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Scienze politiche, quali sono i possibili sbocchi lavorativi?
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Scienze politiche, quali sono i possibili sbocchi lavorativi?
Per i laureati in Scienze politiche e per chi sta pensando di iscriversi a questo corso di laurea ci sono buone notizie: gli sbocchi professionali ci sono e sono molto stimolanti. Analizziamo insieme le possibilità future!

Scienze politiche, per gli amici, e Scienze politiche economiche e sociali per chi vuole esser più formale: un corso di laurea che da una parte affascina, dall’altra respinge. I pregiudizi per tutte le università che iniziano con “scienze” e non continuano con cose più tecniche come “biologiche” abbondano, soprattutto in periodo di crisi. I vostri genitori, quando avete detto loro di questa vostra scelta, si sono fatti il segno della croce? Vi aiutiamo noi a far capire a tutti gli scettici che troverete lavoro con questa laurea.

Scienze politiche: anche oggi ha senso frequentarla

Ultimamente questo corso di laurea ha perso un po’ in termini di adesioni perché si sono fatti strada corsi più specializzati. La realtà però è che Scienze politiche è ancora attuale: a veder con più attenzione, il corso di laurea offre un’offerta didattica aggiornata rispetto agli sviluppi della società e della politica. Le università non sono rimaste indietro, mantenendosi connesse al contesto internazionale.

E poi, se è vero che le iscrizioni sono diminuite, lo è altrettanto il fatto che i corsi di Scienze politiche non hanno chiuso ancora i battenti: le professioni possibili con questo titolo continuano a godere di un certo successo sul mercato del lavoro.

Il senso della scienza e della politica e il loro complesso rapporto. Per chi si sente portato e vuole approfondire, consigliamo il testo delle due conferenze di Max Weber:

Un esempio virtuoso di Scienze politiche: la Statale di Milano

Questa istituzione rappresenta un ottimo modello da tenere d’occhio per toccare con mano lo sforzo continuo degli organi formativi di restare ancorati al presente. La Statale di Milano, infatti, per quanto riguarda Scienze politiche, ha rinnovato il piano di studi articolandolo in 8 corsi: Comunicazione e società; Economia e management; Management pubblico e Management pubblico e della sanità; Scienza del lavoro dell’amministrazione e del management e Scienze internazionali e istituzioni europee. Poi ci sono Scienze politiche e Scienze sociali per la globalizzazione.

Un po’ meno ampio, ma pur sempre valido, è il programma ideato dall’Università della Sapienza di Roma, che è anche la maggiore per numero di iscritti. Qui potreste seguire un corso più “tradizionale” di Scienze politiche che comprende una decina di corsi, oppure dei piani di studio per la magistrale in Relazioni internazionali e Scienze delle amministrazioni e delle politiche pubbliche.

Ma cosa si studia in Scienze politiche?
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Pixabay | Clker-Free-Vector-Images

Per capire che cosa diventare da grandi è necessario prima fare un passo indietro e analizzare bene da dove partire: insomma, quali conoscenze avrà un laureato in Scienze politiche? Iscriversi a questo corso di laurea significa non solo approfondire gli studi di politica, ma anche la pubblica amministrazione e gli scambi internazionali. Ma anche economia, sociologia, comunicazione. Insomma, per quanto venga sottovalutata, Scienze politiche è una laurea che si occupa di processi significativi a livello globale che sono in grado effettivamente di avere un’influenza sui meccanismi socio-politici.

Qualche materia più “scientifica”

Passando a una bella lista pratica, ecco alcuni dei corsi principali che caratterizzano Scienze politiche: Diritto e Diritto pubblico e diritti fondamentali; poi Diritto amministrativo e Diritto costituzionale e comparato; ancora Diritto del lavoro e sindacale e Diritto di famiglia (diritto privato). Non manca Diritto e istituzioni europee e Diritto salute, ambiente, sicurezza sociale, consumatori. Un altro po’ di diritto:  finanziario e internazionale. Studierete anche i  Diritti umani e Diritto tributario italiano e internazionale.

Passando invece all’Economia, troviamo Economia aziendale e internazionale. Non mancano chiaramente i corsi di Politica, Finanza pubblica e Mercati internazionali. Passiamo a qualcosa di più tecnico con Statistica e statistica economica. Un laureato in Scienze politiche, poi, non potrà esimersi dagli esami di Lingue straniere, come ad esempio inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, cinese e arabo.

Il versante più “umanistico” di Scienze politiche

Poi per completezza, Scienze politiche comprende anche le Materie umanistiche e Pensiero politico, insieme a Filosofia del diritto, Sociologia Scienza politica e Scienza delle finanze. Poi Scienza dell’amministrazione e Organizzazioni internazionali, Storia contemporanea, dei movimenti politici e dei partiti e contemporanea. Non mancano Diplomazia antica e moderna e Politica internazionale, Storiografia, Pubblica Amministrazione e Storia europea.

Cosa vi aspetta dopo la laurea in Scienze politiche

Adesso che abbiamo dato una rapida lettura delle materie affrontate durante l’università, occupiamoci di cosa potrete fare dopo, delle competenze acquisite. Gli obiettivi dati dal corso di studi sono chiari: conoscere i meccanismi del servizio pubblico e dell’amministrazione (da quella locale a quella internazionale), della tutela dell’ambiente e dei diritti e capire come funziona la partecipazione politica e associativa. Il vostro background vi ha preparati a analizzare diversi contesti piuttosto complessi.
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Pixabay | qimono

Con la laurea di Scienze politiche in mano, quindi, potreste accedere a diversi concorsi nella pubblica amministrazione (dovreste avere una bella base di materie giuridico-economiche). Potreste pensare di strutturare il vostro piano di studi focalizzandovi sulle materie afferenti alla branchia “legale”, che assicura l’ingresso in diversi ambiti.

