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L’Unione Europea interviene per tutelare la qualità degli stage

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Avere l’opportunità di poter svolgere un periodo di formazione partecipando ad uno stage rappresenta per molti giovani un’occasione di grande rilievo. Soprattutto considerando il particolare momento economico e storico che stiamo vivendo, sono molti coloro che investono tutto sulla propria formazione nella speranza di poter avere maggiori opportunità di trovare un’occupazione sia in Italia che all’estero. In relazione agli stage, però, vi è molta confusione proprio perché finora non è stato un punto di riferimento specifico di cui dover tener conto. Sono numerose le esperienze disastrose raccontate da molti ragazzi che, in realtà, sono stati solamente sfruttati non acquisendo alcun tipo di nuova competenza e, di conseguenza, che hanno sprecato solo del tempo. Proprio per cercare di ovviare a questo stato di cose, è stato finalmente raggiunto un accordo all’interno dell’Unione Europea proprio per tutelare la qualità degli stage.

Superate le numerose opposizioni tra i vari Stati, infatti, è stato recentemente trovato l’accordo sul “Quadro di qualità per gli stage”, testo di riferimento all’interno del quale sono state inserite delle regole fondamentali da rispettare per garantire la validità dell’esperienza formativa. Soprattutto in questo momento particolarmente difficile da un punto di vista occupazionale, tutelare la qualità degli stage è diventato un aspetto particolarmente rilevante in modo da consentire ai giovani di avere la possibilità di acquisire competenze e conoscenze in maniera tale da potersi costruire un valido futuro professionale. Interessanti le dichiarazione di Làslò Andor, Commissario dell’Unione Europea per l’Occupazione e gli Affari Sociali:‹‹i tirocinanti non devono essere utilizzati come una fonte economica e gratuita di lavoro e non dovrebbero sostituire lavoratori a tempo indeterminato. Gli stage dovrebbero essere considerati come un valore aggiunto sia per il datore di lavoro che per il tirocinante››. L’obiettivo è proprio quello di fare degli stage un momento di crescita non solo per gli stagisti anche per l’azienda in cui saranno inseriti, in modo che si creai un reale arricchimento reciproco.

Le principali “raccomandazioni” indicate all’interno del testo riguardano vari aspetti. Innanzitutto, per tutelare la qualità degli stage, si esige che si basino su una convenzione scritta in cui siano specificati alcuni dati fondamentali come gli obiettivi di apprendimento, la durata dello stage, le condizioni di lavoro, gli obblighi reciproci e se è prevista o meno una remunerazione, in modo che fin dall’inizio siano ben chiare le condizioni ed il programma di svolgimento dello stage. Il testo “Quadro di qualità per gli stage”, inoltre, sottolinea che per gli stagisti debbano essere rispettati i diritti dei lavoratori previsti a livello nazionale, così come gli orari di lavoro ed i giorni di riposo. La durata complessiva del periodo di formazione non deve superare i 6 mesi e, qualora si verificasse il contrario, tutto deve essere giustificato mediante opportuna documentazione. È prevista anche la possibilità di interrompere lo stage, per giusto motivo e mediante comunicazione scritta, con ampio preavviso rispetto la durata complessiva.

Altro passo fondamentale per garantire la qualità degli stage è il rilascio di un certificato di competenze allo stagista che, così, potrà dimostrare durante la successiva fase di ricerca di un’occupazione le conoscenze e le competenze acquisite durante il periodo di formazione. Tutto è pensato per fare in modo che finisca definitivamente lo sfruttamento dei giovani che, pur di poter arricchire il proprio curriculum vitae e poter accumulare esperienza, sono spesso disposti a fare numerosi sacrifici. L’unica pecca evidenziata all’interno del testo proposto dall’Unione Europea è l’assenza di una norma vincolante per quanto concerne l’obbligo di remunerazione, poiché gli Stati non sono giunti ad un vero e proprio accordo. L’unica condizione essenziale, infatti, è che lo stagista debba sapere fin dall’inizio se lo stage sia remunerato o no e l’ammontare dell’importo che riceverà, per il resto il datore di lavoro non ha alcun obbligo.

Senza alcun dubbio si poteva fare molto di più, ma di certo il testo quadro rappresenta un importante passo avanti verso la tutela della qualità degli stage. Se desiderate approfondire questo argomento e saperne di più è sufficiente collegarsi al seguente sito web.

 

Elisa Stampa

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