MENU
ESPLORA
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
whiteBorder
ESPLORA
Lavorare in Australia, le professioni più richieste
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Lavorare in Australia, le professioni più richieste
E’ dimostrato (da uno studio condotto dall’Organisation for Ecoomic Cooperation and Development’s) che è l’Australia il paese migliore al mondo in cui vivere, in base a criteri che comprendono soddisfazione, vita lavorativa, vita privata e soluzioni abitative.

Ci sono molti buoni motivi per trasferirsi nel Paese dei canguri: oltre alla qualità della vita, infatti, ci sono anche la facilità con cui si riesce a trovare lavoro, gli stipendi alti per praticamente qualsiasi tipo di lavoro (bisogna considerare, però, che il costo della vita è abbastanza elevato), gli orari di lavoro estremamente ragionevoli e flessibili e le buone prospettive di carriera. Non a caso, quindi, l’Australia negli ultimi tempi è una delle destinazioni più ambite per chi vuole cambiare vita: un dato confermato dall’Ente del Turismo australiano, secondo il quale a trasferirsi sono soprattutto giovani laureati che faticano a trovare lavoro nel proprio Paese.

Per chi fosse interessato ad emigrare dall’altra parte del mondo per un periodo di tempo più o meno lungo, l’Australia ha aggiornato, come ogni anni, l’elenco delle professionalità qualificate più richieste per attirare i lavoratori stranieri di cui ha più bisogno.
Bisogna però precisare che ritrovare la propria qualifica nella lista delle professioni più richieste per il 2014 non implica che si possa cominciare a fare la valigia per partire: bisogna comunque sottoporsi ad una selezione, che però è estremamente trasparente e volta ad assicurare sbocchi lavorativi sicuri per chi si trasferisce.
In genere, il programma SkillSelect è rivolto a chi ha già alcuni anni di esperienza alle spalle nel suo ambito lavorativo, per questo motivo le indicazioni relative all’età dei candidati sono molto elastiche fino ad arrivare, in alcuni casi, anche fino ai 50 anni.
Se si hanno tutte le caratteristiche richieste, si può compilare una EOI, ovvero una Expression of Interest: si tratta di un modulo, che può essere compilato online, con il quale si informa il governo australiano che si è disponibili a trasferirsi per motivi di lavoro. A questo modulo va poi allegato un attestato che certifichi l’ottima conoscenza della lingua inglese del candidato, che è ovviamente un requisito indispensabile in vista di un eventuale trasferimento. Tutte queste EOI saranno esaminate per stilare una graduatoria: i candidati ritenuti migliori saranno poi invitati a presentare una domanda di visto.

Veniamo ora alle professioni più richieste in Australia, che sono veramente molte (l’elenco completo si può trovare qui). Dalla lista risultano molto richieste le professioni legate all’ambito sanitario: infermiere, ostetriche, medici, medici cardiologi, optometristi, pediatri, dentisti, igienisti dentali e veterinari. Figurano nell’elenco anche esperti di telecomunicazione, meccanici, falegnami, pittori, ingegneri con qualsiasi specializzazione, commercialisti, architetti, chimici, ragionieri e molti altre figure professionali ancora. Tutte professioni che richiedono una laurea, ma anche chi non è laureato può trovare un’opportunità lavorativa in Australia, soprattutto nel settore turistico (quindi in bar, ristoranti e alberghi) oppure come baby sitter o altri lavori alla pari, che offrono vitto e alloggio gratis in cambio di alcuni servizi come, ad esempio, l’accudimento dei bambini o dei mestieri di casa.

Un altro modo per emigrare e lavorare in Australia è quello di ottenere un visto indipendente, più costoso e difficile da conseguire: si tratta di un permesso di soggiorno che viene concesso generalmente a chi può dimostrare di avere uno sponsor nel Paese di destinazione, cioè un datore di lavoro che assicura un’occupazione e, di conseguenze, uno stipendio. Bisogna comunque dimostrare di poter disporre di almeno 2.500 euro, ovvero la cifra che il governo di Camberra ritiene indispensabile per far fronte alle spese iniziali di chi entra nel Paese.
Il sistema più diffuso e semplice per entrare in Australia, però, rimane il visto per vacanza-lavoro, il cosiddetto Working Holiday Visa, che permette di soggiornare in Australia per un anno e viene rilasciato con poco meno di 300 euro. Questo tipo di visto è però riservato ai giovani con meno di 30 anni, che in caso trovino un lavoro possono rinnovare il visto fino ad un massimo di altri 12 mesi, a patto di lavorare per circa 3 mesi in una cosiddetta farm, una azienda agricola, dove la manodopera di giovani volenterosi è particolarmente ricercata nelle stagioni della raccolta di olive, vino e verdure in generale. Un sistema molto diffuso, a quanto pare, visto che nel solo 2012 le richieste per questo tipo di visto sono state oltre 10mila.

STANNO CERCANDO TE!
Precedente
Successivo
LIBRI CONSIGLIATI

Questo articolo ti è stato utile?

Clicca sulle stelle per valutare l'articolo!

Siamo spiacenti che questo articolo non sia stato utile per te!

Con il tuo aiuto possiamo migliorarlo.

Immagina un mondo dove è il lavoro che ti cerca.
Non è più un sogno, ma un progetto a cui stiamo dando forma.

Copyright 2019 © MondoLavoro
Un progetto DigitalSense

Il mondo cambia in un battito di ciglia. Riesci a stare sempre sul pezzo? Se sei qui è perché sei curioso e questo è un ottimo primo passo. Proseguiamo l’avventura insieme!

Per te che non ti fermi alle apparenze e sei un tipo che va sempre oltre il titolo di un articolo online. Se vuoi scoprire di più (davvero), ma sei stanco del burocratese delle enciclopedie, questa è la tua sezione. 

Nessuno (Avengers a parte) nasce coi superpoteri. La buona notizia che ti diamo è che puoi acquistarli, col tempo e con l’impegno giusto. Come fare? Investi su di te, oggi.  

Jeff Bezos ha dato vita ad Amazon. Chi ha detto che tu non possa creare qualcosa di altrettanto valido? Se hai un sogno (o magari più di uno), ti mancano solo gli strumenti adatti. Inizia ora!

Copyright 2019 © MondoLavoro
Un progetto DigitalSense