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Team building aziendale: cos’è, a cosa serve e quali attività proporre
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Team building aziendale: cos’è, a cosa serve e quali attività proporre
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Fare gruppo con i propri colleghi: non è un incubo, ma un'attività di team building utile per migliorare comunicazione e rapporti tra il personale. Ecco come fare per organizzare degli eventi costruttivi per il gruppo.

Dando una rapida occhiata alle offerte di lavoro, spesso vi sarà capitato di leggere tra i requisiti richiesti l’essere capaci di lavorare in team. Fare squadra e imparare a gestire al meglio le attività di gruppo non è certo una passeggiata: dietro l’angolo infatti sono in allerta potenziali conflitti e situazioni critiche che è necessario saper affrontare. Trovare il giusto equilibrio tra le parti è frutto di allenamento e pratica: ecco quindi che il team building è essenziale per far andare avanti un’azienda. Vediamo insieme di cosa si tratta e come è possibile svolgere queste attività di rafforzamento del personale in modo da capire come evitare potenziali fonti di attrito e stress tra i dipendenti e favorire una migliore comunicazione interpersonale.

Team building: uno per tutti tutti per uno

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Pixabay | Mohamed_Hassan

Proviamo a fare chiarezza su cosa si intenda per team building proprio a partire dal termine: sul piano internazionale sotto questa parola ricadono tutte le metodologie che interessano le dinamiche di gruppi che devono funzionare insieme per ottenere obiettivi professionali. Il fine di un lavoro di questo tipo è principalmente quello di sviluppare le abilità di queste squadre per dare migliori risultati sul lavoro.

Sebbene sia una pratica più diffusa all’estero, oggi anche in Italia sta trovando il suo spazio all’interno delle logiche aziendali.

Le tecniche di team building infatti, giungono dalle attività esperenziali sperimentate in primis fuori dai confini nazionali, in special modo negli Stati Uniti e nel Nord Europa. Qui queste metodologie hanno trovato applicazione da più di mezzo secolo. Per quanto riguarda l’italia, il team building ha messo radici specialmente a Milano; questo perché sono tante le multinazionali con sede nel capoluogo lombardo che vogliono investire in queste operazioni. Le attività che hanno ripercussioni più ampie di team building sono quelle che offrono delle esperienze, rendendo i partecipanti realmente coinvolti in prima persona negli eventi.

Il Team building alla lettera

Andando ad analizzare le parole che compongono la definizione, letteralmente intendiamo una “costruzione della squadra” (team building). Parliamo quindi di tutte quelle attività e processi utili a stimolare le interazioni in un gruppo di persone, così da aumentarne le possibilità di operare in squadra in maniera efficace. Possiamo riconoscere in questo senso, procedure di team building formative ed educative e dall’altra quelle più esperienzali e quelle ludiche.

Dove si applica?

Il team building trova una sua realizzazione potenzialmente in qualsiasi settore. Innanzitutto all’interno di un ambiente imprenditoriale, per favorire il dialogo e il clima collaborativo all’interno del gruppo di lavoro, ma anche nel corso di un viaggio organizzato per incentivare il personale, inteso come premio che tenga alto il welfare aziendale.

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Pixabay | Geralt

Non sono escluse applicazioni del team building anche all’interno degli istituti scolastici: le classi sono considerabili dei veri e propri gruppi che, guidati dall’insegnante, possono orchestrarsi per raggiungere diversi obiettivi didattico-pedagogici. Persino in una cerchia di amici è possibili fare opera di team building per nutrire lo spirito di gruppo. Ovviamente, però, il primo esempio che viene in mente resta quello aziendale.

La scienza del team building

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Pixabay | Geralt

Ci sono delle ricadute dimostrate scientificamente dall’analisi dei dati raccolti durante esperimenti di team building. I risultati di queste indagini hanno riportato dei miglioramenti netti rispetto allo spirito della squadra. Per l’esattezza, drastici cambiamenti positivi sono stati riscontrati in determinati ambiti:

  1. Rispetto per le opinioni altrui
  2. Fiducia
  3. Integrazione dei membri
  4. Problem solving
  5. Migliore reazione alle circostanze di mutamento repentino
  6. Predisposizione all’ascolto reciproco
  7. Comunicazione
  8. Migliore gestione dello stress
  9. Migliore organizzazione del tempo e delle dead line
  10. Attitudine migliore nel gestire le situazioni di crisi personale e aziendale
  11. Spirito di squadra

Gli obiettivi del team building

Esistono dei punti fermi su cui l’azione del team building orienta i suoi obiettivi. Innanzitutto, offrire una maggiore conoscenza alle persone senza che si sentano sommersi dalle informazioni. Allo stesso tempo, attraverso la didattica, promuovere la collaborazione e quindi far crescere il clima di fiducia tra i compagni, motivando il team verso un percorso di maggiore integrazione e coesione tra i membri.

La creatività, la capacità di leadership, il saper delegare, il portare a termine le mission, così come la capacità di ascolto, l’empatia, la condivisione dei valori aziendali oppure l’abilità di valutare adeguatamente le attitudini e le potenzialità di ciascun individuo nel team: tutti questi sono i possibili fini ultimi di un lavoro di team building. Chiaramente, a questi ne andranno aggiunti altri, a seconda del caso specifico aziendale.

Quando è necessario fare team building?

Non sono poche le occasioni in cui mettere in pratica un’attività di team building. Per esempio, quando ci si trova di fronte a un momento particolare per l’azienda come una fusione o una crisi, ma anche nel caso di un viaggio incentive o in concomitanza di un meeting cruciale. Altri momenti sono i Family Day aziendali, dove il team building può assumere una forma ludica adatta agli adulti e alle loro famiglie. Stesso discorso vale per le feste aziendali oppure per il lancio di un nuovo prodotto.

