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Personal branding: come fare e quali libri leggere per cominciare
In quest’epoca dove apparire online è una pratica obbligatoria, il personal branding è la chiave per spendersi al meglio nel mondo del lavoro. In poche parole, presentarsi ai potenziali datori di lavoro in modo convincente e originale è la base per superare la prima fase di selezione. Hai un profilo interessante? Scopriamolo insieme!

Per fare un buon personal branding cominciamo dalla semplice domanda: perché un’azienda dovrebbe scegliere di assumere te piuttosto che qualcun altro? Quali sono le tue soft skills, il tuo valore aggiunto da apportare nel luogo di lavoro? Certo: raccontare le proprie passioni può esser un contorno invitante, ma solo se messo a cornice di un piatto succoso composto da competenze specifiche. Individuatele, sottolineando bene i propri punti di forza che possono distinguervi dai competitor!

Attenzione però a non incorrere all’errore da “primo appuntamento”: va bene sapersi mostrare al meglio, ma senza strafare. Come dire: benissimo indossare il vestito buono, ma andare in smoking ad una gita in montagna potrebbe solo farvi stonare in mezzo al gruppo.

Per fare un buon personal branding, individua il tuo target

Come dice la parola stessa “branding”, devi trattare te stesso come se tu fossi un marchio vivente. E, come ogni impresa che si rispetti, anche tu devi indirizzare i tuoi sforzi comunicativi verso un determinato pubblico. Capire in quale realtà lavorativa ci si vorrebbe inserire può aiutare molto a impostare la propria personal branding strategy.

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Per esempio: il settore di vostro interesse è più o meno creativo?

Qual è il giusto tone of voice da utilizzare in fase di colloquio? Un ottimo modo per conoscere il proprio interlocutore ideale è quello di tenersi continuamente informati: spulciate bene i siti aziendali, i profili Linkedin, leggete articoli inerenti al loro campo di interesse.

Chiediamo l’aiuto da casa: il personal branding manager Luigi Centenaro

Un vero e proprio personal branding manager: chi meglio di lui può esser citato per gettare una luce sulla materia? Le sue parole per definire questo argomento, sono cristalline: “il tuo Personal Brand è la ragione per cui ti devono scegliere”. E per convincere il prossimo a contare su di te prima ancora di poter misurare le tue capacità nella pratica, la comunicazione è essenziale.

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Fai la prova: sapresti trasmettere il tuo messaggio, la tua unicità, agli utenti online?

Per capire come meglio porsi in modo attivo di fronte a una realtà digitale in continuo movimento, proponiamo una delle strategie ideate proprio dal personal branding manager Luigi Centenaro, che prevede l’impiego di Canvas. A questo link è possibile scaricare il pdf per impostare un approccio più visivo e semplice per dare una struttura solida, che comprenda tutte le informazioni utili a fare personal branding canvas.

Per una buona Personal branding strategy: no all’improvvisazione

Sai a chi ti stai rivolgendo, sai che cosa vuoi che loro sappiano di te. Ottimo. Ora passiamo alla creazione del tuo profilo online. Quali piattaforme vuoi sfruttare per raggiungere il tuo obiettivo? I social sono sistemi standard e, proprio per questo, sarà proprio la tua identità a dover fare la differenza. Facebook, Instagram, Pinterest e LinkedIn sono alcune delle possibili soluzioni.

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Esistono poi anche degli altri mezzi per rafforzare la tua presenza digitale, magari con la creazione di un blog personale o di un sito professionale. Come si potrà giustamente pensare è essenziale che, qualsiasi media si decida di impiegare, si mantenga una coerenza per essere del tutto riconoscibile: attenzione ad esempio a rendere reperibili su ciascun social la foto profilo, i nominativi, i riferimenti email e telefonici, magari persino un claim e dei colori che richiamino sempre il tuo brand. Un consiglio per rendere tutto omogeneo? L’iscrizione a Gravatar.

Content is the king

A dirlo è niente meno che Bill Gates e aveva le sue ottime ragioni. In effetti non è possibile parlare di personal branding senza comprendere anche una dovuta operazione di content marketing. Questa può tradursi in diversi modi: dal video marketing all’invio di newsletter, al guest blogging. Qualsiasi forma si scelga, l’importante è avere chiari obiettivi e target.

Creare contenuti va a braccetto con la massima “non copiare”. Essere originali nell’era del World Wide Web è una qualità preziosa, da difendere a tutti i costi. Prendere spunto da chi ha avuto successo va benissimo, ma facendo attenzione a conservare la propria unicità e trasmettendo le proprie idee.

Come imparare la teoria del personal branding?

E’ facile: si procede come qualsiasi altra materia, ovvero studiando. Per farlo, noi consigliamo tre libri di personal branding fondamentali per averne una conoscenza approfondita. In primis menzioniamo di nuovo Luigi Centenaro, autore del libro “Promuovere se stessi online per creare nuove opportunità”.

E poi Riccardo Scandellari marketer, speaker, autore e formatore che opera sul web da anni con ottimi risultati. Con il suo “Promuovi te stesso. Crea il tuo personal branding con una comunicazione mirata e vincente”, Edizioni Dario Flaccovio Editore, una buona partenza per comprendere quali siano le basi da cui iniziare, attraverso la proposta di strumenti, tecniche e approcci adatti a formulare il proprio personal branding.

Infine, un altro testo che è più che altro un must have per chi vuole inserirsi nel settore: “La Mucca Viola” di Seth Godin, Edizioni Sperling & Kupfer. Chi è Seth Godin? “Solamente” uno degli imprenditori di blog più conosciuti sul web. Tutti i suoi libri sono dei best seller. Quello che qui vi abbiamo segnalato trova il suo principio guida in una semplice filosofia: distinguiti dalla massa.

E allora cosa aspettate? Leggete e mettete in pratica: la via per creare la vostra personal branding strategy è davanti a voi!

STANNO CERCANDO TE!

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