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Come diventare insegnante di sostegno? Ecco l’iter da seguire
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Come diventare insegnante di sostegno? Ecco l’iter da seguire
Il tuo sogno nel cassetto è diventare insegnante di sostegno? Basta seguire delle semplici istruzioni per poter realizzarlo: ecco tutto quello che serve sapere.

Diventare insegnante di sostegno è fattibile? Iniziamo così, con questo quesito esistenziale. La risposta è: sì, ma… ci sono alcune regole da seguire. Per raggiungere questo traguardo c’è un iter specifico, che ha subito delle modifiche nell’ultimo anno. La burocrazia e i requisiti da superare ci sono, non vi mentiremo. Ma con un po’ di attenzione non sbaglierete un colpo.

Insegnante di sostegno cercasi

L’insegnante di sostegno è una figura sempre più richiesta per via dell’elevato numero di alunni affetti da diverse forme di disabilità: proprio in questi giorni il sindacato Anief ha lanciato l’allarme proprio in merito ai docenti di sostegno che sono troppo pochi rispetto alle reali esigenze di cui la scuola pubblica ha bisogno.

Una risorsa molto richiesta

Negli ultimi tempi questa figura professionale è diventata essenziale negli istituti scolastici di vario livello. Questo perché ormai l’approccio verso gli studenti è quello di accompagnarli al meglio durante il loro percorso formativo. Diagnosticando per tempo le eventuali difficoltà e le possibili forme di disabilità si può garantire a questi studenti in difficoltà un insegnante di sostegno. E’ un ruolo molto delicato, per cui si deve esser ben preparati, con competenze specifiche e attitudini particolari.

Come diventare insegnante di sostegno nel 2019?

Ci sono alcune novità per quest’anno, introdotte dal Ministero dell’Istruzione, che è pronto ad aprire un corso di specializzazione TFA proprio per gli insegnanti di sostegno. Attualmente esiste solo un decreto in bozze, che però, in seguito all’approvazione, sarà la base su cui far partire i bandi. Questa prima traccia conferma che per accedere al prossimo concorso bisogna esser dotati dell’abilitazione. Alcune indiscrezioni non confermate dal Miur parlano della possibilità di estendere la partecipazione anche ai laureati con 24 Cfu per l’insegnamento, da aggiungere al titolo di specialistica o magistrale: esiste la richiesta presentata dal Cspi.

Altre sorprese nella bozza del decreto per l’insegnante di sostegno

E poi, per diventare insegnante di sostegno, ci sarà da superare un test preselettivo per poter rientrare nei corsi. Questo esame è articolato in parti scritte e orali. La data della pubblicazione del decreto, al cui interno sarà indicata la distribuzione dei posti nelle diverse Università che hanno fatto richiesta per essere la sede di corsi, sarà prossimamente diffusa dal Miur. Comunque, all’incirca il numero delle posizioni è di 10.000 tra la scuola dell’infanzia, la primaria, la secondaria di primo e di secondo grado. Nel triennio sono previsti 40.000 posti.

I titoli per diventare insegnante di sostegno

Partiamo con una di quelle liste che di solito caratterizzano tutti concorsi pubblici. Per poter essere un insegnante di sostegno è necessario possedere determinati titoli, che cambiano a seconda che si voglia entrare nella scuola dell’infanzia e primaria oppure in quelle secondarie.

Insegnante di sostegno primaria-infanzia: il candidato deve avere una laurea in Scienze della formazione primaria oppure un diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02. E’ ammesso anche un titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia come analogo.

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Il docente di sostegno per la scuola secondaria dovrà possedere l’abilitazione conseguita attraverso la SSIS  o COBASLID (per la scuola secondaria), oppure deve aver conseguito diplomi accademici di II livello rilasciati dalle istituzioni AFAM per l’insegnamento dell’Educazione musicale o dello Strumento. E’ ammesso anche il Diploma di Didattica della Musica (Legge 268/2002) e l’aver superato i concorsi per titoli ed esami indetti antecedentemente al DDG 82/2012.

Ancora sui concorsi è ammesso anche quello per titoli ed esami indetto con DDG 82/2012. (per coloro che, con l’assunzione, hanno conseguito l’abilitazione con questo concorso). Ci sono poi anche le sessioni riservate di abilitazione.

Diventare insegnante di sostegno per la scuola secondaria è possibile anche se si sono conseguiti dei titoli professionali all’estero, ma corrispondenti a quelli abilitanti all’insegnamento con apposito Decreto del Ministro dell’Istruzione.

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Tutto qui? In effetti, in aggiunta ai titoli citati, è necessario poter vantare due anni di servizio, non per forza continuative, ma negli ultimi 8 anni scolastici. Per concludere: per diventare insegnante di sostegno bisogna anche avere il titolo di specializzazione su questa attività.

Le novità per l’insegnante di sostegno

Ci sono dei cambiamenti introdotti quest’anno per diventare insegnante di sostegno. La nuova legge di bilancio 2019 prevede l’abolizione dell’obbligo dei tre anni di formazione e tirocinio che erano stati introdotti dalla Buona Scuola (FIT). Adesso è sufficiente possedere l’abilitazione all’insegnamento o la laurea magistrale prevista tra quelle per accedere alle classi di concorso, sommata a 24 cfu dedicate alle materie socio-psico-pedeagogiche.

In entrambi i casi è necessario conseguire il titolo di specializzazione al sostegno, iscrivendosi ai corsi dedicati a questa professione e di prossima apertura. Le prove di accesso per questi corsi sono fissati per le giornate del 15  del 16 aprile e avverranno nelle principali università d’Italia.

Le prove per diventare insegnante di sostegno

Il nuovo concorso 2019 è caratterizzato da ben 4 esami, di cui tre fanno parte dello scritto e una è orale. La valutazione della disciplina legata alla classe di concorso per cui ci si candida avviene durante la prima prova scritta. Nella seconda, invece, vengono messe alla prova le conoscenze relative all’ambito socio-psico-pedagogico ottenute durante il conseguimento dei 24 CFU obbligatori. La terza fase scritta testa la padronanza su argomenti di didattica d’inclusione, diversi metodi di insegnamento e la pedagogia speciale.

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Ecco che  si arriva alla prova orale, durante la quale il candidato viene sottoposto a dei quesiti relativi alla classe di concorso e sulle discipline necessarie all’insegnamento di sostegno.

E dopo aver affrontato le 12 prove di Ercole?

Quando si è superato il concorso, basandosi sempre sulla legge di bilancio 2019, si passa al FIT, cioè il periodo di tirocinio. Ora è limitato ad un solo un anno di supplenza da parte dell’insegnante di sostegno. Al termine di questo percorso, finalmente, avviene l’assunzione di ruolo. E, se non si riesce ad accedere attraverso il concorso, è comunque possibile fare richiesta per entrare nella lista dei messi a disposizione.

Qualche testo per guidarvi

A sostegno dei futuri insegnanti di sostegno (un gran gioco di parole) ecco alcuni manuali per approfondire la parte teorica: di Vito Piazza, “L’insegnante di sostegno. Competenze tecniche e aspetti emotivi“;  TFA Insegnante di sostegno – Nella scuola secondaria di I e di II grado, e, infine, Kit completo Specializzazione sostegno didattico Scuola secondaria.

Siete pronti quindi a intraprendere questa nuova avventura per entrare in classe e salire in cattedra?

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