Mentre la maggior parte dei settori produttivi stenta a riprendersi dalla crisi economica che in questi ultimi anni ha messo a dura prova l’economia del nostro Paese, il campo della cosiddetta green economy continua a mostrare elevati livelli di crescita. Come nel resto del mondo, infatti, anche in Italia il settore della “economia verde”, o per meglio dire sostenibile, si è progressivamente affermato divenendo una delle principali fonti su cui investire per sostenere non solo la crescita economica italiana, ma anche la conseguente creazione di numerosi posti di lavori. La nascita di nuove professioni green è, infatti, uno degli aspetti più interessanti e da approfondire soprattutto se al momento si è in cerca di un’occupazione.

Recentemente è stato pubblicato GreenItaly 2015, il sesto rapporto elaborato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere e promosso in collaborazione con il Conai, che valuta l’andamento della green economy a livello nazionale. Secondo quanto emerso dall’indagine condotta, un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso su innovazione, ricerca e sulla promozione di un economia sostenibile. Nello specifico sono ben 372 mila le aziende italiane che dal 2008 hanno investito in tecnologie green con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, le emissioni di CO2 e risparmiare energia. Si tratta di dati di grande importanza che ben evidenziano i trend attualmente in atto nell’economia dell’Italia e che concretamente consentono di capire come indirizzare al meglio le proprio scelte lavorative, ma anche relative alla formazione in modo da acquisire competenze realmente richieste dall’attuale mercato del lavoro.

Secondo quanto indicato nel rapporto GreenItaly 2015 le nuove professioni green più richieste al momento e nei prossimi anni sono le seguenti: l’ingegnere ambientale; il risk manager; il programmatore delle risorse agroforestali; l’esperto in pedologia; lo statistico ambientale; l’installatore di impianti termici a basso impatto; l’esperto di acquisti verdi; l’ingegnere energetico; il tecnico meccatronico; l’ecobrand manager; l’esperto in demolizione per il recupero dei materiali; l’esperto del restauro urbano storico; il serramentista sostenibile; l’esperto nella commercializzazione dei prodotti di riciclo. Si tratta di una panoramica ampia che suggerisce differenti percorsi lavorativi interessanti su cui puntare.

Per avere maggiori informazioni e consultare tutte le informazioni fornite dal rapporto GreenItaly 2015 basta collegarsi al seguente sito web.

 

Elisa Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.