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Scatti di anzianità: no, non si tratta di atletica
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Scatti di anzianità: no, non si tratta di atletica
Avete stretto i denti e non avete mai abbandonato la barca neppure durante la tempesta? Ora è il momento di ritirare la giusta ricompensa. Scopriamo insieme gli scatti all’anzianità, una sorta di premio per chi ha tenuto duro e ha maturato una certa esperienza all’interno della stessa azienda.

Come accennato, è una cifra che può variare a seconda della mensilità e dai limite stabiliti dai diversi CCNL, che finisce dritta nella busta paga di un dipendente di lunga data. Ebbene sì: per i fedelissimi al proprio ruolo aziendale, spetta una maggiorazione del salario senza che le mansioni da svolgere siano intensificate. Questi sono i benedettissimi scatti di anzianità. Che, sebbene facciano sentire più vecchi al solo pronunciarli, in realtà sono un fattore che mantiene alto lo spirito di chi lavora per un’azienda da diverso tempo.

Più nel dettaglio: nella busta paga dove li trovi?

Gli scatti di anzianità hanno una voce specifica all’interno della categoria “retribuzione” e compare in aggiunta alla classica busta paga che di solito -per chi è fortunato- giunge puntualmente ogni mese. Quando avviene questa magica apparizione? Normalmente l’erogazione avviene nel momento in cui il dipendente taglia il traguardo di una specifica anzianità delle sue mansioni, senza modificare il datore di lavoro.

Perché ti meriti uno degli scatti di anzianità?

Semplice: chi ha investito il suo tempo, le sue competenze, nello stesso posto per anni, ha grande valore per l’azienda che l’ha assunto. Possiamo dire che l’investimento è stato reciproco: chi resta, banalmente, ha maturato un’esperienza che diventa difficile da sostituire, perché farlo significherebbe ripartire da capo e investire nella formazione di nuovo personale. Se è vero insomma che nessuno è insostituibile, lo è altrettanto il fatto che la sostituzione avverrebbe comunque a costi elevati. Più efficace, più utile = più retribuito. La regola è abbastanza elementare e funziona bene.

Tutto è in mano ai contratti collettivi nazionali di lavoro (appunto CCNL)

Queste sono le “bibbie” che definiscono e regolano l’importo e le modalità di erogazione. Il lavoratore che è rimasto fedele per un lungo periodo alla stessa azienda, dovrà quindi rivolgersi a loro per capire bene quale siano le disposizioni applicabili al suo caso specifico. E così determinare l’ammontare stesso degli scatti, il numero massimo raggiungibile, le tempistiche che sono necessari alla maturazione della cifra.

Ma quindi come li calcolo gli scatti di anzianità?

Come già accennato prima, le misure e le dinamiche per la maturazione di questi scatti sono influenzate dal tipo di categoria lavorativa a cui appartiene il lavoratore stesso. La cifra in più quindi, sarà il frutto di diversi fattori come la qualifica del dipendente. Inoltre, l’importo sarà valutato o come un’aggiunta fissa, oppure variabile a seconda della percentuale legata a specifici dati retributivi segnalati dai contratti collettivi.

E ogni quanto avviene questo miracolo?

Gli scatti di anzianità sono ciclici e vengono a far visita al dipendente fedele ogni due o tre anni, sempre in base al CCNL. Partono dal primo giorno del mese subito successivo a quello in cui si è concluso il biennio oppure triennio di anzianità.

Ma nella pratica?

Come sempre può esser utile fornire qualche esempio concreto. Prendiamo i casi più diffusi: il CCNL Commercio ha un limite massimo di 10 scatti di anzianità, la cui maturazione avviene in seguito a 3 anni. Si inizia ad acquisirla dal mese successivo al momento dell’assunzione. Un altro modello è il CCNL Industria, che invece abbrevia un po’ i tempi – si passa infatti ai 2 anni di attesa.

Una prima importante differenza la riscontriamo nel CCNL tessile, dove gli scatti sono biennali, ma possono raggiungere un massimo di 4 scatti. Così, nel CCNL Turismo, questo limite si sposta a 6.

E se durante gli anni di lavoro, capita una promozione?

Se il dipendente viene promosso e quindi progredisce professionalmente accedendo a livelli superiori, anche il discorso degli scatti di anzianità subisce modifiche: questi infatti vengono inglobati in automatico dall’aumento di paga dovuto all’avanzamento di carriera. Per cui, non è più possibile indicarli come cifra, né conservarli per intero -fatta eccezione per i dipendenti e i datori di lavoro che si accordano diversamente tra loro, espressamente -.

Ricalcolare gli scatti funziona in questo modo

Si procede con la valutazione complessiva degli scatti di anzianità maturati sino alla promozione. Dopodiché si divide tale cifra per l’ammontare del nuovo scatto. Il risultato è il numero o la frazione di scatti che ancora spettano al dipendente.

Ultima postilla

Esistono determinati contratti collettivi che intendono la maturazione degli scatti in base al decorso dell’anzianità di servizio. In questi casi, gli scatti possono accumularsi anche in periodo di assenza per ferie, malattia, infortunio o maternità. Attenzione, perché ci sono al contrario alcuni contratti collettivi che non fanno lo stesso collegamento!

Bene. Ora sapete tutto sugli scatti di anzianità e, fondamentalmente, tenete d’occhio busta paga e CCNL, così da prepararvi a veder premiata la vostra fedeltà!

Simonetta Spissu

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