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Coronavirus, le aziende che chiudono e quelle che rimangono aperte
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Coronavirus, le aziende che chiudono e quelle che rimangono aperte
Nuova stretta del Premier Conte per cercare di contrastare la diffusione del Coronavirus. Vediamo quali sono le aziende che rimangono aperte e quelle che dovranno chiudere.

Ci sono novità sul fronte Coronavirus: il Governo ha deciso una nuova stretta per contrastare la diffusione del virus Covid-19. Queste nuove misure riguarderanno in maniera specifica il mondo del lavoro, che a quanto pare dovrà fermarsi fino al 3 aprile. Ci sono però alcune tipologie di imprese che potranno e dovranno rimanere aperte per garantire i beni e i servizi essenziali. Il DPCM firmato il 22 marzo ferma comunque circa il 75% della forza operaia italiana, con oltre 3 milioni di italiani fermi nelle prossime settimane. Le misure a favore dei lavoratori e delle famiglie sono però già attive. C’è da puntualizzare, però, che il decreto consente alle imprese e alle aziende di rimanere aperte fino a mercoledì per svuotare i magazzini o per completare manufatti. Vediamo nel dettaglio le disposizioni per i principali settori.

Settore automobilistico e della componentistica

L’industria dell’auto è particolarmente importante nel nostro Paese, ma le linee di montaggio sono di difficile gestione se si vogliono rispettare tutte le norme anti contagio. Molte aziende avevano infatti già fermato o rallentato la produzione nelle scorse settimane proprio per questo motivo, ora dovranno chiudere del tutto. Chiudono tutte le fabbriche FCA, Fincantieri, Brembo, New Holland, Ducati, Ferrari, Pirelli, Piaggio e molte altre. Ferme anche le oltre 2.000 fabbriche che producono componentistica, che ogni anno producono circa 5 miliardi di attivo.

Coronavirus e filiera della metallurgia

Il decreto anti – Coronavirus coinvolge anche questo settore, impegnato nella produzione di tubi, radiatori, caldaia, cerniere, serrature e molto altro ancora. Il settore metallurgico è particolarmente importante in Italia, soprattutto nel Nord. Tutto fermo, quindi, fino al 3 aprile anche in questo caso.

La filiera del mobile e dell’arredamento

Si tratta di un comparto strategico per il nostro Paese, tuttavia dovrà chiudere fino al 3 aprile con conseguenze ancora tutte da valutare sulla sua ripresa. Lo scorso anno aveva registrato 21,8 miliardi di euro di ricavi, con un aumento del 4,4%.

Settore dei tessuti e della moda

settore tessile
Pixabay | DWilliams

Potranno fare le ultime consegne entro mercoledì, poi chiuderanno anche gli stabilimenti del settore tessile, uno dei vanti del Made in Italy. Si tratta di circa 14.000 imprese, che ogni anno hanno un valore della produzione di circa 20 miliardi di euro. Si tratta però di un settore che vive già un momento di difficoltà; bisogna capirà quanto le misure anti – Coronavirus influiranno sulla sua ripresa.

Coronavirus e filiera della pelletteria

Anche la filiera della pelletteria Made in Italy si ferma fino al 3 aprile, anche se in alcuni casi gli artigiani e gli addetti non lavorano in gruppo e potrebbero rispettare le misure anti – Coronavirus. La decisione del Governo, però, mira a ridurre anche gli spostamenti, quindi è stata decretata la chiusura anche di questo settore che comprende 1.200 imprese che impiegano circa 20.000 persone, per un valore della produzione di 5,2 miliardi di euro.

Giocattoli, gioielli, orologi e strumenti musicali

Tutte ferme fino al 3 aprile anche tutte queste industrie manifatturiere, ma anche quelle che si occupano della produzione di articoli sportivi, bigiotteria, contatori elettrici,scope e spazzole.

Negozi chiusi, a parte alimentari e servizi alla persona

Il decreto anti – Coronavirus chiude anche praticamente tutti i negozi, a parte gli alimentari e quelli legati alla cura della persona. Anche la distribuzione commerciale vedrà quindi ridotto il proprio giro di affari. C’è da sottolineare, però, che l’alimentare sta vivendo un momento d’oro, con acquisti cresciuti di oltre il 15%.

Tour operator e agenzie di ricerca e selezione del personale

Anche queste realtà non potranno riaprire i battenti fino al 3 aprile; ferme anche le società che si occupano di lavoro in somministrazione, le agenzie di intrattenimento e quelle che si occupano di gestione degli edifici. Per tour operator e agenzie di viaggio, in ogni caso, la misura è quasi inutile, dato che le loro attività sono bloccate ormai da settimane.

Coronavirus: cantieri chiusi in tutta Italia

Stop anche ai cantieri in tutta Italia. L’unico che è autorizzato a continuare le attività è quello del nuovo ponte di Genova, che sostituirà il ponte Morandi, crollato la scorsa estate. Per il resto, piccoli e grandi cantieri dovranno rimanere chiusi, compresi quelli che riguardano opere strategiche come alcuni tratti ferroviari della Napoli – Roma e la manutenzione di strade e marciapiedi.

I corrieri consegnano ancora? La decisione di Amazon

In questo periodo in cui la popolazione è caldamente invitata a rimanere a casa, i corrieri hanno rilevato un aumento di lavoro notevole. Tuttavia, venendo a contatto con centinaia di persone al giorno, sono a rischio contagio Coronavirus e c’è anche la possibilità che lo diffondano. Nelle ultime ore Amazon, il colosso dell’e-commerce, ha detto stop alle consegne dei prodotti considerati non essenziali in Italia e in Francia, senza però fermare del tutto le proprie attività.

Coronavirus, quali aziende rimangono aperte?

Secondo il dPCM firmato ieri dal premier Conte, ci sono aziende che possono, e in qualche caso devono, rimanere aperte per continuare a fornire generi di prima necessità. In breve si tratta della filiera alimentare, compresi agricoltura allevamento, e della vendita di prodotti finiti in negozi e supermercati, ma anche della produzione e vendita di farmaci e apparecchi elettromedicali. Rimangono aperte anche, per fare qualche esempio, i servizi di riparazione di pc, periferiche, cellulari ed elettrodomestici, i servizi veterinari e i servizi di pulizia e di vigilanza.

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