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Fondo Futuro 2019, un bando per microimprese e partite Iva
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Fondo Futuro 2019, un bando per microimprese e partite Iva
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Fondo Futuro 2019: già il nome fa ben sperare nell'avvenire fatto di imprenditorialità. Ecco tutte le disposizioni per accedere ai finanziamenti per partire al meglio.

Tutti gli imprenditori del Lazio possono segnare in agenda: per le attività locali avviate o quelle che devono partire, dal 3 settembre al 31 ottobre 2019, la Regione Lazio ha finalmente lanciato il bando Fondo Futuro 2019. Un’ottima notizia per chi vuole diventare il datore di lavoro di se stesso: stop alla ricerca di un impiego, createvene uno voi grazie al microcredito previsto per i vincitori. Pronti a scoprire i dettagli?

Fondo Futuro: la svolta imprenditoriale

Cominciamo con le buone notizie: il microcredito di Fondo Futuro ha un budget massimo di 25.000 euro. Un bel finanziamento per incentivare la nascita o l’evoluzione di attività di imprenditoria giovanile o meno. Fondo Futuro concede agevolazioni a supporto di investimenti per avviare o rafforzare le aziende grazie a un prestito che parte dai 5.000 euro. Ha una durata che si protrae sino agli 84 mesi (in altre parole 7 anni) al termine del quale deve avvenire il rimborso tramite il versamento di rate mensili, con tasso fisso dell’1%, senza garanzie.

Informazioni più tecniche: Fondo Futuro è un bando che viene gestito dalla Direzione regionale per la Formazione in qualità di Autorità di Gestione del Fondo Sociale Europeo che cofinanzia gli interventi.

Chi sono i destinatari del bando Fondo Futuro?

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Possono fare richiesta le microimprese che siano delle ditte individuali oppure delle società già esistenti o da avviare. Rientrano nel bando Fondo Futuro anche i titolari di partita Iva, anche nel caso in cui non siano registrati a determinati albi professionali. Anche le microimprese che si trovano in una situazione di crisi possono avere accesso al finanziamento.

Non rientrano tra gli ammessi alla candidatura tutte le attività che ricadono nella categoria produttiva di articoli agricoli e in quella della pesca e dell’acquacoltura, nonché quelle che non sono previste dal regime De minimis.

Qualche esempio pratico

Potranno tentare di usufruire di questo prestito della Regione Lazio tutte le strutture del settore hospitality: alberghi, bed & breakfast e abitazioni da villeggiatura. Anche i vari pubblici esercizi di servizio al pubblico: ristoranti, locali, food truck, catering; centri estetici e parrucchieri, studi di tattoo artist, personal trainer e fisioterapisti. Infine, anche gli uffici di architetti e negozi in generale. La lista delle attività comprese dal bando Fondo Futuro è molto lunga, come potete notare.

Ma occhio, perché non si può prescindere da un requisito fondamentale: avere la sede operativa, se non il domicilio fiscale nel caso dei possessori di partita Iva, nella Regione Lazio.

Se ancora non avete sistemato questo particolare non trascurabile la partecipazione è comunque possibile, purché, entro la sigla del contratto si sia in regola con le disposizioni del bando.

Fondo Futuro 2019: la Riserva Sisma

Per l’edizione di quest’anno il bando prevede anche il finanziamento di ben 3 milioni di euro per chi possiede o vuole avviare la propria attività con la sede operativa in uno dei 15 comuni che ricadono nell’area del cratere sismico. Sono: Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona; Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant’Angelo; Cittaducale, Cittareale, Leonessa, Micigliano; Poggio Bustone, Posta, Rieti e Rivodutri.

Le agevolazioni del bando Fondo Futuro

Osservando più nel dettaglio, il bando Fondo Futuro non prevede delle spese da aggiungere nel momento del conseguimento del prestito. Intendiamo dire che non si dovranno sborsare soldi di tasca propria per le spese di istruttoria o per le commissioni di incasso o erogazione, nè quelle necessarie per la penale di estinzione anticipata. Gli unici costi che dovrete sostenere sono quelle relative alla stesura di un buon business plan che però saranno ammortizzate dalla stessa assegnazione dell’agevolazione.

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Un altro grande vantaggio del bando Fondo Futuro 2019 è che non è obbligatorio presentare delle garanzie concrete di tipo patrimoniale, finanziario o individuale.

Come accedere al Fondo Futuro?

Passiamo alla concretezza: per l’edizione 2019 il bando si è evoluto per quanto riguarda le modalità di accesso. Adesso è possibile dare una stima della graduatoria provvisoria, che è nata in base al punteggio calcolabile seguendo determinati parametri. A tal proposito, è giusto far notare che questa classifica sarà la stessa che determinerà l’ordine in cui le richieste saranno visionate.

