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Congedo parentale 2019, cos’è e come funziona
congedo parentale
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Congedo parentale 2019, cos’è e come funziona
Se state per avere un bambino e vi chiedete come conciliare lavoro e famiglia, una delle risposte può essere il congedo parentale.

Tra le tante domande che si fanno due persone che stanno per diventare genitori, infatti, ci sono anche quelle che riguardano questa tematica scottante. E abbiamo parlato di “famiglia” non a caso: la cura dei figli, infatti, non è più appannaggio solo della mamma. In questa direzione si stanno ormai muovendo anche le normative che riguardano il mondo del lavoro, ad esempio con l’introduzione del congedo di paternità e della possibilità per entrambi i genitori di usufruire del congedo parentale. Riguardo a quest’ultimo, vediamo di cosa si tratta, chi lo può richiedere, quanto dura e come fare per usufruirne.

Cos’è il congedo parentale

Il congedo parentale è un periodo di astensione dal lavoro che può seguire il congedo di maternità obbligatorio e di cui possono usufruire entrambi i genitori. In questo periodo il lavoratore viene parzialmente retribuito a carico dell’Inps. Questo periodo di astensione dal lavoro può essere richiesto per venire incontro alle esigenze materiali, affettive e relazionali dei figli con meno di 12 anni. Si può richiedere anche in maniera frazionata oppure continuativa a seconda delle esigenze di ognuno. In passato era conosciuto anche come astensione facoltativa; attualmente viene regolamentato dal D.Lgs. 80/2015, in vigore dal 25 giugno 2015.

A chi spetta il congedo parentale

Possono richiedere questo periodo di astensione facoltativa dal lavoro tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti con un rapporto lavorativo in atto, ma anche le madri lavoratrici autonome, anche se solo per 3 mesi. Spetta al genitore richiedente anche se l’altro genitore non ne ha diritto, ad esempio perchè disoccupato.

Quanto dura il congedo parentale?

Il congedo parentale dà diritto sia alla madre sia al padre di godere di 11 mesi al massimo di astensione dal lavoro nei primi 12 anni di vita del figlio. Attenzione, però: questi mesi sono da ripartire tra i due genitori in base alle esigenze di ogni nucleo famigliare.
Vediamo nel dettaglio i casi che si possono verificare in un nucleo famigliare in cui sono presenti entrambi i genitori:

  • si può richiedere il congedo solo per la madre per 6 mesi dopo l’astensione obbligatoria di maternità;
  • è possibile richiederlo solo per il padre per 7 mesi dalla nascita del figlio;
  • si può richiedere per entrambi i genitori per 11 mesi totali, tenendo conto dei 6 mesi che spettano alla madre e dei 7 che sono diritto del padre. Ad esempio, se la mamma usufruisce del congedo parentale per 6 mesi, al padre ne spetteranno altri 5. Se invece è il padre a richiedere 7 mesi di congedo parentale, alla madre ne rimarranno solo 4.

Se invece all’interno della famiglia è presente un solo genitore, la durata massima del congedo parentale è di 10 mesi. Per i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps e per le lavoratrici autonome, infine, il congedo è di 3 mesi entro il primo anno di vita del bimbo.

E se nascono due gemelli?

Il congedo parentale per i gemelli si estende in base al numero di bambini che vedono la luce. Se i gemelli sono due la durata del congedo parentale raddoppia, se i bimbi sono tre il periodo viene triplicato, e così via.

Questo periodo di astensione si può frazionare?

Il periodo di congedo parentale può essere utilizzato sia in maniera continuativa sia in maniera frazionata, a seconda delle esigenze di ogni nucleo famigliare. Chi vuole frazionare questo periodo può farlo su base mensile, settimanale, giornaliera e addirittura oraria, alternando ad esempio periodi di assenza dal lavoro di alcuni giorni ad altri di un mese oppure di un certo numero di ore.

Il congedo parentale frazionato prevede quindi che il genitore rientri sul posto di lavoro tra un permesso e l’altro, anche per una sola giornata.

Congedo parentale frazionato su base oraria, cosa sapere

Ci sono alcune cose che è necessario sapere per poter usufruire del congedo parentale frazionato su base oraria. La legge stabilisce per esempio che le assenze possono essere non superiori metà dell’orario di lavoro: chi lavora 8 ore al giorno può quindi chiedere al massimo 4 ore di congedo parentale.
Questo tipo di soluzione, poi, non può essere cumulata con altri tipi di congedo come ad esempio:

  • il riposo orario per l’allattamento;
  • il congedo su base orario richiesto per un altro figlio nella stessa giornata;
  • il riposo giornaliero per figli disabili gravi.

La domanda, in questo caso, deve essere presentata al datore di lavoro con un preavviso di almeno 2 giorni e il modulo per le assenze giornaliere deve essere presentato all’Inps prima dell’inizio del congedo.

Come richiedere il congedo parentale?

La prima cosa che deve fare chi intende richiedere il congedo parentale è comunicare al datore di lavoro questa intenzione secondo quanto previsto dal contratto nazionale di riferimento e con un preavviso di almeno 5 giorni. Bisogna poi indicare la data di inizio e di fine del congedo e successivamente presentare la domanda all’Inps in via telematica.
Se il periodo di congedo viene frazionato è necessario ripetere questa procedura in occasione di ogni assenza dal lavoro.

E nel caso di un genitore solo? In questo caso sarà necessario allegare alla domanda per il permesso un documento che certifichi questa situazione oppure che attesti una stato di grave malattia dell’altro genitore.

I genitori di gemelli, invece, hanno diritto all’intero periodo di congedo parentale per ognuno dei figli, ma dovranno presentare richieste separate.

Quanto si percepisce in questo periodo?

Parliamo anche di soldi: quanto si percepisce con il congedo parentale? Questa indennità viene pagata dall’Inps dal momento in cui si presenta la comunicazione ed è integrata dal datore di lavoro per un certo periodo. Successivamente bisogna essere in possesso di alcuni requisiti affinchè sia corrisposta l’indennità.

In genere il trattamento economico è pari al 30% della retribuzione media globale giornaliera calcolata nel mese precedente alla richiesta di congedo.

Congedo parentale e gestione separata Inps

Il congedo è un diritto anche dei collaboratori iscritti alla gestione separata Inps? Certamente, ma per un periodo massimo di 6 mesi, da sfruttare nei primi 3 anni del bambino.

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