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Categorie protette? Cosa sono e come funzionano
Sfoglia un giornale qua, naviga per decine di siti là ed ecco un annuncio interessante, finalmente. Ma no, attenzione: è riservato alle categorie protette! Cosa saranno mai? Ecco, l’articolo di oggi è per chi non sa di cosa si tratta e vuole scoprirlo. Ma anche per chi ne fa parte e vuole sapere cosa comporta la legge 482/68.

Sfoglia un giornale qua, naviga per decine di siti là ed ecco un annuncio interessante, finalmente. Ma no, attenzione: è riservato alle categorie protette! Ma cosa saranno mai queste categorie protette? Ecco, l’articolo di oggi è per chi non sa di cosa si tratta e vuole scoprirlo. Ma anche per coloro i quali ne fanno parte o vogliono sapere bene cosa comporta l’apposita legge 482/68.

Le categorie protette indicate dalla legge riguardano lavoratori con varie tipologie di disabilità:

  • gli invalidi fisicamente, psichicamente e sensorialmente. Ad essi la commissione (nominata dalla ASL) deve avere accertato una incapacità lavorativa che sia maggiore al 45% o eventualmente superiore al 33%
  • gli invalidi di guerra o per altre cause di servizio
  • i non vedenti: in modo assoluto o con un deficit che implichi un residuo visivo di un decimo
  • i non udenti.

Ognuna di queste invalidità deve essere dimostrata tramite certificazione sottoscritta dalle Aziende Sanitarie Locali (le ASL, appunto) attraverso le Commissioni Mediche apposite, le quali determinano anche i tempi e le modalità per gli accertamenti successivi, volti a valutare la permanenza dell’invalidità accertata. Nel caso, invece, di invalidità dovuta a un incidente sul posto di lavoro è sufficiente esibire la certificazione prodotta dall’Inail.

La famosa legge 68/99 determina l’inserimento in ambito lavorativo degli individui facenti parte delle categorie protette, considerati veri e propri lavoratori attivi e produttivi e non più assunti (come in precedenza con la legge 482/68) con ottica di tipo assistenziale.

Obblighi ed esoneri dei datori/delle imprese:

In Italia, le imprese – che siano pubbliche oppure private – hanno l’obbligo di assumere personale appartenente alle categorie protette: tale obbligo varia in percentuale, più precisamente in relazione alle dimensioni delle aziende stesse. Va precisato che nel calcolo delle percentuale, tra i dipendenti dell’azienda non sono considerati i dirigenti, il personale con contratto di formazione e/o apprendistato, con contratto temporaneo o addetti al telelavoro. Le percentuali, calcolate quindi sul numero dei dipendenti rimanenti, sono così determinate:

  • un lavoratore disabile fino a 35 dipendenti
  • due lavoratori disabili fino a 50 dipendenti
  • il 7% dei dipendenti fino a 150 lavoratori.

Se giustificato da specifiche e dimostrabili necessità dell’azienda, il titolare può fare richiesta di esonero dall’assunzione di membri delle categorie protette. Per fare ciò dovrà rivolgersi al Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili, al quale sarà comunque tenuto a versare un contributo giornaliero che corrisponda a ogni potenziale lavoratore non assunto.

Appartieni a una delle categorie protette? Ecco cosa puoi fare.

Esistono due modalità attraverso le quali gli interessati possono trovare un posto di lavoro. Innanzitutto, rivolgendosi ai Centri per l’Impiego che gestiranno per loro inserimenti mirati. Il funzionamento è semplice: nelle varie sedi provinciali, i Centri per l’Impiego raccolgono le richieste pervenute dalle aziende che intendono assumere disabili, sulla base di queste creano quindi una apposita graduatoria. Ai lavoratori disabili che rispondono ai requisiti ricercati dalle aziende, viene fissato un colloquio. Nel caso in cui nessuno possedesse le specifiche qualifiche necessarie, la scelta cade sul lavoratore disabile che più si avvicina alla figura cercata.

La seconda via verso l’assunzione prevede l’iscrizione alle liste speciali, sempre presso uno dei Centri per l’Impiego provinciali. Attraverso queste è possibile controllare quali sono le aziende che devono rispondere all’obbligo di inserimento lavorativo di personale disabile e quindi autocandidarsi, presentandosi spontaneamente.

Esiste una terza possibilità, che però, a differenza delle altre, dipende direttamente dal datore il quale può effettuare una chiamata nominale (in questo caso, assumerebbe tra i candidati spontanei ma anche consultando la graduatoria pubblica; ogni datore ha a disposizione un numero limitato di chiamate, superato il quale dovrà riferirsi al Centro per l’Impiego).

Appartieni a una delle categorie protette? Ecco cosa ti serve.

La domanda è: come faccio ad iscrivermi alle liste speciali? Secondo quanto stabilisce la normativa (la legge 68/99), per l’inserimento i lavoratori disabili  devono fornire il certificato di invalidità che specifichi il grado della stessa, nonché un certificato di disoccupazione rilasciato dall’Ufficio Provinciale del Lavoro.

Come per qualsiasi altro impiego, la ricerca del lavoro, un volta che si è presenti nelle liste, può essere svolta anche online (www.categorieprotette.it è fra i portali più utilizzati  )…. A questo punto che dire?

Buona ricerca!

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