolgere due anni di preparazione teorica e pratica, i cui corsi si svolgono a Roma, in cui si alternano periodi di formazione in aula ad altri di tirocinio. Dopo il primo anno di corso c’è una prima valutazione dei frequentanti e al termine di questo biennio si può raggiungere la carica di viceprefetto aggiunto e cominciare così a svolgere il lavoro di ufficio, che dovrà essere portato avanti per nove anni e sei mesi prima di poter ambire ad un ulteriore avanzamento di carriera, diventando così Viceprefetto.

Rimane solo un ultimo gradino da superare per poter diventare Prefetto. Quest’ultimo passaggio non è automatico perché è a totale discrezione del Ministero, che deciderà la nomina dei Prefetti con un decreto del Presidente della Repubblica con delibera dei ministri del Governo e senza rispettare particolari tempistiche.
Quello che viene valutato nel prendere questa decisione è l’onestà e la capacità di lavorare dimostrata dal candidato nel corso degli anni nello svolgimento delle sue varie mansioni.

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