Cosa significa? Che posizionarsi bene all’interno della graduatoria potrebbe far crescere le vostre probabilità di essere ammessi all’agevolazione prima che si raggiunga il limite dei prestiti concessi.

Come ottenere un buon punteggio in graduatoria?

La selezione delle domande inizia con un primo parametro, ovvero il reddito ISEE. Saranno agevolati con ben 35 punti i candidati che presenteranno un reddito ISEE più basso. E, nel caso di società, si valuteranno gli ISEE di tutti i soci, tra i quali sarà preso in considerazione quello più alto.

Un altro criterio in fase di graduatoria provvisoria è quello dell’anzianità dell’azienda. Ottiene il punteggio maggiore, ovvero 30 punti, le imprese che sono state avviate dopo il primo giugno 2019. Chi invece è partito prima del primo gennaio 1999 risulterà purtroppo il più penalizzato. Per le imprese in via di costituzione, invece, il punteggio sarà intermedio, ovvero 18 punti.

Infine, le aziende che possono contare almeno due occupati accumuleranno due punti in più rispetto a quelle che non creano posti di lavoro.

Il Fondo Futuro prevede premi a favore di alcune categorie

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Le categorie premiate sono le imprese giovanili (fino a 35 anni), mature (oltre i 50 anni) e femminili. Sono considerati un plus anche il coinvolgimento di lavoratori svantaggiati e di persone che abbiano preso parte a progetti regionali come “In studio”, “Torno subito” e “co-working”. In questo caso i punti extra sono 10.

Per guadagnare altri 5 punti in più per è sufficiente avere sedi operative nelle aree di crisi industriale complessa, ovvero l’Area industriale di Frosinone e Sistema Locale del Lavoro di Rieti Piccoli Comuni.

Le domande che entreranno per punteggio nella successiva fase di istruttoria, saranno poi vagliate e scelte seguendo altri criteri.

La fase istruttoria del bando Fondo Futuro

Quali sono dunque gli aspetti che vi faranno superare anche la fase di istruttoria? Innanzitutto la coerenza e la validità del vostro progetto aziendale. Poi la correttezza del business plan nella parte economica e finanziaria, assieme alla coerenza dell’iniziativa rispetto agli obiettivi del Programma Operativo FSE 2014-2020 della Regione Lazio. Viene valutata anche la possibilità effettiva dell’impresa presentata nel garantire un’evoluzione della stessa, così da costituire una realtà occupazionale solida e di lungo termine. E’ valutata positivamente in questa fase del bando Fondo Futuro anche la prospettiva innovativa del piano e la capacità di poter rimborsare il finanziamento.

La spese finanziate dal Fondo Futuro

I costi coperti dal bando sono quelli di costituzione, ovviamente per le aziende che ancora non sono state avviate nel momento della candidatura. Sono comprese anche le spese relative alla retribuzione dipendenti, nonché quella dei soci lavoratori all’interno delle cooperative, con una scadenza temporale di 6 mesi e un limite massimo del 50% della spesa prevista.

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Sono finanziati dal bando Fondo Futuro il canone di affitto per un periodo di 6 mesi e le consulenze con una percentuale massima del 20% sul totale. Anche i costi che il beneficiario dovrà affrontare per i servizi di accompagnamento, come l’assistenza per la stesura del business plan, vengono coperti dal prestito.

E ancora: i corsi formativi e i materiali per un massimo del 20% del totale. Rientrano nel bando anche le utenze legate ai locali della sede operativa, così come tutte le operazioni per rendere funzionali o ristrutturare i locali destinati all’impresa, con un limite del 50% del totale.

Il bando Fondo Futuro si occupa anche di coprire le spese per l’acquisto di tutta una serie di accessori: brevetti, realizzazione di sistema di qualità, certificazione di qualità, ricerca e sviluppo, realizzazione di un sito online. E poi quello degli arredi, impianti, macchinari e attrezzature. Ma anche di software per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa; il finanziamento aiuta anche nel procurare all’azienda tutto il necessario per essere a norma in termini di sicurezza dei luoghi di lavoro, dell’ambiente e dell’utente finale.

Quest’anno, inoltre, il Fondo Futuro copre anche le spese finanziabili in cui è compresa l’Iva, rispetto a ciò che è dovuto al fornitore e opportunamente documentata come voce di finanziamento.

Avete altre domande che a noi sono sfuggite? I dettagli ancora più precisi li trovate al seguente link: ora non avete più scuse per rimandare il vostro progetto imprenditoriale!

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