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Lavoro gratis? No, grazie. Ecco le regole per non farsi fregare
contratto di somministrazione lavoro
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Lavoro gratis? No, grazie. Ecco le regole per non farsi fregare
contratto di somministrazione lavoro

Digitare la parola “meccanico” nel motore di ricerca di uno dei maggiori siti specializzati nell’incontro fra domanda e annuncio di lavoro vuol dire trovare più di duecento inserzioni.

Cercare corsi di formazione o possibilità d’impiego tramite internet implica, però, leggere queste inserzioni con molta, molta attenzione.

contratto di somministrazione lavoro

Pixabay | mohamed_hassan

Sia che la pubblicazione di annunci di lavoro sia a vostro carico (ovvero che siate un’azienda) sia che a cercare lavoro siate proprio voi. Non serve essere esperti di motori e pistoni per capire che un annuncio di lavoro in cui si cerca “un meccanico con esperienza pregressa”, senza alcuna altra indicazione, è una pessima inserzione. Inutile nascondersi: la maggior parte degli annunci pubblicati sul web o sui giornali non riesce a spiegare che cosa concretamente cerca un’azienda. Con il risultato che le imprese o le realtà di formazione, pur impegnandosi anche economicamente nella pubblicazione annunci di lavoro, faticano nella ricerca di collaboratori adeguati e i lavoratori non riescono a identificare opportunità cui proporsi con ottime chance né, tantomeno, a barcamenarsi tra offerte di stage, lavoro gratis, apprendistati o contratti a tempo indeterminato.

Comprendere completamente il contenuto di un annuncio di lavoro, insomma, è un’impresa assai ardua. Imparare a riconoscere i difetti delle inserzioni quando siamo impegnati a cercare corsi di formazione o opportunità di impiego è, però, possibile. Come fare per distinguere le aziende serie da chi vi vuole offrire lavoro gratis o, peggio, nasconde “bufale” ancora più grandi?

Secondo la legge, prima di tutto, la pubblicazione annunci di lavoro non può essere anonima. Nel testo dell’inserzione, quindi, cercate il nome dell’azienda oppure un numero di telefono di rete fissa. L’unico caso in cui il nome dell’impresa può rimanere anonimo è quello in cui l’inserzione è stata pubblicata da una agenzia su incarico dell’azienda stessa. In questo caso è l’agenzia che, per legge, si fa garante dell’identità e della correttezza dell’azienda. Come comportarsi, quindi, quando, nel cercare corsi di formazione o possibilità di impiego, ci si imbatte in enti formativi o aziende che si presentano solo con il semplice nome o, peggio ancora, attraverso discorsi fumosi e poco chiari? Muovetevi da soli, ovvero cercate sul web il sito dell’azienda o dell’ente di formazione.

Un lavoro gratis non piace a nessuno, né spendere migliaia di euro per un corso inutile è esattamente la prospettiva auspicabile in questi tempi di crisi. Occhio quindi ai paroloni altisonanti che servono solo a gettare fumo negli occhi. “Spiccato orientamento verso il cliente, eccellenza dei propri prodotti attraverso la qualità e l’innovazione, pensiero e azioni con prospettive a lungo termine e con uno spiccato senso di apertura al cambiamento ed al progresso”. Così si presenta, sul web, un’azienda che vende…aspirapolveri. Nulla di male nel vendere questo tipo di prodotto ma perché non palesarsi?

Autore: Redazione di Mondolavoro.it

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