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Esame: avvocato grazie al web?

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Esame  avvocato:  hanno avuto il via stamattina le prove per l’abilitazione alla professione legale. Dalle 10.30 di oggi, per i prossimi due giorni, gli aspiranti gladiatori del foro dovranno dare il meglio di sé per superare l’esame. Avvocato o professione di ripiego? Tutto si gioca in questa tre giorni!

 

Si sa, dopo l’università, non è finita per gli studenti di giurisprudenza che, infatti, sono chiamati ad affrontare il concorso di abilitazione alla professione forense. Solo così da semplici praticanti è possibile diventare, ufficialmente, a norma di legge, avvocati a tutti gli effetti.

 

Come avviene da sempre, in seguito all’avvento di Internet (con i suoi usi e abusi!), le tracce delle prove dell’esame da avvocato – uguali su tutto il territorio nazionale – sono magicamente comparse online, immediatamente dopo la tanto attesa apertura delle buste. E così, molti aspiranti avvocati, che abbiano studiato o meno,  oggigiorno si affidano alla “gentilezza”  dei paladini del web.

 

In che senso si affidano? Letteralmente. Per esempio, diritto civile: detto fatto, ovvero non solo la prima traccia immediatamente online, ma anche la risposta (… corretta, ovviamente, e con tanto di discussioni sui forum).  Vediamola, in parte, per farci un’idea.

 

Prima traccia

L’agenzia immobiliare Beta, aveva ricevuto da Mevia un mandato per la vendita di un immobile di sua proprietà. L’incarico era stato conferito in forma scritta con validità di un anno. Alla scadenza, non avendo l’agenzia immobiliare reperito un acquirente per detto immobile, Mevia aveva revocato per iscritto il mandato. Mevia concludeva successivamente la vendita del suo bene, a mezzo dell’ intervento di altra agenzia immobiliare, la Delta, alla quale la vendita era stata segnalata dalla agenzia Beta.

Il candidato assunta la veste di difensore della agenzia Beta, rediga motivato parere esponendo le problematiche sottese alla fattispecie in parola, in particolare l’eventuale riconoscimento parziale della provvigione.

 

Soluzione alla prima traccia:

La questione in esame riguarda la problematica inerente l’insorgenza del diritto alla provvigione del mediatore. A tale proposito, innanzitutto, l’art. 1754 c.c. stabilisce che «è mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza». Il successivo art. 1755 c.c., poi, indica quali due presupposti del sorgere del diritto alla mediazione: la conclusione dell’affare ed il fatto che essa sia avvenuta per effetto dell’intervento del mediatore.
Dal primo punto di vista si deve ritenere che l’affare debba tradursi in un rapporto giuridicamente vincolante per le parti, le quali dovranno essere abilitate ad agire per l’adempimento dei patti stipulati o in difetto per il risarcimento dei danni (da questo punto di vista anche la conclusione di un contratto preliminare fa sorgere il diritto alla provvigione) Dal secondo punto di vista è sufficiente che la conclusione dell’affare possa ricollegarsi all’opera svolta dal mediatore per l’avvicinamento dei contraenti purché tale attività costituisca il risultato utile della condotta posta in essere dal mediatore stesso. In ogni caso il contratto deve essere eseguito ed interpretato seconda buona fede secondo il disposto degli artt. 1366 e 1375 c.c. L’obbligo di buona fede oggettiva o correttezza costituisce un autonomo dovere giuridico espressione di un generale principio di solidarietà sociale.
[…]

Conclusioni
Alla luce delle norme esaminate e della loro applicazione giurisprudenziale si deve ritenere che la stipula del preliminare integri la conclusione di un affare ai sensi dell’art. 1755, comma 1, c.c e che la previsione della durata dell’incarico di mediazione non sia indicativa della volontà del preponente di rifiutare l’attività del mediatore dopo la scadenza del termine. Pertanto se, come nel caso di specie, l’affare si è concluso grazie all’intervento del mediatore, sorge il diritto di questi alla provvigione anche se il contratto viene stipulato oltre la scadenza.

 

Per la soluzione completa della prima traccia e il testo della seconda, rimandiamo a questo forum di settore.

 

I candidati all’esame di avvocato, insomma, dovrebbero ringraziare  a gran voce Internet e gli internauti diligenti e celeri. Inoltre, sempre online, è reperibile con anticipo la tabella degli abbinamenti delle sedi di Corte d’Appello. Così, ciascuno ha modo di conoscere chi si occuperà della lettura e correzione del proprio elaborato.

 

Che dire? Grazie a Internet e buona fortuna ai futuri avvocati italiani… non scordate di studiare però!

 

 

Autore: Redazione di Mondolavoro.it
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