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Professioni sanitarie: come diventare infermiere pediatrico
infermiere pediatrico
Pixabay | Myriams-Fotos
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Professioni sanitarie: come diventare infermiere pediatrico
infermiere pediatrico
Pixabay | Myriams-Fotos
Forse non ne avete mai sentito parlare, ma tra le professioni sanitarie più richieste c'è anche quella dell'infermiere pediatrico, ex vigilatrice d'infanzia. Scopriamo di più su questa figura professionale: chi è, cosa fa e come diventarlo.

Innanzitutto, è bene specificarlo anche se si intuisce facilmente dal nome stesso della professione, l’infermiere pediatrico è un professionista che si occupa in maniera specifica dei bambini, con compiti dedicati all’infanzia. Semplificando molto, possiamo dire che si tratta di un operatore sanitario che svolge le mansioni previste per gli infermieri, ma limitatamente all’infanzia.

Chi è e cosa fa l’infermiere pediatrico

Come abbiamo visto, l’infermiere pediatrico, ex vigilatrice d’infanzia, è un operatore sanitario che svolge i compiti previsti per tutti gli infermieri, ma con una specializzazione nei problemi dell’infanzia. I suoi compiti possono essere sia di carattere assistenziale sia organizzativo e amministrativo, proprio come avviene per gli infermieri. Tra le sue mansioni ci sono, ad esempio:

  • partecipare all’identificazione dei bisogni di salute fisica e psichica del neonato, del bambino, dell’adolescente e della sua famiglia;
  • identificare i bisogni di assistenza infermieristica pediatrica e formulare i relativi obiettivi;
  • pianificare, condurre e valutare l’intervento assistenziale infermieristico pediatrico;
  • partecipare ad interventi di educazione sanitaria sia nell’ambito della famiglia e della comunità;
  • contribuire all’assistenza ambulatoriale, domiciliare e ospedaliera di neonati e di soggetti di età inferiore a 18 anni affetti da malattie acute e croniche;
  • prendersi cura degli adolescenti nel quadro dei programmi di prevenzione e supporto socio-sanitario;
  • garantire la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico – terapeutiche;
  • agire sia individualmente sia in collaborazione con gli operatori sanitari e sociali.

E’ inutile dire che in questo caso, occupandosi esclusivamente di bambini, questi compiti andranno svolti con un tatto e una sensibilità ancora maggiori. L’infermiere pediatrico deve inoltre prendere in considerazione l’intero nucleo famigliare del bambino, collaborando in particolar modo con la madre per la somministrazione di specifiche terapie.

In particolar modo, la somministrazione di farmaci e terapie prescritte da un medico dovrà avvenire con delle piccole strategie per distrarre il bambino o il neonato dalle procedure mediche, in modo che l’operazione sia il meno traumatica possibile.

L’attuale quadro normativo

In Italia la figura professionale dell’infermiere pediatrico è regolamentata dal 1940, ed era inizialmente indicata con il titolo di vigilatrice d’infanzia. A seguito delle modifiche avvenute negli anni, nel 1994 è stato definito il profilo professionale vero e proprio dell’infermiere, mentre nel 1997 è stato delineato quello dell’infermiere pediatrico.

Le funzioni dell’infermiere pediatrico sono oggi individuate dal relativo Profilo Professionale (D.M. n. 70/1997): “L’infermiere pediatrico è il professionista sanitario che, in possesso del titolo abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, è responsabile dell’assistenza infermieristica pediatrica. Gestisce ed attua interventi di tipo preventivo, curativo, palliativo e riabilitativo nei confronti di neonati e bambini, sani o ammalati, fino al diciottesimo anno di età, nonché nei confronti della famiglia e della comunità relativamente ad interventi di educazione sanitaria e promozione della salute”.

L’art. 6 comma 3 del “Codice del diritto del minore alla salute e ai servizi sanitari” recita: “In caso di ricovero in ospedale e dopo la sua dimissione, al fine di garantire la continuità assistenziale, il minore (in particolare se affetto da malattie croniche o disabilità), ha diritto di essere preso in carico da una rete multidisciplinare integrata, tra strutture universitarie o ospedaliere di riferimento e strutture sanitarie e sociali territoriali”.

infermieristica
Pexels | Negative Space

Come diventare infermiere pediatrico

Quella dell’infermiere pediatrico è una professione sanitaria che richiede il possesso di una laurea (ce ne sono altre che non lo richiedono, clicca qui per approfondire). Nel 1997 il titolo di vigilatrice d’infanzia è infatti stato equiparato a quello di infermiere pediatrico ed è quindi considerato a tutti gli effetti una laurea universitaria. L’iter di formazione è quindi passato dalle scuole regionali alle Università nazionali, che hanno attivato lauree triennali in infermieristica/infermieristica pediatrica. La durata accademica definita è di 3 anni (180 CFU).

Gli aspiranti infermieri pediatrici, per accedere a questo corso di laurea triennale, dovranno scontrarsi con il famigerato numero chiuso e dovranno quindi partecipare ad un test di ingresso selettivo. Il numero di posti disponibili è in genere stabilito in base alle reali necessità lavorative presenti sul territorio.
Per aumentare le vostre possibilità di successo al test di ingresso vi consigliamo alcuni testi che vi permetteranno di prepararvi al meglio:

E’ importante sapere che questo diploma ha valore abilitante, ma per poter esercitare la professione in maniera legale è necessario iscriversi all’apposito Albo tenuto dai Collegi provinciali.

Una volta conseguita la laurea, gli infermieri pediatrici possono proseguire la formazione universitaria iscrivendosi a un master di primo livello, a un corso di perfezionamento oppure possono iscriversi alla laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetriche.

I requisiti e le competenze richiesti ad un infermiere pediatrico

Per svolgere al meglio questa delicata professione, un titolo di studio e delle ottime capacità tecniche sono necessarie ma non sufficienti. Avendo a che fare con dei bambini, infatti, sono necessarie anche una grande sensibilità e una buona dose di pazienza. Ma ancora non basta: un bravo infermiere pediatrico, infatti, deve anche essere in grado sia di agire in autonomia e con senso di responsabilità, sia di collaborare ed eventualmente coordinare dei colleghi. Ricapitolando, i requisiti che un infermiere pediatrico dovrebbe avere sono:

  • diploma di laurea in infermeria pediatrica;
  • iscrizione all’apposito Albo professionale;
  • sensibilità e pazienza;
  • conoscenze teoriche specialistiche di base;
  • elevate capacità tecniche per svolgere le proprie mansioni;
  • autonomia e senso di responsabilità;
  • capacità di collaborare ed eventualmente coordinare e controllare dei collaboratori.

Si tratta quindi di una professione davvero impegnativa e di grande responsabilità ma, ne siamo sicuri, capace di ripagare tanto impegno con grandi soddisfazioni.

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