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Laurea in psicologia, ecco le professioni possibili
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Laurea in psicologia, ecco le professioni possibili
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Studiare Psicologia non è una scelta da scartare per quanto riguarda i futuri sbocchi professionali: le possibilità ci sono e sono numerose. Vediamo alcune delle principali.

Una laurea in Psicologia può servire o vi farà finire direttamente sotto un ponte? La risposta, ovviamente, è che scegliere questo percorso di studi vi condurrà a diversi sbocchi occupazionali. Niente paura, insomma: lo psicologo, in tutte le sue declinazioni, è un impiego a tutti gli effetti e, se ve la giocate bene, quel ponte avrà il vostro nome.

Psicologia: una laurea a “ombrello”

Sotto questo corso universitario c’è un po’ di tutto: potreste trovare il vostro posto nel reparto delle Risorse umane di un’azienda, così come in ambito educativo. Ma c’è spazio per uno psicologo anche quando parliamo di marketing e comunicazione. Certo, le possibilità variano un po’ a seconda anche di quanto avete studiato (avete solo la triennale oppure avete lottato sino alla magistrale? E quanto vi siete specializzati?), ma il mercato del lavoro non dice no alla psicologia, anzi.

Per avere un quadro completo di tutte le variabili possibili per un laureato in Psicologia, una lettura utile per voi è “Psicologo: verso la professione. Dall’esame di Stato al mondo del lavoro”.

Il dottore in Psicologia si evolve nello psicologo

La prima professione che viene in mente per un laureato in Psicologia è indubbiamente lo psicologo: una cosa che pare automatica, ma che in realtà non regalano insieme al diploma di laurea. In effetti, per diventare dei veri e propri psicologi è necessario fare un passetto in avanti nel percorso formativo. Per esercitare questa professione, la legge prevede che, oltre alla triennale o alla magistrale, ci sia bisogno di diverse “sfumature di psicologia”:

  • svolgimento di un tirocinio di sei mesi per chi possiede la laurea triennale, che raddoppiano a 12 per la magistrale;
  • superamento dell’Esame di Stato per l’Iscrizione all’Albo dell’Ordine degli Psicologi: anche qua, per chi ha la triennale, nella sezione B, mentre nella sezione A vanno i laureati alla magistrale;
  • acquisizione dell’abilitazione per esercitare la professione.

Ultimo particolare che è giusto tenere in mente: chi si è laureato alla magistrale di Psicologia, che quindi ricadranno nella sezione A dell’Albo, possono godere di una maggiore autonomia per quanto riguarda la messa in pratica dei propri compiti, a differenza dei laureati triennali, che potranno lavorare sotto la supervisione di un iscritto alla sezione A.

Dopo aver concluso questo cursus honorum, lo psicologo potrà finalmente occuparsi di far star meglio gli altri e supportarli nel miglioramento delle loro vite. Una specie di super eroe senza calzamaglia, ma con un bel tesserino dell’Ordine.

Per avere un’idea più dettagliata e arrivare preparati all’esame di stato, consigliamo questo manuale: “Manuale per l’esame di Stato di psicologia”.

Ma lo psicologo dove può lavorare?

La psicologia è una chiave che gira in parecchie porte: potreste lavorare nel sociale, assistenziale ed educativo. Potreste ritrovarvi come dipendenti pubblici, privati e all’interno di un’azienda. Vi aspettano strutture come ospedali, consultori, case famiglie, centri di accoglienza e persino tribunali. Se invece non rientra tra le vostre soft skills il team building, potreste considerare semplicemente di lavorare come libero professionale: occhio che, in questo caso, dovreste conoscere tutti i pro e i contro di una partita Iva e considerare l’apertura di un vostro studio, magari diventando soci con altri vostri colleghi per dividere le spese e far fronte comune.

Lo psicoterapeuta e non lo psicologo

Spesso nel linguaggio comune queste due figure vengono confuse: lo psicoterapeuta applica la Psicologia sul campo clinico. Tratta quindi i suoi pazienti per dei disturbi della psiche dopo aver conseguito una specializzazione in Psicoterapia, che ha di solito una durata di almeno 4 anni.

La Psicologia ha diversi nomi

E già perché, a seconda di dove andiate a specializzarvi, ricadreste in una diversa categoria. I profili di uno psicologo sono molteplici quanto gli esseri umani. Ad esempio, esiste lo psicologo del lavoro, ovvero chi gestisce tutti gli aspetti inerenti alle Risorse umane aziendali, comprese anche lo sviluppo di carriera e la motivazione dei lavoratori.

Parliamo poi dello psicologo della scuola che, come dice già il suo nome, lavora negli istituti scolastici a supporto dei docenti, degli alunni, dei genitori… insomma, di tutti gli attori che si muovono all’interno del sistema educativo.

Esiste anche lo psicologo sportivo: che non è un appassionato di atletica leggera, ma un professionista che applica la psicologia all’interno degli ambienti sportivi come le palestre, le Federazioni e società o associazioni di questo settore per sostenere gli allenatori e gli allenati per dare il meglio nelle performance.

