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Coronavirus, cosa deve fare chi non può lavorare da casa?
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Coronavirus, cosa deve fare chi non può lavorare da casa?
Coronavirus
L'emergenza Coronavirus continua purtroppo a condizionare la nostra vita quotidiana. Ma cosa fare se non si può lavorare da casa?

Nonostante le misure contenitive sempre più severe, come quelle indicate dal premier Conte poche ora fa che in praticano fermano l’Italia, ci sono realtà che non possono concedere lo smart working ai propri dipendenti e che devono continuare a rimanere aperte, almeno per ora. Cosa fare se non si può lavorare da casa, quindi? L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) fornisce alcune utili indicazioni a chi si trova in questa non facile situazione.

La prima arma a nostra disposizione: il buon senso

Per rallentare la diffusione del Coronavirus serve la collaborazione e il buon senso, da parte di tutti. Atteggiamenti superficiali e irresponsabili come quelli visti nei giorni scorsi danneggiano l’intera comunità, dato che il rischio è quello di far ammalare anche chi ci sta intorno, comprese le persone la cui salute è già compromessa. Ad affermarlo è Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, che dichiara: “Paesi, comunità, famiglie e cittadini devono concentrarsi sul contenimento, mentre facciamo tutto il possibile per prepararci a una potenziale pandemia”.

Nel frattempo la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato all’attuale situazione la definizione di pandemia. Le misure dovranno quindi essere ancora più stringenti, nell’attesa che si trovi una cura o un vaccino.

Coronavirus e lavoro: e chi non può usufruire dello smartworking?

Scuole chiuse, in Italia, ma non solo: chiudono tutti gli esercizi commerciali non di prima necessità e i luoghi di aggregazione, si fermano lo sport e tutti gli eventi pubblici. La gente è caldamente invitata a restare in casa, se non in caso di necessità o per andare al lavoro. Eh già, perchè c’è ancora chi è obbligato a recarsi sul posto di lavoro. Cosa fare in questo caso?

L’Oms suggerisce alcune semplici regole di base per evitare il contagio da Coronavirus. Per prima cosa, bisogna lavorare in luoghi puliti e disinfettati con appositi prodotti, con particolare cura per tastiere, telefoni, scrivanie, banconi e superfici che vengono toccate spesso. “La contaminazione delle superfici è uno dei modi principali con cui il coronavirus si diffonde” precisa infatti l’Oms.

Deve essere l’azienda stessa, poi, a incentivare un lavaggio frequente e accurato delle mani, mettendo a disposizione dei dipendenti sapone e gel igienizzanti in vari punti del luogo di lavoro, mascherine, guanti e fazzoletti di carta.
Tutte le diverse sezioni della nostra società, comprese le aziende e i datori di lavoro, devono avere un ruolo se vogliamo fermare la diffusione di questa malattia” si legge nel documento dell’Oms.

Attenzione anche ai contatti personali: per un po’ dovremo accantonare l’abitudine di salutarci con una stretta di mano o, peggio ancora in questa situazione, con baci e abbracci. La distanza minima tra le persone dovrà essere di almeno un metro. Anche in ufficio vale la regola di starnutire o tossire in fazzoletti monouso da gettare via immediatamente in cestini chiusi e di evitare di toccarsi occhi, naso e bocca.

Chi ha sintomi influenzali o febbre, anche lieve, deve rimanere a casa per salvaguardare la salute dei colleghi e di chiunque incontri sulla sua strada, oltre che la sua. Anche chi ha assunto farmaci come aspirina, paracetamolo e ibuprofene è invitato a rimanere a casa. Questi farmaci possono infatti nascondere i sintomi iniziali di una possibile infezione.

Cosa succede in caso di trasferte di lavoro?

E’ ovvio che in questo periodo è fortemente consigliato di evitare spostamenti di ogni genere, trasferte di lavoro comprese. In molti casi si può ovviare a questo problema con un videoconferenza, in modo da evitare di viaggiare sul territorio nazionale e internazionale.
Se questo non è proprio possibile e si è costretti ad effettuare una trasferta di lavoro non rimandabile, l’azienda deve scegliere di mandare soggetti giovani e che non soffrono di patologie, in modo da evitare di esporre al contagio persone già debilitate per altri motivi.

Ricordiamo comunque che sono già state predisposte una serie di misure e ammortizzatori sociali per chi, a causa di questa emergenza, deve rimanere a casa dal lavoro. Qui trovate l’approfondimento.
In questi giorni più che mai curare se stessi e fare molta attenzione è indispensabile per salvaguardare la salute di tutti.

Se volete approfondire l’argomento, sono già disponibili alcuni libri, tra cui quello di Roberto Burioni.

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