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Innovazione digitale e internazionalizzazione, la Regione Lazio mette a bando 5 milioni
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Innovazione digitale e internazionalizzazione, la Regione Lazio mette a bando 5 milioni
Regione Lazio
La via verso l'internazionalizzazione e lo sviluppo tecnologico passa attraverso diversi finanziamenti a fondo perduto. L'obiettivo è quello di risollevare il tessuto imprenditoriale della Regione Lazio.

Giovani imprenditori del Lazio, fatevi avanti, perché dietro l’angolo vi attende l’occasione per trasformare i vostri sogni di gloria in realtà. La Regione Lazio ha infatti raccimolato un gruzzoletto ben più che accattivante, per le imprese e i liberi professionisti: sono diversi i finanziamenti in fondi europei del Por Fesr 2014-2020, e sono pronti e disponibili per esser utilizzati in progetti di internazionalizzazione e di innovazione digitale.

Regione Lazio lancia la sfida agli imprenditori

Tra pochi giorni la piattaforma telematica Gegoweb sarà ufficialmente operativa per il lancio del progetto studiato da Regione Lazio con la finalità di stimolare la macchina produttiva del territorio grazie al supporto di finanziamenti a fondo perduto dedicati ai progetti di internazionalizzazione. Si tratta dei cosiddetti “Piani di Investimento per l’Export” (PIE) portati avanti da micro, piccole e medie imprese (MPMI), sia che queste assumano la forma singola sia che procedano con quella aggregata. Pre requisito per partecipare al bando è l’avere sede operativa nella Regione Lazio. L’investimento finanziario consiste in una parte di 5 milioni di euro, sulle risorse del POR FESR 2014-2020, Azione 3.4.1, Sub-Azione “Strumenti per l’internazionalizzazione del sistema produttivo”.

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Pixabay, Megan_Rexazin

Chi sono i beneficiari

I destinatari di questi sostegni finanziari sono, come abbiamo già accennato, MPMI, ivi compresi i Liberi Professionisti, che abbiano la sede operativa situato nel territorio della Regione Lazio, in forma singola o aggregata.

In particolare, poi, i beneficiari sono tutte quelle imprese che possono interpretare rappresentativamente i comparti della Regione Lazio che costituiscono un legame oltre i confini nazionali, grazie alla proposta di prodotti innovativi. Interessanti anche le attività che sono un’intersezione tra il settore manifatturiero e quello terziario avanzato. Un focus ancora più specifico ricade sulle imprese che possono esser iscritte alla categoria aree della Smart Specialisation Strategy (S3).

Quali sono gli interventi ammessi dalla Regione Lazio

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Pixabay | geralt

L’apertura verso il mercato internazionale è un carattere determinante nella selezione tra i progetti presentati dalle MPMI. Un plus gradito è l’attenzione particolare ai piani che si mostreranno più in linea con la politica territoriale seguita dalla stessa Regione Lazio. Una strategia che al suo interno, prevede diverse soluzioni:

  • gli esempi di cooperazione industriale, commerciale e di export volti all’estero e valutati come essenziali per lo sviluppo di legami sul piano commerciale, di export e industriale. E questo per quanto riguarda sia i prodotti che l’offerta di servizi regionali;
  • la proposta di servizi mirati proprio al fine dell’internazionalizzazione;
  • tutte quelle operazioni che si pongono come obiettivo l’evoluzione delle strutture produttive e l’ottenimento delle certificazioni utili a garantire la qualità e la tipicità dell’ambiente e dei prodotti.

Tutti i progetti presentati alla Regione Lazio dovrebbero:

  1. Essere frutto del lavoro delle MPMI, compresii liberi professionisti, in forma singola o tramite aggregazioni temporanee per un massimo di 6 MPMI;
  2. le proposte devono essere studiate per ottenere un riscontro positivo per le attività imprenditoriali che interessano la stessa MPMI con sede nella Regione Lazio. Ancora più nel dettaglio, tutti i beni fisici o localizzabili devono prendere luogo nella stessa sede indicata come operativa;
  3.  Considerare i costi ammissibili (inclusi i costi a forfait), facendo attenzione al fatto che non scendano sotto a:
  • 36.000 euro nel caso di Progetti presentati da una MPMI in forma singola;
  • 36.000 euro, con un importo minimo di 12.000 euro per singola MPMI, per i progetti da realizzare mediante una aggregazione temporanea.