Durata del team building

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Pixabay | JEESHOOTS-com

Non c’è un tempo prestabilito su cui costruire un’attività di team building e questo per un motivo piuttosto semplice: ciascuna avrà le sue diverse esigenze in termini di tempistiche, a seconda degli scopi prefissati dall’azienda. In linea di massima si può variare da un minimo di pochi minuti a un massimo di varie giornate di lavoro di gruppo. Possiamo dare degli schemi generali a cui attenersi per formulare la propria attività di team building.

-15-60 minuti: questo è una breve attività per prendersi una pausa tra un momento e l’altro di una convention;
-2-4 ore: questo esempio ha un aspetto formativo e generalmente serve per analizzare le modalità di funzionamento di un gruppo e mettere in pratica le forme comunicative più efficaci;
-1-2 giorni: questa attività di team building è applicabile durante un evento aziendale che preveda lo spostamento del personale in un contesto diverso dalla routine dell’ufficio, allo scopo di inserire nuove risorse e trovare insieme soluzioni ai problemi aziendali.

Il coach delle attività

Ovviamente questo lavoro di squadra ha bisogno di una figura che indirizzi l’attività in maniera proficua: questo professionista è un trainer esperto di team building che mette a servizio le sue competenze per monitorare e guidare i passi in avanti del team, facendo in modo che ciascun membro venga coinvolto nel conseguire la mission.

Il ruolo dell’allenatore varia a seconda del tipo di evento aziendale che viene organizzato. Per esempio, possono esserci delle attività di team building che necessitano l’aiuto di un professionista specifico, come nel caso del team cooking: va da sé che, in questo caso, è necessario l’ausilio di uno chef. Allo stesso modo, durante un evento di survival training potrebbe esser indispensabile la presenza di un istruttore certificato garante della sicurezza dell’attività e che insegni le tecniche necessarie al suo svolgimento.

Ci sono anche dei casi in cui il trainer del team building non deve contare su competenze specifiche. Inquesto caso le soft skills necessarie riguardano la capacità di mantenere alte le motivazioni del gruppo e l’abilità di organizzare le attività. Se pensate a un team building di caccia al tesoro o di urban game viene naturale riferirsi a una figura che sia semplicemente carismatica e metodica, in grado di stimolare le potenzialità dei membri del gruppo.

Tra i suoi compiti c’è anche quello di valutare le azioni del gruppo attraverso l’osservazione delle dinamiche instaurate tra i vari membri, la loro capacità di comunicazione e di reazione emotiva. In questo modo potrà  delineare un quadro psicologico di ciascun soggetto e anche più generale. Questo profilo nato dall’analisi del team building potrà poi esser messo a servizio delle aziende per capire meglio le dinamiche interne al suo personale.

Il team building formativo VS ludico

Se è vero che il team building è sinonimo di lavoro di squadra, lo è anche la formazione e l’apprendimento, che non devono per forza verificarsi sempre nelle stesse condizioni. La crescita personale e professionale, infatti, può attivarsi attraverso metodologie più educative o più giocose, svolte indoor o outdoor. L’obiettivo comune resta lo stesso: la coesione di un gruppo motivato. Nel caso del team building formativo, però, ciò avverrà attraverso l’organizzazione di programmi strutturati in base all’analisi dei bisogni.

Al termine di questo evento, solitamente, chi ha partecipato sarà consapevole di aver ottenuto il risultato finale attraverso un vero e proprio cambiamento individuale e poi di gruppo.
Al contrario, il team building ludico, offre un tipo di esperienza diversa: un approccio che muta perché in questo caso la crescita avviene tramite il divertimento, che accresce da un lato il senso di appartenenza al gruppo e dall’altro la soddisfazione data da contesti relazionali distesi.

Tornando al team building formativo, anche la durata cambia: esso può articolarsi be diversi giorni e coinvolge un numero che varia dalle 5 alle 30 persone. E’ caratterizzato da lezioni strutturali, da una formazione frontale e dall’opportunità di interazione per trovare soluzioni a situazioni conflittuali.

Invece, il team building ludico trova le sue fondamenta in corsi esperienziali che hanno carattere aggregante. Parliamo di cose in Go-kart, rafting, corsi di cucina: insomma, tutte quelle attività che stimolano l’empatia e la fiducia reciproca.

3 suggerimenti per impostare l’attività

Ci sono delle dritte che potreste tenere in considerazione per strutturare una corretta attività di team building. Noi vi vogliamo dare tre consigli per agire in modo efficace:

1- Attenzione alla comunicazione. Che si parli di team building ludico o formativo, è comunque necessario curare il mondo in cui rivolgersi ai rispettivi compagni di squadra. Cercate di misurare le cose da dire e di dirle con il giusto tono, utilizzando termini adatti all’occasione. Eviterete così sgradevoli misunderstanding e potrete costruire un’atmosfera di condivisione positiva.

2- I conflitti vanno affrontati in modo chiaro. Le persone che formano i team hanno ciascuna le proprie opinioni e il proprio carattere e questo potrebbe creare situazioni di scontro. Bene: nel gioco di squadra questi momenti sono previsti e dovrebbero esser gestiti esprimendo dubbi e incertezze in maniera esplicita, in modo da poterli risolvere senza che si scivoli nell’esasperazione.

3- Le critiche sono ben accette, ma solo se sono costruttive. Sono da escludere quindi i pettegolezzi malevoli su colleghi assenti e le lamentele su alcune decisioni che sono state prese da terzi. Soprattutto se, a seguire, non proporrete delle soluzioni alternative a questi aspetti critici.

Ora sapete tutto quello che c’è da sapere sul team building: non vi resta che buttarvi nel gioco formativo insieme ai vostri colleghi!

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