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Lettera di presentazione, come introdurre al meglio il proprio curriculum
Qualcuno ancora ritiene, al momento di inviare la propria candidatura per un posto di lavoro, di poter fare a meno di una lettera di presentazione che accompagni il curriculum vitae. In realtà non allegare questo documento alla propria candidatura o scrivere una lettera di presentazione incompleta, banale o piena di errori può essere molto penalizzante per il candidato.

E’ proprio la lettera di presentazione, infatti, a fornire una prima impressione sul candidato all’esaminatore e a influire sulla successiva lettura del curriculum vitae: è proprio in questo breve scritto che il candidato ha la possibilità di presentarsi, di evidenziare le proprie competenze e sottolineare quale sarebbe il proprio apporto all’azienda in caso di assunzione.

Una lettera di presentazione efficace deve essere breve (intorno alle 15 righe di testo, facendo comunque in modo che rientri in una sola pagina) e semplice; proprio per la sua sinteticità deve essere chiara e comprensibile, scritta in modo professionale e assolutamente senza errori di grammatica o di ortografia. Non deve essere una ripetizione o un riassunto del proprio curriculum: per sfruttare al meglio una lettera di presentazione bisogna sottolineare quali sono le proprie caratteristiche ed esperienze e in che modo queste risulterebbero utili all’azienda per cui si vorrebbe lavorare. Da qui si capisce quanto sia importante che ogni lettera di presentazione sia personalizzata e scritta specificamente per l’azienda a cui ci si rivolge, evitando di usare lo stesso scritto per diverse aziende o per ruoli diversi. E’ quindi buona norma, prima di inviare il proprio curriculum vitae, studiare bene l’azienda e la sua filosofia, capire di cosa ha bisogno e cercare quindi di presentare le proprie capacità nella luce migliore, senza ovviamente esagerare, mentire o peccare di arroganza.

Ad una buona lettera di presentazione non devono mancare alcune parti fondamentali. Innanzitutto, la parte superiore deve riportare i dati personali del candidato: nome e cognome, codice fiscale, indirizzo e contatti (telefono fisso, numero di cellulare, indirizzo email) in modo da essere facilmente rintracciabili nel caso la presentazione colpisse positivamente l’esaminatore. La lettera deve poi essere indirizzata al responsabile del settore pe cui si vuole lavorare o al capo del personale; nel caso si stia rispondendo ad un annuncio va invece indirizzata alla persona indicata nel testo. In ogni caso bisogna evitare di scrivere il nome del destinatario in maniera sbagliata o, peggio ancora, di indirizzare la propria candidatura alla persona sbagliata.

Nel rispondere ad un annuncio bisogna essere chiari riguardo al ruolo per cui ci si sta candidando, in caso di candidatura spontanea è invece necessario specificare con precisione per che tipo di lavoro ci si sta proponendo. Poi una breve descrizione del proprio percorso di studi e delle proprie esperienze lavorative, sottolineando soprattutto quelle più in linea con il ruolo che si vorrebbe ricoprire. La parte più importante della lettera è quella in cui si spiega la propria motivazione e quale valore aggiunto si porterebbe all’azienda, ovviamente senza apparire presuntuosi. E’ anche l’occasione di valorizzare alcune esperienze e competenze che renderebbero il candidato particolarmente adatto per quel lavoro.

Infine i ringraziamenti e i saluti con le varie formule di rito: è importante congedarsi lasciando un’impressione positiva e rendendosi disponibili per un eventuale colloquio. A chiudere: data, luogo e firma. E’ poi importante ricordarsi l’autorizzazione al trattamento dei dati personali. In generale, il tono della lettera deve essere professionale ma, allo stesso tempo, cordiale. Anche la formattazione della lettera ha la sua importanza: solitamente è meglio conferire al documento un aspetto professionale e leggibile utilizzando font sobri e abbastanza comuni (come, ad esempio, il Times New Roman) ed evitando caratteri grafici o poco leggibili. Per rendere più agevole la lettura all’esaminatore si può utilizzare un’interlinea 1,5. Ora non resta che rileggere tutto con attenzione prima dell’invio, per evitare di spedire una lettera intestata ad un’altra società, con i riferimenti sbagliati o con errori grammaticali o ortografici.

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