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Facebook in Italia è con gli studenti: spazio per protestare

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Rabbia e indignazione, questo prova buona parte degli studenti e degli ex-studenti neolaureati italiani. Il sistema scolastico sembra abbandonato sé stesso, la situazione continua a peggiorare, mentre i famosi “sbocchi lavorativi” ormai non conducono più da nessuna parte. Da una parte i continui tagli alla scuola, quindi, e dall’altro quella che ormai è la piaga sociale italiana: precariato e disoccupazione.
L’insoddisfazione corre veloce tra bacheche e post, in tempo reale, ovunque, grazie alla potenza dei social network: Twitter e Facebook. In Italia, gli studenti seguono l’esempio degli Indignados di Wall Street e della loro grande protesta.

 

Proprio grazie ai tweet e ai messaggi di Facebook, l’Italia studentesca si è unita: giovani da nord a sud decisi a manifestare rabbia e ribellione, di fronte a uno stato che non è più garante né del diritto allo studio né tanto meno di quello al lavoro. Il dito puntato contro corporazioni e mondo della finanza; gli studenti pretendono borse di studio, gli slogan suonano così: «Piazza reddito per tutti», «Non ci fidiamo dei mercati’», «Noi il debito non lo paghiamo».

 

Grazie Facebook, in Italia all’incirca novanta piazze hanno ospitato studenti riunitisi per protestare contro i tagli all’istruzione e contro la politica economica del governo. La protesta, infatti, ha avuto luogo fisicamente nelle piazze, ma è stata anticipata dal web e tramite esso sono stati possibili aggiornamenti costanti, in tempo reale, con tanto di foto e commenti.

 

La pagina di Facebook del noto sito studenti.it ha ricoperto il ruolo di vero e proprio punto di riferimento, riportando suddetti aggiornamenti e consentendo di seguire quasi in diretta gli sviluppi nelle diverse piazze, le quali, grazie  a ciò, hanno anche avuto modo di scambiarsi informazioni e condividere impressioni.

 

Fra due giorni sarà il turno dei lavoratori (e di chi vorrebbe essere parte del gruppo): di nuovo, anche grazie  a social come Twitter e Facebook, l’Italia, o meglio la sua capitale come simbolo, sarà teatro di cortei di protesta. I manifestanti si riuniranno sotto il nome di Indignados, contro «le corporazioni e le classi politiche (di centrodestra e di centrosinistra)». Gli indignati italiani hanno, inutile dirlo, un’apposita pagina Facebook, utile  alla trasmissione di informazioni e allo scambio di idee. All’organizzazione di una vera e propria rete sociale, non solo virtuale questa volta!

 

«Tutti siamo preoccupati e indignati per il panorama politico, economico e sociale che vediamo intorno a noi. Per la corruzione di politici, imprenditori, banchieri … Per il senso di impotenza del cittadino comune. Questa situazione fa male a tutti noi ogni giorno. Ma se tutti ci uniamo, possiamo cambiarla. È tempo di muoversi, è ora costruire insieme una società migliore».

 

 

Autore: Redazione di Mondolavoro.it
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