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Startup: come attirare l’attenzione dei business angel?
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Startup: come attirare l’attenzione dei business angel?
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Hai un'idea fantastica per creare una start up di successo ma ti mancano i fondi per realizzarla e ti risulta difficile ottenere un finanziamento tramite i canali classici? La risposta alle tue esigenze potrebbe essere un business angel!

Per le piccole e medie imprese, soprattutto in fase di start up, è spesso difficile ottenere la fiducia di finanziarie e istituti bancari. Per fortuna possono entrare in gioco degli investitori “particolari”, che possono affiancare la start up dando il loro contributo soprattutto dal punto di vista finanziario. Questo non vuol dire che questi investitori diano la loro fiducia (e i loro soldi) proprio a tutti: vediamo quindi come attirare l’attenzione dei business angel per dare una svolta alla tua idea imprenditoriale.

Chi sono i business angel?

Ma facciamo prima un passo indietro e cerchiamo di capire chi sono questi investitori che danno fiducia a nuove idee imprenditoriali. Il business angel, chiamato anche angel investor, è un investitore informale che sceglie consapevolmente di prendersi il rischio di investire in una start up innovativa. Questo investimento non è solo economico: il business angel, infatti, è anche in grado di offrire esperienza, consigli, contatti e competenze. Come è facile immaginare, questo è un valore aggiunto davvero importante per chi si affaccia sul mercato con una giovane impresa!

Si tratta quindi di una persona fisica che, per varie motivazioni – non solo economiche – decide di investire tempo e risorse in un progetto innovativo. Questo motivazioni possono essere ad esempio l’interesse verso una determinata causa oppure il desiderio di accettare una sfida; insomma, l’importante è mettersi in gioco!

In Italia questa figura è stata disciplinata dalla Legge di Bilancio 2019 che, nonostante si tratti di un investitore non istituzionale, ha dato anche una precisa definizione di business angel e ha dato l’indicazione di iscriversi in un apposito registro presso la Banca d’Italia.

Business angel o Venture capital?

Cominciamo con il dire che in entrambi i casi si tratta di realtà che supportano le start up, ma non nello stesso modo. Le differenze tra business angel e venture capital cominciano già a partire dal momento in cui le due realtà decidono di investire. I business angel, infatti, preferiscono entrare in gioco nella fase seed, quando si sta formando la primissima idea di start up. I venture capitalist, invece, intervengono nella early stage, cioè nella fase immediatamente successiva.

Altra differenza importante: i business angel puntano su progetti che rientrano in un settore che conoscono bene, in modo da poter dare il loro supporto anche in termini di consigli, esperienza e contatti, mentre i venture capitalist hanno un approccio più aperto e più focalizzato sulle potenzialità economica della start up.

Ma la differenza che probabilmente balza più all’occhio è l’entità dell’investimento. I business angel investono un capitale compreso tra i 10.000 e i 500.000 euro, mentre per i venture capital 500.000 euro è l’investimento minimo.

E cosa sono i syndacate investing?

Spesso i business angel preferiscono investire “in cordata”, cioè unendo le loro forze per investire in maniera diversificata limitando i rischi connessi all’angel investing. Uno di questi metodi è la syndacation, che permette a più business angel di operare insieme. Questo può avvenire ad esempio attraverso portali e piattaforme di equity crowfunding, che permettono di investire anche solo poche centinaia di euro, anche se rimane un investimento ad alto rischio. Uno dei possibili contro per le startup che si appoggiano a queste piattaforme, però, è che non sempre gli investitori sono degli esperti nel suo settore, quindi c’è la possibilità di dover fare a meno di uno dei valori aggiunti che caratterizzano i business angel.

investitore
Pixabay | Tumisu

Dove trovare e come contattare i business angel

Come abbiamo accennato prima, per i business angel è stato recentemente introdotto l’obbligo di iscrizione presso un apposito registro dei business angel istituito presso la banca d’Italia. Queste rende più facili le cose anche agli aspiranti imprenditori, che possono trovare i nominativi dei business angel e procedere ad un primo contatto sperando di suscitare il loro interesse.

Negli anni, però, si erano già formati dei veri e propri business angel network (BAN), dei portali online che raccolgono i business angel italiani e che mettono in contatto investitori e imprenditori.
Di particolare importanza sono il network europeo Eban (European Business Angels Network) e quello nazionale IBAN (Italian Business Angels Network), che coordina i vari BAN territoriali.

Un’altra forma associativa è quella dei Business Angel Club, dei gruppo di investitori che condividono conoscenze e competenze in modo diretto. In Italia uno dei principali è Italian Angels fot Growht, che attualmente è formato da 190 persone competenti in diversi settori e che dal 2007 ad oggi ha già investito oltre 30 milioni di euro in 80 progetti.

Le principali associazioni di business angel in Italia

La lista che proponiamo non è esaustiva ed in continuo aggiornamento, ma può dare comunque una prima idea delle associazioni di business angel a cui è possibile rivolgersi in Italia.