Per concludere, possiamo citare anche lo psicologo della strada che assiste le persone in situazioni critiche come possono essere i ragazzi appena migrati oppure chi non ha più una casa: la psicologia, in questi casi, serve a reintegrarli nella società.

La Psicologia ti trasforma anche in un operatore sociale

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Pixabay | Geralt

Chi è questo sconosciuto? L’operatore sociale è un professionista polivante che si inserisce all’interno di cooperative, associazioni o qualsiasi ente del settore terziario. All’interno di queste strutture può svolgere diverse funzioni in termini di assistenza sociale ed educativa, sempre rivolgendosi a casi a rischio come i minori e le madri in situazioni di disagio, o malati nel corpo e nella mente. Questa figura applica la Psicologia, ma non è ancora regolamentata dalla legge. In effetti, l’operatore sociale non deve far riferimento a nessun ordine professionale e potrebbe lavorare anche solo con la laurea triennale: tutto dipende dalle scelte dell’ente in cui si opera.

Con la Psicologia si diventa educatori

Ovvero quella figura che lavora a stretto contatto con i bambini sino ai 3 anni, all’asilo nido, inserita in ambienti specializzati. Tra i suoi compiti rientra la didattica ludica, lo sviluppo di capacità come socializzazione, creatività e indipendenza. Insomma: la Psicologia in questo caso aiuta a preparare i più piccoli ad esser pronti alla scuola dell’obbligo, accompagnandoli lungo un percorso educativo personalizzato e di gruppo. Di solito l’educatore di asilo nido deve possedere un titolo in Scienze dell’educazione e non di Psicologia. Ma, come sempre in questi casi, la normativa è variabile a seconda della Regione. Quindi, alcuni Comuni danno l’accesso a questa professione anche ai laureati in Psicologia, senza necessariamente esser iscritti all’Albo professionale.

L’insegnante di sostegno va a braccetto con la Psicologia

Una volta che siete riusciti a diventare insegnante di sostegno potrete sfruttare le vostre competenze psicologiche aiutando a inserire gli alunni con difficoltà cognitive, sostenendo il loro apprendimento contro le eventuali disabilità fisiche e mentali. Per diventare docenti di questo genere, è sufficiente anche solo aver conseguito la laurea triennale in Psicologia e aver presentato la messa a disposizione nelle scuole.

La via del Recruiter e dell’HR manager

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Pixabay | Geralt

Per chi ha studiato, studia e studierà Psicologia, un’altra possibile via è quella delle Risorse Umane: vi piacerebbe esser per una volta quelli seduti al tavolo che selezionano invece che esser selezionati? Bene: il mestiere del Recruiter per le aziende e le agenzie del lavoro sta aspettando voi. Certo, questa professione ultimamente ha visto anche l’entrata sul campo di alcuni bot per facilitare soprattutto le prime fasi di screening dei millemila cv ricevuti… ma nella pratica dovrete applicare il potere della Psicologia per capire chi vale la pena assumere.

Se questo vi sembra un ruolo di alta responsabilità, aspettate di sapere cosa dovreste o potreste fare nella posizione di HR Manager, ovvero chi dovrà gestire le persone assunte. Il suo compito è quello di riconoscere il posto più azzeccato rispetto ai profili selezionati e possibilmente mantenere gli equilibri all’interno del team di lavoro. In entrambi i casi, buone notizie: sia che voi siate Recruiter o HR Manager, non è obbligatorio esser iscritti all’Albo degli psicologi.

La Psicologia nel marketing e nella comunicazione

In questo settore specifico il laureato in Psicologia sarà utile per analizzare i modi strategici più efficaci per creare una campagna pubblicitaria, studiando il target di riferimento e il loro comportamento negli acquisti. Oppure dovrà gestire i focus group con i consumatori finali in modo da realizzare al meglio i prossimi servizi o prodotti. Il tutto, ancora una volta, senza esser iscritti all’Ordine.

Con la Psicologia puoi diventare Criminologo come Neuropsicologo

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Pixabay | Geralt

Due professioni piuttosto particolari. La prima la conosciamo attraverso serie cult come CSI ed è colui che deve formulare una diagnosi e ricostruisce le modalità con cui è avvenuto un crimine, definendo anche la gravità di un soggetto, quanto sia pericoloso ed eventualmente accompagnarlo in un percorso di reinserimento nella società. Un laureato in Psicologia può scegliere di diventare criminologo attraverso un corso post-laurea di almeno tre anni.

Il Neuropsicologo è colui che cura i disturbi cognitivo-comportamentali in pazienti che soffrono spesso di demenza o di lesioni celebrali. Lavora all’interno di strutture universitarie e ospedaliere, ma anche nell’industria farmaceutica. Per diventarlo bisogna però avere la laurea magistrale in Psicologia, l’abilitazione all’esercizio e aver portato a termine la specializzazione in Neuropsicologia.

Avete visto quante vie sono percorribili con una laurea in Psicologia? Ora è il vostro turno di rimboccarvi le maniche all’Università!

STANNO CERCANDO TE!
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