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Selfiemployment: il sostegno a chi vuole diventare imprenditore
Ultimamente in rete si parla spesso del Selfiemployment, un’iniziativa utile per tutto coloro che desiderano avviare una propria attività imprenditoriale. Ma di che si tratta esattamente e come funziona? Ne parliamo di seguito più nel dettaglio.

Selfiemployment Invitalia

Facendo una rapida ricerca sul web, appare subito chiaro che il Selfiemployment non è altro che un bando volto a finanziare la nascita di realtà imprenditoriali di piccole dimensioni attraverso la concessione di prestiti a tasso zero, purchè siano proposte da giovani Neet. Selfiemployment è frutto della collaborazione di Invitalia con il Programma Garanzia Giovani e il supporto dell’Ente Nazionale per il Microcredito. Inoltre, è supervisionato direttamente dal Ministero del Lavoro.

A chi si rivolge il bando Selfiemployment

selfiemployment

Per sviluppare la propria idea di business, il punto di partenza è certamente avere a disposizione un capitale iniziale. Selfiemployment Invitalia serve proprio a questo, in quanto dà garanzia di finanziamento agevolato attraverso l’accesso al credito.

I destinatari del bando Selfiemployment devono rientrare nel range anagrafico tra i 18 e i 29 anni e risultare iscritti al programma Garanzia Giovani. E questo indipendentemente dalla partecipazione al percorso di accompagnamento finalizzato all’autoimprenditorialità (misura 7.1 del PON IOG). Inoltre, non devono risultare frequentanti di corsi di studio o di formazione professionale e devono risultare disoccupati. Ovviamente, i candidati devono esser spinti da un forte spirito imprenditoriale e dal desiderio di confrontarsi con nuove sfide.

Selfiemployment è l’occasione di essere imprenditori di se stessi

Il bando Selfiemployment è il primo passo per intraprendere la propria scalata verso il successo, mettendo in luce le proprie competenze. Dopo esserne venuti a conoscenza, lo step successivo è quello di procedere con l’adesione al programma Garanzia Giovani. E’ una procedura abbastanza semplice, che è possibile svolgere online seguendo le istruzioni a questo link.

Secondo punto: presentare la domanda

Hai già in mente un business plan efficiente e ti serve solo quella spinta iniziale per trasformarlo in realtà? Ecco una politica attiva che ti permetterà di realizzare il tuo piano: è possibile inviare la domanda di accesso al Fondo SELFIEmployment. Per l’iscrizione tranquilli: non è necessario l’aver frequentato in precedenza uno dei percorsi pensati per accompagnare durante il processo di autoimpiego.

selfiemployment

Tuttavia, a questo proposito, se in precedenza avevi deciso di iniziare uno di questi percorsi formativi per l’avvio d’impresa offerti da Garanzia Giovani, presentando l’attestato finale ottenuto potrai ottenere un premio di 9 punti che andranno poi ad aggiungersi al punteggio complessivo. Un ottimo incentivo che influenzerà la fase di valutazione della richiesta di finanziamento! Un esempio che unisce l’utile al dilettevole

Proprio per presentare una candidatura studiata nel dettaglio, un’idea è quella di farsi affiancare per la realizzazione di un business plan efficace. Per farlo, basta partecipare a uno dei percorsi formativi di cui abbiamo parlato in precedenza, “Yes I Start up”, promosso dall’Ente Nazionale per il Microcredito, al quale si può avere accesso in seguito all’ottenimento delle credenziali del portale Anpal.

Per poter avere accesso a questo percorso ci si può anche solo rivolgere al Servizio per l’Impiego più vicino e così esser certi che la propria regione abbia fatto partire i percorsi di accompagnamento all’autoimpiego. In questo modo, non solo potrai contare su un lavoro svolto con il massimo della professionalità, ma guadagnerai anche i famosi 9 punti bonus che facilitano la selezione per i finanziamenti.

Quali modalità prevede il bando Selfiemployment

selfiemployment

Le forme considerate sono diverse: è possibile infatti presentarsi in quanto impresa individuale, società di persone o cooperative con un massimo di 9 soci. Le società ammesse al bando Selfiemployment sono le seguenti: quelle nate da non più di 12 mesi dalla presentazione della candidatura, ma non ancora attive e a condizione che esse vengano costituite entro i 60 giorni dall’ammissione alle agevolazioni del fondo.

Sono considerate anche le associazioni professionali e le società tra professionisti costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda e sempre purché inattive.

Quali sono i progetti per il Selfiemployment

I finanziamenti sono mirati a tutti i progetti che coinvolgono i settori produttivi di beni, la fornitura di servizi e commercio (compresi i franchising). Gli esempi concreti? Parliamo di turismo (e quindi di alloggio e ristorazione), di servizi culturali, ricreativi, alla persona e all’ambiente, oltre che a quelli ICT e quindi multimediali, di informazione e comunicazione.

Altre iniziative promosse dal Selfiemployment sono quelle volte al risparmio energetico e, più in generale, alle energie rinnovabili. Così come quelle relative ai servizi alle imprese manifatturiere e artigiane. Sono comprese dal bando Selfiemployment anche le imprese di commercio al dettaglio e all’ingrosso e quelle che si occupano di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, esclusi solo i casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE n. 1407/2013;

Restano fuori dai finanziamenti, i settori della pesca e dell’acquacultura, della produzione primaria in agricoltura e, in generale, quelli esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE 1407/2013.

A quanto ammonta il finanziamento

Il Fondo Selfiemployment finanzia piani di investimento inclusi tra  5.000 e 50.000  euro.  Si dividono in diversi tipi di prestiti: microcredito, da 5.000 a 25.000 euro; microcredito esteso, da 25.001 a 35.000 euro; piccoli prestiti, da 35.001 a 50.000 euro. E’ giusto segnalare tuttavia che sui finanziamenti non sono applicati interessi e non è richiesta alcuna forma di garanzia. Possono quindi essere rimborsati nei successivi 7 anni, con rate mensili posticipate.

 

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