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Taxi a Roma: ecco come iniziare la professione
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Taxi a Roma: ecco come iniziare la professione

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Per guidare un taxi a Roma, così come in qualsiasi altra città, è fondamentale rispondere ad alcuni requisiti personali. A questi, si aggiungono altri requisiti tecnici: il CAP (Certificato di Abilitazione Professionale); un test per l’iscrizione come conducente per il servizio pubblico non di linea, presso la camera di commercio; e, infine, la licenza.

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Nemmeno il tempo di scendere dal treno che una fiumana di tassisti ti viene incontro offrendo calorosamente un viaggio nel proprio taxi. A Roma è così: la capitale d’Italia è anche polo del turismo e di chi vive di questo. Una città sempre affollata, vociferante e movimenta, nella quale turisti connazionali e stranieri hanno sempre bisogno di un mezzo di trasporto. Ecco perché, forse, qualcuno di voi potrebbe trovare particolarmente utile l’articolo odierno: “Taxi a Roma: ecco come iniziare la professione”.

Diventare tassista a Roma: requisiti

La professione del tassista è ben remunerata. Per guidare un taxi  a Roma, così come in qualsiasi altra città del paese, è fondamentale rispondere ad alcuni requisiti personali:

  • avere compiuto i 21 anni
  • possedere la patente B
  • avere la cittadinanza italiana (o di un altro stato della UE)
  • non avere carichi pendenti
  • avere una licenza delle scuole dell’obbligo
  • risiedere nel comune dove si intende esercitare la professione di tassista (o entro una distanza di 50 km)
  • non svolgere un’altra professione

A questi, si aggiungono altri requisiti tecnici. Primo tra tutti il CAP (Certificato di Abilitazione Professionale, altrimenti detto Carta di Qualificazione del Conducente). Si tratta, praticamente, di un’abilitazione alla guida del taxi, ovvero, più tecnicamente, di un particolare tipo di patente più specifico del tradizionale Tipo B, siglato come KC e KD. Il certificato è emanato dal Siit (Servizi Integrati Infrastrutture e Trasporti, ex Motorizzazione), successivamente alla frequenza di un corso e al superamento dell’apposito esame.

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Pixabay | KaiPilger

L’iter per diventare tassista a Roma

Come avviene per le patenti normali, i corsi sono organizzati da autoscuole o altri soggetti autorizzati (previa autorizzazione del Ministero), ma l’esame può essere sostenuto ugualmente come privatista (soluzione ideale per chi volesse ridurre le spese) direttamente presso la Motorizzazione Civile. Le materie di studio variano dal codice della strada alla sicurezza. Una volta ottenuto, il CAP deve essere rinnovato frequentando gli appositi corsi di aggiornamento e sostenendo un test che dimostri  che i requisiti fisici, anagrafici e legali sono ancora validi.

Segue, quindi, un test per l’iscrizione come conducente per il servizio pubblico non di linea presso la camera di commercio. La prova è organizzata dalle singole regioni italiane ed è composta da un orale e da uno scritto volti a dimostrare un’ottima conoscenza di normative regionali e comunali, geografia regionale, toponomastica e percorsi più convenienti (brevi e/o veloci).

Come richiedere la licenza taxi a Roma

A questo punto, manca solo la licenza per guidare un taxi a Roma. La domanda va fatta a un comune della propria regione dopo l’emanazione di un bando di concorso. Si entra così in una graduatoria redatta sulla base di esperienza di servizio come collaboratore, titolo di studio e conoscenze linguistiche. Purtroppo, questi bandi sono piuttosto rari.

Altra soluzione, perciò, è il trasferimento di licenza da un tassista all’altro, solo se il titolare la possiede da più di cinque anni o ha più di sessanta anni oppure è diventato inidoneo al servizio. Il costo varia molto e dipendentemente dalle dimensioni della città: dai 20-25 mila euro sino ai 230 mila e più. L’eventuale trasferimento deve essere approvato dal comune.

Questo l’iter da seguire per guidare il taxi a Roma e in tutto il paese. Rimane una domanda: perché farlo? Beh… si superano spesso i 3.000 euro mensili…

La novità 2023: cambia il sistema di turnazione

Dal 2023 entrerà a vigore un nuovo sistema di turnazione che, grazie a una piattaforma informatica, permetterà ai tassisti di scegliere i turni e i giorni di riposo, oltre a programmare la settimana di lavoro. La sperimentazione è partita da qualche mese, più precisamente da fine settembre, quando il Comune ha ritoccato le fasce orarie di lavoro dei tassisti dopo diversi problemi di mobilità, in particolare presso la Stazione di Roma Termini a causa della congiuntura tra metro chiusa e carenza di taxi in orario serale. Questo ha portato alla possibilità per i tassisti di lavorare fino a 12 ore al giorno e a una stretta sui riposi nel finesettimana.

Le posizioni su questa decisioni sono diverse. Secondo alcuni in fondo non è stato introdotto nessun obbligo, ma solo la possibilità di lavorare di più. Per altri la misura non porterà a cambiamenti significativi perché saranno sempre una minoranza i tassisti disposti a lavorare di sera o nel weekend. Inoltre rimane il problema del traffico, che blocca anche per lunghi intervalli di tempo le auto in giro senza poter accettare nuovi passeggeri.

Qualche consiglio?

Volete davvero guidare un taxi a Roma? Pensate che la vita al volante di un’auto gialla sia quello che fa per voi? Allora dovete farvi una cultura sull’argomento! Sicuramente non potete non aver visto e rivisto Taxi Driver, il cult di Martin Scorsese in cui un giovane Robert De Niro interpreta un taxista di New York.

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Se invece preferite i libri, Il tassista di Maradona, di Marco Marsullo, è quello che fa per voi. Vi potrete infilare nel taxi di Jorge Gonzalez e percorrere con lui le strade di San Salvador. Ma chi è davvero questo personaggio dalla voce bassa e dai ricci ormai grigi? Potrebbe nascondere un segreto legato a Diego Armando Maradona; toccherà a voi scoprirlo, pagina dopo pagina.
E può forse mancare un simpatico gadget che allontani i momenti no?

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Autore: Redazione di Mondolavoro.it

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