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Coronavirus, il calendario della Fase 2 secondo il decreto del 26 aprile
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Coronavirus, il calendario della Fase 2 secondo il decreto del 26 aprile
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L'emergenza Coronavirus passa alla Fase 2, quella della ripresa: vediamo il calendario delle prossime settimane e quali attività potranno riprendere.

L’Italia è pronta alla Fase 2, ovvero ad una ripresa graduale della attività in sicurezza. Giuseppe Conte stesso, in diretta tv, ha annunciato le date delle prossime fasi, specificando però che “non è un libera tutti”. Rimarranno quindi valide quasi tutte le limitazioni precedenti: obbligo della mascherina, distanziamento sociale anche all’aria aperta, divieto di assembramenti per convivere con il virus ed evitare il collasso degli ospedali e delle terapie intensive. Proprio a questo proposito nel nuovo Dpcm è stata decisa un’ulteriore stretta: chi ha sintomi o febbre superiore ai 37 gradi dovrà rimanere a casa, evitare ogni contatto con altre persone e avvertire il proprio medico.

Alcune attività potranno riaprire i battenti da oggi, altre invece potranno rialzare le saracinesche a partire dal 4 maggio, altre ancora dal 18 maggio. Ci sono poi attività che dovranno aspettare ancora più a lungo. Il 4 maggio non sarà quindi un ritorno alla vita di prima, ma solo una graduale riapertura delle attività lavorative. Vediamo quindi nel dettaglio il programma delle riaperture, tenendo però conto che ci potrebbero essere cambiamenti dovuti alle decisioni di comuni e regioni e all’eventuale mutare delle condizioni, che possono verificarsi anche in zone circoscritte.

Cosa si può fare a partire da oggi, 27 aprile 2020

  • possono riaprire le attività strategiche, industriali e produttive che esportano all’estero e che a causa del lockdown rischiano di perdere quote di mercato. Dovranno però presentare una autocertificazione e sottoporsi al vaglio dei prefetti;
  • ripartono i cantieri, ma solo quelli inerenti all’edilizia scolastica, carcerarie e per il controllo del dissesto idrogeologico.

Fase 2, cosa si potrà fare a partire dal 4 maggio 2020

  • a partire da questa data potranno rimettersi in moto buona parte della imprese del settore manifatturiero, delle costruzioni e del commercio all’ingrosso;
  • ripartiranno anche i cantieri privati, che hanno un basso indice di rischio. Questo non esimerà però gli operai dall’indossare tutte le protezioni previste e dal rispettare rigidi protocolli di sicurezza;
  • bar e ristoranti rimarranno chiusi, ma potranno vendere cibo da asporto da consumare a casa o in ufficio. La vendita dovrà avvenire rispettando tutti i protocolli di sicurezza e i clienti dovranno entrare nel locale uno alla volta evitando assembramenti;
  • gli spostamenti saranno consentiti, ma solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità. Ci si potrà muovere all’interno della propria regione di residenza per questi motivi, ma anche per incontrare parenti, sempre con la mascherina ed evitando assembramenti. Per spostarsi in un’altra regione, invece, ci vorranno motivi di assoluta urgenza, comprovate esigenze lavorative e motivi di salute;
    l’autocertificazione sarà ancora necessaria per evitare che i cittadini ritengano di poter uscire liberamente come prima del lockdown. La misura sarà valida ancora per un paio di settimane almeno, ma con l’aggiunta tra le motivazioni della voce che consente lo spostamento per incontrare i congiunti;
  • la mascherina sarà obbligatoria in tutti i posti giusti: uffici, negozi, mezzi pubblici, fabbriche e così via. Una circolare fisserà il prezzo massimo delle mascherine chirurgiche, in modo da evitare speculazioni e prezzi folli;
  • a questo punto della Fase 2 si riconquisterà la libertà di passeggiare anche lontano dalla propria abitazione, sempre mantenendo le distanze dalle altre persone. Parchi e giardini pubblici potranno riaprire al pubblico, ma l’ingresso dovrà essere controllato e contingentato per evitare che la curva dei contagi torni ad impennarsi. Questo compito spetterà alle forze dell’ordine;
  • lo sport individuale potrà riprendere ma con allenamenti individuali e rispettando una distanza di almeno due metri. Questa misura sarà valida anche per gli atleti professionisti;
  • celebrare la Santa Messa sarà ancora troppo rischioso, ma si potranno celebrare i funerali. Ci saranno però delle limitazioni: dovranno svolgersi preferibilmente all’aperto, mantenendo le distanze e indossando le mascherine. Le persone ammesse alla funzione potranno essere al massimo 15;
  • cadranno i divieti per passeggiate al mare o in montagna ma rimarrà proibito trasferirsi nelle seconde case.

Cosa si potrà fare a partire dal 18 maggio 2020

  • Riapriranno gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, i negozi di abbigliamento e calzature e le gioiellerie, sempre rispettando le distanze previste e indossando le mascherine;
  • gli atleti che praticano sport di squadra potranno tornare ad allenarsi, mantenendo le distanze di sicurezza;
  • mostre e musei potranno riaprire con ingressi contingentati, mentre rimarranno chiusi teatri, cinema, pub e discoteche.

Fase 2, cosa si potrà fare dall’1 giugno 2020

  • Potranno riaprire i battenti estetiste e parrucchieri, ma con alcune accortezze. Dovranno infatti lavorare su appuntamento e lavorare con mascherina e guanti;
  • riapriranno anche bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e locali simili, ma mantenendo la distanza minima di 2 metri da un tavolo all’altro. I camerieri, inoltre, dovranno indossare guanti e mascherine.
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