  • IBAN – Italian Business Angel Network. L’abbiamo già citata: è la prima associazione nata in Italia per diffondere questa particolare cultura. In genere vi aderiscono ex titolari di impresa e manager in attività o in pensione che hanno una buona rete di conoscenze, esperienza e la disponibilità economica sufficiente a dare una mano. Sul sito IBAN sono elencati anche i BAN locali, suddivisi per regione.
  • IAG – Italian Angels for Growth. Fondato nel 2007, è uno dei maggiori business angel network in Italia, con oltre 190 professionisti del mondo finanziario, industriale e imprenditoriale che mettono a disposizione la loro esperienza, oltre che i loro soldi.
  • Custodi di successo. Si occupano principalmente di investimenti in fase seed di start up generaliste, con particolare attenzione al mondo del food, della meccanica, delle biotecnologie e della sanità. Hanno all’attivo 26 progetti.
  • Angel Network Digital Magics. Si tratta di un incubatore di start up digitali innovative che nel tempo ha stabilito relazioni con business angel, venture capitalist e gruppi industriali per creare cordate e investire nelle realtà incubate.
  • APG – Angel partner group. Questa associazione raccoglie professionisti, imprenditori, manager e corporate che credono nell’imprenditorialità e nell’innovazione.
  • WA BA Capital – We Are Business Angels. Si tratta di un’associazione che vuole stimolare l’imprenditorialità italiana e l’industria del Made in Italy. I settori di maggiore interesse sono Healtcare & Wearable, Consumer Goods, Travel & Tourism, Fashion & Luxury, Food & Beverage e Media & Entertainment.
  • SiamoSoci. E’ una piattaforma italiana per il finanziamento delle start up che favorisce la formazione di club di business angel.
  • Club Digitale. Studiato da SiamoSoci, ha l’obiettivo di contribuire alla crescita del digitale in Italia.

Business angel: come scelgono i progetti da finanziare?

Come è facile pensare, i business angel ricevono molti contatti da parte di aspiranti imprenditori. Come scelgono le realtà su cui investire? Per prima cosa, valutano 5 o 6 proposte in maniera approfondita, soffermandosi in particolar modo sulle caratteristiche del prodotto o del servizio che si vuole offrire, sul potenziale di crescita, sulla capacità manageriale e sulla motivazione del team.

Raccolti tutti questi dati, il business angel si aiuta con un pitch, ovvero un documento sintetico che evidenzia i tratti salienti di una idea di business. Da questo screening iniziale vengono scelte le aziende più meritevoli, alle quali sarà chiesto un business plan.

Come deve essere un buon elevator pitch

Abbiamo già visto che il picht è uno degli elementi che entrano in gioco per attirare l’attenzione di un business angel e spingerlo a investire nella nostra idea. Come deve essere fatto per avere il miglior effetto possibile? Dovrebbe contenere:

  • una descrizione concisa ed efficace dell’idea di business, del progetto e dei bisogni che si andrebbero a soddisfare;
  • la strategia di sviluppo che l’impresa intende adottare;
  • la profittabilità dell’impresa, ovvero le previsioni economico – finanziarie a breve e a lungo termine;
  • una presentazione dell’imprenditore e del suo staff.
business plan
Pixabay | Tumisu

Come deve essere un buon business plan da presentare ai business angel

Ecco un altro tassello fondamentale per sperare di ottenere un finanziamento. E’ infatti il documento che descrive più nel dettaglio il progetto imprenditoriale, le scelte strategiche, le modalità operative, le prospettive economiche e il fabbisogno finanziario del progetto. Dovrebbe quindi contenere:

  • executive summary che presenta in maniera concisa ma esauriente gli argomenti che verranno approfonditi nel documento. E’ molto importante perchè deve attirare l’attenzione del potenziale investitore.
  • Presentazione della società: forma giuridica, oggetto sociale, organigramma e obiettivi. Può essere anche descritta una breve storia dell’impresa, con i punti di forza, i successi ottenuti e anche le criticità eventualmente presenti.
  • Analisi del settore e della tipologia di cliente a cui ci si rivolge. Non possono mancare fornitori e competitor.
  • Descrizione del prodotto o del servizio che vorremmo proporre.
  • Analisi del mercato di riferimento in cui vorremmo inserire il nostro prodotto o servizio.
  • Le strategie per raggiungere gli obiettivi, comprese le campagne di marketing che si vogliono proporre e le reti distributive che si intende utilizzare.
  • Descrizione del piano operativo per raggiungere gli obiettivi aziendali, compresa la produzione e la commercializzazione dei prodotti, gli impianti e il personale.
  • Un piano economico – finanziario che analizza l’ammontare del capitale necessario per intraprendere e sviluppare il progetto imprenditoriale e le previsioni per i 3/5 anni successivi.
  • La presentazione del team, con la descrizione delle persone che lavorano in azienda e dei loro ruoli.

Qualche consiglio per attirare l’attenzione dei business angel

Con un buon elevator pitch e un ottimo business plan abbiamo di certo in mano due carte vincenti per presentarci nel migliore dei modi ai potenziali investitori. C’è però qualche altro consiglio che possiamo dare per attirare maggiormente l’attenzione degli investitori e spingerli (si spera) ad investire nel progetto.

  • Contatta business angel coerenti con la tua idea, che quindi possano capirla fino in fondo e che ti possano aiutare con consigli e contatti. Tieni conto che una start up ha maggiori possibilità di successo se al suo interno investono almeno una o due persone che hanno esperienze in diversi ambiti per dare un valore aggiunto all’impresa.
  • Fornisci le prove concrete che la tua idea è interessante. Di buone idee i business angel ne vedono tante; se saprai dimostrare però che ci sono persone concretamente interessate ad acquistare il tuo prodotto o servizio avrai di sicuro qualche punto in più a tuo favore.
  • Investi i tuoi soldi nella tua idea: quale prova migliore che credi nelle sue potenzialità? L’imprenditore dovrebbe investire almeno il 20% del valore della propria idea per avere la speranza di trovare un business angel disposto a finanziarlo.
  • Mostra tutto il tuo carattere e il tuo entusiasmo. Per i business angel il management ha un peso notevole nella decisione, quindi dovrai essere il più possibile accattivante e mostrare le tue doti manageriali e organizzative. Lo storytelling deve essere anche emozionale e conquistare l’attenzione dei potenziali investitori.

Ora non ci resta che augurarvi buona fortuna!

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