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Leggi e finanziamenti per avviare imprese di giovani

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Enti pubblici e privati e la Comunità Europea mettono a disposizione ogni anno alcuni finanziamenti agevolati per avviare nuove imprese, favorendo così l’occupazione e l’innovazione. Sono in particolare i giovani ad essere oggetto delle iniziative che incentivano una forza lavoro totalmente nuova a immettersi nel mercato.

Sono due le tipologie di agevolazioni finanziarie cui si può accedere per creare nuove imprese giovanili: finanziamenti a tasso agevolato o contributi a fondo perduto.

Nel primo caso il prestito viene concesso a un tasso di interesse più basso di quello che si potrebbe ottenere, ad esempio, dalle banche. Il finanziamento per avviare imprese di giovani viene, di norma, erogato una volta che l’impresa è stata avviata ma può anche prevedere un periodo chiamato di “preammortamento”in cui si pagano solo gli interessi sulle quote finanziate.

Il contributo a fondo perduto, invece, viene calcolato in base alle spese ammissibili e non prevede la restituzione del capitale erogato né gli interessi.

Un riferimento per tutti i giovani che vogliano avviare nuove imprese è Invitalia che agisce, su mandato del Governo, per accrescere la competitività del Paese – in particolare del Mezzogiorno – e per sostenere i settori strategici dello sviluppo: gli obiettivi sono favorire la creazione di nuove imprese e lo sviluppo di quelle già esistenti.

La legge 95/95 si rivolge ai giovani tra i 18 e i 36 anni, residenti in zone svantaggiate e depresse (Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata) che costituiscano nuove forme di società o di cooperative. In questo caso i finanziamenti per avviare nuove imprese sono rivolti ai settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria e della fornitura di servizi alle imprese. Il contributo per avviare nuove imprese giovanili può essere a fondo perduto per il 50% e per il restante 50% degli investimenti può essere acceso un finanziamento a tasso agevolato. Oltre a ciò il finanziamento per creare nuove imprese giovanili si occupa anche di agevolare l’acquisto di materie prime e di sostenere le spese di gestione per i primi due anni di attività. Per i dieci anni successivi dalla costituzione della nuova impresa giovanile non si potranno trasferire quote o azioni di società a soggetti che non abbiano i requisiti previsti dalla legge.

Tra le forme di finanziamento previste per avviare nuove imprese giovanili, il prestito d’onore (legge 608/96) si rivolge alle imprese individuali o alle iniziative di lavoro autonomo portate avanti da persone inoccupate o disoccupate che risiedono in territori specifici. Non vengono chieste garanzie personali ma solo un’idea imprenditoriale interessante e realmente fattibile: il finanziamento per avviare nuove imprese di giovani si compone di una parte a fondo perduto, di un mutuo agevolato e di servizi di consulenza tecnica. Anche questa forma di finanziamento era nata esclusivamente per i Paesi del sud-Italia ma è stata poi estesa ad alcune zone del centro-nord. Le richieste per avviare nuove imprese giovanili tramite lo strumento del prestito d’onore sono in costante aumento: Invitalia ha ricevuto in otto anni oltre 110 mila domande e ne ha finanziate 65 mila. Perlopiù si tratta di giovani sotto i 30 anni, laureati o diplomati e residenti nel sud Italia.

Per avviare imprese femminili le legge di riferimento è la 215/92 che prevede incentivi e agevolazioni per le imprese femminili. La legge sull’imprenditoria femminile prevede agevolazioni per aziende in cui la titolare sia donna, per le cooperative costituite al 60% da donne, per le società di capitali amministrate per i 2/3 da donne.

Il contributo della legge per l’imprenditoria femminile è in parte a fondo perduto e in parte prevede un finanziamento a tasso agevolato.

L’entità delle agevolazioni previste dalla legge per l’imprenditoria femminile dipendono da diversi fattori tra cui la regione di appartenenza: il finanziamento massimo è di 100 mila euro in tre anni con un’agevolazione del 60% nelle aree svantaggiate e del 30% nelle aree non svantaggiate.

Oltre alla legge 215/92 si può far riferimento alla propria regione di appartenenza per eventuali bandi emessi in sostegno all’imprenditoria femminile e giovanile: consultate i siti web regionali o quelli della camera di commercio di riferimento.

Autore: Redazione di Mondolavoro.it

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