4. sono esclusi dal bando quei progetti che risultano completati (facendo riferimento alla data ultima fattura) nel momento della presentazione della Domanda via PEC, sempre nel rispetto dei limiti previsti per l’ammissibilità delle spese;

5. le attività imprenditoriali non dovranno risultare appartenenti ai settori esclusi dal bando;

6. i progetti non possono riguardare le imprese che in un secondo momento, dopo aver ottenuto l’agevolazione, possono esser state localizzate in un’area esterna rispetto a ciò che prevede la disposizione finanziata anche dai Fondi SIE.

Quanto e come sarà l’agevolazione della Regione Lazio

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Pixabay, ds_30 / 195

Questa forma di sostegno è concesso in regime dei minimi, quindi viene erogato in forma di contributo a fondo perduto per quanto riguarda il 50% dell’importo totale considerato per il progetto selezionato. Oppure, considerando però sole spese ammissibili, il finanziamento può esser erogato ai sensi del RGE.

I tempi per partecipare

Occhio alle tempistiche per poter accedere a questo finanziamento della Regione Lazio. Innanzitutto, le domande possono esser presentate esclusivamente via PEC dalle 12 del 9 marzo 2020 alle 18 del 18 giugno 2020. Questa operazione però può avvenire solo in seguito all’aver portato a termine il formulario Gecoweb, dalle 12 del 18 febbraio 2020 alle 12 del 25 giugno.

La Regione Lazio apre il bando “Progetti di Innovazione Digitale”

Questo è un bando appena aperto che mette a disposizione ancora una volta ben 5 milioni di euro, sempre a fondo perduto, per coprire le spese sino al 40% per quanto riguarda idee di imprenditoria digitale portate dalle micro-piccolo-medio imprese oppure da attività professionali singole e aggregate. Per questo altro bando lanciato dalla Regione Lazio sono considerati i progetti riguardanti l’innovazione tecnologica e l’apporto di soluzioni ICT che possano determinare una crescita nei processi e nella produzione. La soglia minima prevista è di 50mila euro, mentre quella massima è di 200mila. Anche in questo caso, il bando viene gestito attraverso la piattaforma telematica di Gecoweb di Lazio Innova.

Gli obiettivi

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Pixabay, geralt

Trasformare il territorio in una struttura capace di porsi in maniera competitiva all’interno del mercato produttivo, attraverso il sostegno di progetti di innovazione digitale riguardanti l’introduzione di tecnologie digitali e di soluzioni ICT che, in coerenza con l’“Agenda Digitale Europea”, con la “Strategia Nazionale per la Crescita Digitale”, con l’“Agenda Digitale Lazio” e con le priorità della “Smart Specialization Strategy (S3)”, sostengano la trasformazione aziendale di processo e di prodotto.

Il finanziamento per le imprese della Regione Lazio

Si parla anche in questo caso di 5 milioni di euro, di cui 3 milioni a valere sull’azione 3.5.2 (digitalizzazione) del POR FESR 2014-2020. I progetti e le spese ammissibili sono diversi: sono compresi tutti quelli che pensano di adottare più soluzioni tecnologiche e digitali, per stimolare il processo innovativo nella produzione, logistica, commerciale. Ad esempio, una via è rappresentata dal digital marketing, compreso e-commerce, un punto vendita online, sistemi di prenotazione e pagamento, ma anche self scanning e self checkout. Sono compresi la stampa 3D, lo IoT, l’amministrazione e la logistica digitale e i sistemi integrati oppure qualsiasi sistema che si basi su tecnologie in linea ai principi dell’industria 4.0.