Gli obiettivi formativi di un corso di laurea in Scienze Politiche e corsi collegati è chiaro: fornire competenze in tematiche rilevanti dal punto di vista pubblico per la tutela di interessi diffusi quali l’ambiente, la sicurezza, i diritti personali, la concorrenza, la partecipazione politica e associativa, il servizio pubblico, l’amministrazione locale, regionale, statale e internazionale. Ovviamente offre una sponda anche a chi è interessato a fare una carriera politica, fornendogli un background culturale e formativo di spessore, che potrebbe fare la differenza nel procedere dell’attività.

Scienze politiche: attenzione alla specializzazione

Va da sé che, soprattutto al giorno d’oggi, è importantissimo saper scegliere bene il tipo di specializzazione del corso di laurea. Un esempio pratico: se la vostra professione del cuore è quello del diplomatico, dovrete impostare la vostra carriera universitaria in questo senso. Scienze politiche è un po’ generico: concentratevi sui corsi di lingue, culture straniere, comparazione legale e degli ordinamenti.

Le professioni principali per un laureato in Scienze politiche

Gettiamoci sul mercato del lavoro armati del nostro certificato di laurea in Scienze Politiche: che cosa ci aspetta? Le vie non sono poche: vediamo quali sono gli sbocchi occupazionali più diffusi per questo corso di studio.

Il politico

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Pixabay | Tiburi

Quando vi imbattete in “Porta a Porta” avete pensato: su quella poltrona vorrei esser intervistato da Bruno Vespa? Bene: Scienze politiche è il vostro lasciapassare per i salotti televisivi concentrati sulla politica. Infatti questa professione è uno degli sbocchi possibili per chi si laurea in questa materia. E’ un lavoro che ovviamente non può prescindere da una forte passione sulla quale avete orientato non solo il vostro piano di studi, ma anche le vostre attività extracurriculari. Partecipate alle campagne elettorali, proponendovi come candidati: la strada è un po’ in salita, ma niente è facile su questa terra. Gli strumenti per affrontare questa scalata li avrete grazie anche alla scelta universitaria.

Se siete a digiuno della storia degli ultimi anni della politica italiana, vi consigliamo un libro per portarvi avanti: La turbopolitica. Sessant’anni di comunicazione politica e di scena pubblica in Italia: 1945-2005.

L’assistente parlamentare europeo

Il politico non è la sola figura che si muove sulla scena: all’interno dello stesso settore esistono altre professioni legate a Scienze politiche. Una di queste è proprio l’assistente parlamentare europeo, ovvero chi segue il politico durante le sue attività in particolar modo a livello europeo. Pensate che il suo stipendio arriva direttamente dal Parlamento Europeo!

Pixabay | szmiki95

Media e comunicazione con Scienze politiche

Questo settore sembra esser una specialità di Scienze della comunicazione, è vero, ma non ha l’esclusiva. Anche chi studia Scienze politiche ha buone competenze in questo campo, soprattutto se la vostra passione per internet e social vi hanno portato a fare determinate scelte durante il percorso di studio. Lavorare come addetti stampa è possibile anche all’interno delle istituzioni: pensate all’enorme sforzo comunicativo necessario per impostare delle campagne politiche efficienti. Proprio per questo Scienze politiche è utile a poter gestire i mass media.

Giornalismo e televisione

Pixabay | AlexAntropov86

Se siete esperti di temi sociali, di attualità e di politica (e dovreste, dopo aver preso la laurea in Scienze politiche), potreste diventare a pieno titolo dei giornalisti. Magari diventando degli inviati in quelle aree nel mondo che mostrano un contesto socio-politico delicato, per cui una figura esperta potrebbe fare da ponte con il resto del pubblico. Se il vostro desiderio è entrare nel piccolo schermo, invece, potreste valutare la carriera televisiva come presentatori in programmi di approfondimento.

Scienza politiche per le organizzazioni internazionali

Volete dare una mano ma su larga scala, superando le attività da quartiere? Scienze politiche vi dà tutti gli strumenti per occuparvi dei movimenti interni a un’organizzazione internazionale. Sebbene non sia semplice infilarsi dentro questi enti, un buon cv corredato da un’ottima conoscenza delle lingue e attività di volontariato dovrebbe esser una buona partenza per esser valutati.

L’ambasciatore

Per questa professione i passaggi sono parecchi: è necessario innanzitutto superare un concorso ed essere a livello madrelingua in tre lingue straniere. L’ambasciatore è senza dubbio una delle massime aspirazioni per i laureati in Scienze Politiche ed è bene tenerla a mente come piano A. Tuttavia, per non esser completamente sprovveduti, esistono delle alternative simili come ad esempio i funzionari o gli operatori che lavorano all’interno delle organizzazioni internazionali e le ambasciate.

Volete saperne di più su questa figura mitologica? La soluzione sta sempre nell’informazione: cominciate con il libro Diplomazie. Linguaggi, negoziati e ambasciatori fra XV e XVI secolo

Scienze politiche per insegnare

Anche la via della docenza è possibile per un laureato in Scienze politiche. L’accesso a questa professione è frutto di una vera e propria lotta dei sindacati studenteschi, che hanno insistito perché anche da questo corso di laurea si potesse tentare la strada dell’abilitazione all’insegnamento. Attualmente i laureati di Scienze politiche possono prendere contatti con il CUN (Consiglio Universitario Nazionale) che fornirà le giuste istruzioni per muoversi su questo percorso.

Ottimo, giunti al termine di questo articolo, fatelo leggere ai genitori e agli amici che già vi davano per spacciati: con Scienze politiche è possibile, vivere e anche bene!

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