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Resto al Sud 2020, le novità in programma
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Resto al Sud 2020, le novità in programma
resto al sud 2020
Sostenere la crescita economica del Sud Italia incentivando la nascita di nuove attività imprenditoriali: è questo lo scopo di Resto al Sud, un bonus che per il 2020 vede in arrivo importanti novità.

Introdotto nel 2017, l’incentivo Resto al Sud è stato riconfermato nella Legge di Bilancio 2020 e continuerà così a sostenere l’imprenditorialità nel Sud Italia. Ma le buone notizie non sono finite: per il 2020, infatti, sono state introdotte importanti novità relative a questo bonus. Facciamo un passo indietro: abbiamo già parlato di Resto al Sud in questo articolo, ma facciamo un breve ripasso.

Cos’è Resto al Sud

Resto al Sud è un aiuto concreto dato dal Governo a tutti coloro che sognano di fare impresa nel Sud Italia: Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, oppure nelle regioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017, ovvero Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.
L’incentivo è stato introdotto dal Decreto Legge n. 91/2017, mentre lo scorso 23 novembre è stato pubblicato il Decreto 134/2019, entrato in vigore l’8 dicembre 2019. Questo introduce delle novità che andremo a vedere.

Resto al Sud 2020: in cosa consiste l’agevolazione

La nascita di nuove imprese nelle regioni che abbiamo elencato è sostenuta da un finanziamento fino a 50.000 euro per la creazione di nuove attività, che arrivano fino a 200.000 euro in caso di nuove società, anche costituite tra professionisti. Questi soldi devono essere destinati alla coperture dei costi per le spese di partenza basilari, come ad esempio ristrutturazioni, manutenzione straordinaria di immobili, acquisto di macchinari, impianti o attrezzature, anche informatiche.

Per il 2020 è confermata la copertura integrale del finanziamento per i costi d’avvio di nuove realtà imprenditoriali. Il 35% sarà sotto forma di contributo a fondo perduto, mentre il restante sarà erogato tramite un finanziamento bancario assistito dal Fondo di garanzia per le PMI. Potrà quindi essere restituito con interessi a tasso zero entro 8 anni dalla concessione del finanziamento, dei quali i primi due saranno di pre ammortamento. Gli interessi sono pagati da Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Per dare attuazione a questa misura è stato stanziato un fondo di 1,25 miliardi di euro.

Resto al Sud 2020: possono accedervi anche professionisti e under46

Questa è una delle principali novità al via nel 2020: la platea dei beneficiari è stata notevolmente ampliata. I finanziamenti di Resto al Sud 2020 sono infatti destinati a favore di imprenditori e libero professionisti di età compresa tra i 18 e i 46 anni non ancora compiuti. Si tratta di un innalzamento di quasi 10 anni del limite massimo di età per usufruire dell’incentivo, che fino all’anno scorso era fissato a 35 anni di età.

La seconda novità introdotta da Resto al Sud 2020 è un ulteriore ampliamento dei soggetti che possono aderire all’iniziativa. Potranno infatti accedervi anche persone che svolgono attività da liberi professionisti, ossia iscritti ad albi o collegi professionali oppure che esercitano professioni non regolamentate ai sensi della Legge 4/2013.

Gli altri requisiti per accedere all’incentivo

Ci sono però altri requisiti da soddisfare per accedere a Resto al Sud 2020, che sono:

  • al momento della domanda i richiedenti devono essere residenti nelle regioni coinvolte nell’iniziativa oppure devono trasferirvi la residenza entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo dell’istruttoria. Se al momento della domanda risultano residenti all’estero, le tempistiche per il trasferimento della residenza arrivano a 120 giorni;
  • chi ha trasferito la residenza la dovrà mantenere per tutto il periodo del finanziamento;
  • non devono sussistere rapporti di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
  • il richiedente non deve risultare già titolare di un’altra impresa in esercizio;
  • chi presenta la propria richiesta negli ultimi 3 anni non deve aver beneficiato di altre agevolazioni in ambito nazionale a sostegno dell’auto imprenditorialità;
  • i liberi professionisti che intendono fare domanda per gli incentivi Resto al Sud 2020 non devono risultare titolari di partita Iva nei 12 mesi che precedono la domanda per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui si stanno richiedendo le agevolazioni.

Chi può accedere all’incentivo?

Possono presentare la richiesta per accedere a Resto al Sud 2020 le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite dopo il 21 giugno 2017 e i team di persone che si costituiscono dopo l’esito positivo della valutazione della richiesta.
Possono partecipare al banda anche coloro che intendono avviare la propria attività in forma individuale o in STP, ovvero società tra professionisti.

stretta di mano

Pixabay | geralt

Che tipo di attività si possono avviare con Resto al Sud 2020?

Le attività che possono prendere il via nel Sud Italia grazie a questo incentivo sono:

  • fornitura di servizi a imprese e persone fisiche;
  • produzione di beni nei settori industriali, dell’artigianato oppure nell’ambito della trasformazione dei prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura;
  • fornitura di servizi in ambito turistico.

Come si può vedere, non rientrano tra le attività finanziabili quelle agricole e quelle del settore commerciale.

Come fare richiesta?

Resto al Sud, anche per il 2020, è un incentivo a sportello. Cosa significa? Semplicemente che non c’è una scadenza per la presentazione delle domande. Tutte le domande, infatti, verranno esaminate in base al loro ordine di arrivo, senza stilare una graduatoria, entro 60 giorni dalla data di presentazione. L’accettazione della domanda, oltre che ai requisiti, è connessa alla presenza di fondi disponibili.

La domanda può essere presentata esclusivamente in via telematica tramite la piattaforma web dedicata, non prima, però, di aver effettuato alcuni passaggi preliminari. Questi consistono nella registrazione ai servizi online di Invitalia e nell’assicurarsi di essere in possesso di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata.

Per scaricare la modulistica dedicata o per ottenere maggiori informazioni è possibile visitare il sito web di Invitalia.

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