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Guida alla Quota 100: come andare in pensione con 62+38
È ormai entrata in vigore la famosa Quota100, il sistema di pensionamento anticipato che consente di lasciare il lavoro sommando età anagrafica e anni di contribuzione.

La famosa Quota 100 è legge: non stiamo parlando di un gioco a premi, ma di una nuova forma di pensione anticipata entrata in attuazione con il Decreto Legge 4 del 28 gennaio 2019, convertito nella L. 26/2019. Quali sono le novità e chi potrà andare in pensione con il sistema Quota 100?

 

Quota 100, i requisiti necessari

Quota 100 si aggiunge alle altre forme di pensione anticipata e ai normali canali di pensionamento; nello specifico prevede la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi, un mix che secondo alcune stime permetterebbe a circa 300 mila lavoratori di lasciare il proprio posto di lavoro nei prossimi anni.

I destinatari di Quota 100 sono i lavoratori dipendenti o autonomi che si sono iscritti ad una delle seguenti forme di previdenza prima del 1996:
– all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) INPS;

– alle forme esclusive (ex Inpdap), dipendenti pubblici, addetti al trasporto autoferrotranvieri;

– alle forme sostitutive (ex Enpals) spettacolo e sportivi professionisti;
– alla gestione separata INPS.

Per ora questa misura ha carattere sperimentale e vale per chi matura i requisiti di età e di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2021; queste persone possono però andare in pensione anche successivamente a questa data grazie alla possibilità di cristallizzare il diritto alla pensione.

Sono espressamente esclusi dalla Quota 100 gli appartenenti alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine e VV.FF: per loro continuano ad essere applicati i requisiti previdenziali previsti dal Dlgs 165/97.

 

La contribuzione utile per raggiungere Quota 100

Ma come raggiungere i 38 anni di contributi necessari per andare in pensione con Quota 100? Per raggiungere questo traguardo è valida qualunque contribuzione accreditata a qualsiasi titolo: volontaria, obbligatoria, da riscatto o figurativa. L’articolo 14 co. 2 del DI 4/2019 sancisce il diritto di cumulare in maniera gratuita la contribuzione mista, quindi l’assicurazione obbligatoria per i lavoratori dipendenti, le gestioni speciali e sostitutive e la gestione separata per periodi non concomitanti, ad esclusione degli eventuali contributi versati presso Casse Professionali.

Parliamo di finestre pensionistiche

Il sistema Quota 100 vede un ritorno ad un sistema di finestre mobili che si differenziano tra il settore privato e quello pubblico e che sono rispettivamente di 3 e di 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti pensionistici. La prima uscita per quanto riguarda il settore pubblico sarà il 1° agosto 2019 per chi ha maturato i requisiti necessari entro il 29 gennaio 2019, mentre per il settore privato la prima data utile per il sistema Quota 100 è stata l’1 aprile 2019 per chi aveva maturato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2018.

Il divieto di cumulo tra reddito e pensione

Con l’introduzione del sistema Quota 100 viene ripristinato il divieto di cumulo tra reddito da lavoro autonomo o dipendente e pensione fino al raggiugimento dei 67 anni, età fissata per il conseguimento della pensione di anzianità; si tratta di una misura finalizzata a incentivare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. È ammesso unicamente il reddito che deriva da lavoro autonomo occasionale, ma con una soglia massima di 5.000 euro all’anno; in tutti gli altri casi l’eventuale percezione di un reddito comporta la sospensione della pensione per l’anno in questione.

E per quanto riguarda il Trattamento di Fine Rapporto?

Quando si parla di pensione, è normale parlare anche di Tfr, ovvero di Trattamento di Fine Rapporto. Per chi accede alla Quota 100 è prevista una dilazione rispetto ai termini ordinari per il pagamento di questa buonuscita, dilazione che è in qualche modo compensata dalla possibilità di averne un anticipo di 45 mila euro al massimo.

 

Chi andrà in pensione con Quota 100 nel 2019?

Questo nuovo sistema pensionistico è appena entrato in vigore, ma si può già parlare di numeri: si stima infatti che nei prossimi mesi andrà in pensione con la “vera” Quota 100 solo l’1,9% dei lavoratori, mentre saranno in molti a superare questa somma per età anagrafica o per anzianità contributiva. La maggior parte – si parla di oltre 98% – andrà infatti in pensione con “quote diverse”, eccedendo nell’età anagrafica o negli anni di contributi versati. Con il tempo la situazione dovrebbe regolarizzarsi: quello che si sta verificando è infatti ciò che gli esperti chiamano “effetto stock”, ovvero l’accumulo di più “ondate” di aspiranti pensionati che potevano già andare in pensione con il vecchio sistema pensionistico.
Siete curiosi di conoscere la testa di questa particolare classifica? Nel 2019 sarà quella che si potrebbe definire “quota104”, cioè chi raggiunge questa cifra sommando età anagrafica e anni di contributi versati: saranno ben il 19,4%.

 

Francesca Scarabelli

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