Tutti i Progetti devono:

  • essere realizzati da MPMI, inclusi i Liberi Professionisti, in forma singola o tramite Aggregazioni Temporanee composte al massimo da 6 MPMI;
  • devono essere a beneficio di un’impresa svolta dalla MPMI in una o più sedi operative localizzate nella Regione Lazio;
  • prevedere costi ammissibili (inclusi i costi a forfait) non inferiori a 50.000 euro nel caso di Progetti presentati da una MPMI in forma singola oppure a 50.000 euro, con un importo minimo di 20.000 euro per singola MPMI, nel caso di progetti da realizzare mediante una aggregazione temporanea.
  • non esser stati completati (sempre con riferimento alla data dell’ultima fattura) quando si presentazione la domanda via PEC, fermo il rispetto dei limiti previsti per l’ammissibilità delle spese;
  • le attività imprenditoriali che rientrino nei settori esclusi non possono esser considerate;
  • le realtà che sono state rilocalizzate al di fuori dell’area interessata da un programma operativo cofinanziato dai Fondi SIE dopo aver ottenuto un sostegno da tale programma, non fanno parte del bando.

Contributo dalla Regione Lazio

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Pixabay, iamsushant

Il finanziamento è in regime dei minimi e viene erogato sotto forma di contributo a fondo perduto in misura del 40% dell’importo complessivo del progetto che ha passato la selezione. Se la MPMI sceglie di usufruire del finanziamento in RGE, esso determinerà tutte le spese ammissibili da rendicontare. La quota relativa ai costi a forfait, sul personale e quelli indiretti può invece essere erogata solo in regime dei minimi, nella percentuale del 40%.

Qualsiasi sia la forma decisa, il contributo dovrà in ogni caso rispettare l’entita dell’aiuto concedibile:

a) l’ammontare massimo di 200.000 euro per ciascuna MPMI, anche in caso di progetti presentati e realizzati da più MPMI mediante un’aggregazione temporanea;

b) il massimale per singola Impresa Unica previsto dal De Minimis, per i contributi riconosciuti a tale titolo;

c) il divieto di cumulo con altri aiuti concessi sulle stesse spese, ove tale cumulo comporti il superamento dell’intensità di aiuto o dell’importo di aiuto più elevati fissati nel RGE, in un regolamento di esenzione per categoria o in una decisione adottata dalla Commissione;

d) eventuali vincoli previsti dalla normativa relativa ad altre forme di sostegno ottenute sulle medesime spese.

Chi sono i beneficiari per questo bando della Regione Lazio

Ancora una volta il bando si riferisce alle MPMI e a liberi professionisti, che abbiano sede operativa nella Regione Lazio, sia in forma singola che aggregata.

Un’altra condizione da tener presente è che, in data di presentazione della richiesta, le imprese devono dimostrare di possedere la capacità finanziaria, operativa e amministrativa necessarie alla realizzazione del progetto presentato. Devono quindi poter contare su un fatturato uguale ad almeno 5 volte il valore della stessa iniziativa non coperta dal contributo. Eventualmente, questa solida base finanziaria e operativa verrà verificata in relazione al patrimonio netto, che dovrà quindi esser pari almeno pari al valore del progetto non coperto dal contributo.

Come e quando fare domanda

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Pixabay, IO-Images

La richiesta dell’agevolazione può esser presentata solo tramite PEC, dalle 12 del 04 marzo 2020 fino alle 18 del 21 aprile 2020, successivamente alla compilazione del Formulario GeCoWEB, utilizzando l’apposita modulistica disponibile dalle 12 del 5 febbraio 2020 alle 12 del 21 aprile 2020. Ricordiamo che per accedere alla piattaforma dovrete registrarvi preventivamente al portale.

Come verranno erogati i contributi della Regione Lazio

Inizialmente riceverete una quota facoltativa come anticipo, nella percentuale minima del 20% e massima del 40%. Sarà possibile ottenerla richiedendola entro 60 giorni dalla sottoscrizione dell’Atto di Impegno e della relativa Fideiussione.

Seguirà poi il saldo, dopo l’avvenuta rendicontazione delle spese effettivamente sostenute attraverso il sistema Gecoweb, in linea con i parametri fissati nelle linee guida per la rendicontazione consultabili nell’apposita pagina dei siti lazioinnova.it e www.lazioeuropa.it.

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