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Job in Country 2020, il portale per far incontrare domanda e offerta agricola
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Pixabay ! WFranz
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Job in Country 2020, il portale per far incontrare domanda e offerta agricola
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Pixabay ! WFranz
Coldiretti promuove la piattaforma Job in Country per mettere in comunicazione aziende alla ricerca di manodopera agricola e aspiranti lavoratori.

L’emergenza Coronavirus sta toccando anche il settore agricolo. I professionisti e le aziende del settore, infatti, lanciano un grido di allarme: serve manodopera per salvare i raccolti. Già da tempo gli operatori stanno chiedendo al Governo la semplificazione del voucher agricolo, considerato da molti (tra cui anche la stessa Coldiretti) uno strumenti indispensabile per permettere alle aziende di impiegare in maniera saltuaria per il lavoro nei campi studenti, pensionati e cassaintegrati. La risposta che si sta mettendo in campo al momento per tamponare l’emergenza è la piattaforma Job in Country.

Cos’è Job in Country e come funziona

Le aziende del settore hanno pensato di ricorrere alla piattaforma Job in Country, già esistente da tempo, per fare una prima risposta a questa crisi.
Di fronte alle incertezze e ai pesanti ritardi che rischiano di compromettere le campagne di raccolta e le forniture alimentari della popolazione, siamo stati costretti ad assumere direttamente l’iniziativa. – afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – È necessario introdurre al più presto i voucher semplificati in agricoltura limitatamente a determinate categorie e al periodo dell’emergenza”.

In pratica, la piattaforma Job in Country è un punto di incontro virtuale tra imprese e lavoratori che poi, sempre rispettando le norme di sicurezza imposte dall’emergenza Covid-19 e rispettando le disposizioni date dai vari decreti in merito, potranno concretizzarsi in un impiego nei campi. Le aziende coinvolte, quindi, inseriscono le proprie offerte di lavoro, indicando tutti gli elementi utili: luogo e periodo di lavoro, mansioni da svolgere, capacità richieste, retribuzione prevista e tutto quello che può risultare rilevante. Chi è alla ricerca di lavoro, a sua volta, può dichiarare le propria disponibilità a lavorare, tenendo aggiornato il proprio profilo.

I possibili rischi dell’iniziativa

La piattaforma, autorizzata dal Ministero del Lavoro, assicura la massima trasparenza e legalità. Le sue attività, inoltre, vengono seguite direttamente dalle singole province tramite Società di Servizi delle Federazioni provinciali e interprovinciali della Coldiretti. Ma questo, evidentemente, non basta a sgombrare il campo da tutti i dubbi in merito. Ci sarebbe infatti la necessità di stringere in ogni caso degli accordi principalmente con le Ambasciate dei Paesi dell’Est Europa. Si teme infatti che questa iniziativa possa consentire l’arrivo di stagionali stranieri nel nostro Paese.

agricoltura job in country
Pixabay | sbj04769

Job in Country: sicurezza e legalità sono le priorità

La situazione attuale riporta con urgenza alla ribalta il tema della regolarizzazione dei lavoratori stranieri già presenti in Italia. Ricordiamo infatti che il contributo della manodopera straniera, regolare ma anche purtroppo non regolare, è fondamentale per il nostro settore agricolo. Si calcola infatti che siano oltre 346.000 gli stranieri occupati nel settore, provenienti da 155 Paesi diversi. Questi coprono il 26,2% del totale delle giornate di lavoro necessarie nelle campagne italiane.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, afferma che “l’attuale situazione emergenziale sta amplificando le disperate condizioni di migliaia di soggetti in condizioni di fragilità, oggetto spesso di sfruttamento sul lavoro”.

E prosegue: “Con le Ministre Catalfo e Lamorgese sto lavorando per condividere un Piano di azione emergenziale per il lavoro agricolo che preveda: l’attuazione delle misure del Piano triennale di prevenzione e contrasto al caporalato con un’urgente mappatura dei fabbisogni di lavoro agricolo e l’utilizzo delle progettualità già finanziate dai ministeri del lavoro e degli interni per affrontare l’emergenza; l’accelerazione della piattaforma utile all’incontro domanda e offerta presente nel piano di prevenzione del caporalato, da attivare anche in forma emergenziale; lo sblocco del “DPCM flussi 2020”, il cui testo, già pronto e condiviso tra le amministrazioni, può garantire la conversione dei contratti stagionali già in essere e l’utilizzo delle 18 mila quote di ingressi stagionali riservate ad agricoltura e turismo”.

Job in Country, la risposta allo sportello online

A poche ore dall’apertura dello sportello online, la candidature pervenute hanno raggiunto le 400 unità. Una prima fase sperimentale avviata in Veneto qualche giorno fa, inoltre, aveva raccolto circa 1.500 adesioni nel giro di una sola settimana. Tutte persone, più o meno giovani, disposti a lavorare nelle campagne: il motivo di questo successo? E’ abbastanza semplice. A fronte di un settore agricolo che soffre la mancanza di manodopera, c’è una grossa fetta di popolazione che è rimasta senza lavoro o che si trova in cassa integrazione. A questi si aggiungono studenti e pensionati desiderosi di dare una mano per salvare i raccolti e per aiutare le aziende del settore in un momento di difficoltà. Al tempo stesso avranno l’opportunità di guadagnare qualcosa. La chiamata su base regionale ha raccolto parecchie risposte positive da parte della fascia di popolazione più giovane, di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Questo dato rappresentano ben il 60% del totale delle candidature pervenute finora sulla piattaforma Job in Country.

Per avere ulteriori informazioni si può visitare direttamente la pagina di Coldiretti dedicata all’iniziativa.

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