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Tendenze recruiting 2020: ecco le strategie da conoscere
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Tendenze recruiting 2020: ecco le strategie da conoscere
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Anno dopo anno le tendenze cambiano e l'innovazione non si ferma mai, tesa verso un continuo miglioramento. Questo avviene in ogni settore e quello del recruiting non fa eccezione. Vediamo quali sono i trend 2020 che vorresti conoscere.

Le tendenze recruiting 2020 sono dettate, inutile dirlo, dalla situazione del mercato del lavoro attuale, che vede aziende e realtà imprenditoriali lottare tra loro per accaparrarsi i migliori talenti disponibili. Per farlo hanno bisogno di conoscere alla perfezione le regole del gioco e di mettere a punti delle strategie vincenti, spesso basate su nuovi strumenti e tecniche innovative.

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Pixabay | geralt

Tendenze recruiting 2020: la gamification

Un modo per attrarre personale di talento è quello di… farlo giocare. Si chiama gamification e ne abbiamo già parlato qui. Non è una novità assoluta ma, a quanto pare, il 2020 sarà il suo anno. In cosa consiste? Si tratta in pratica di giochi – online oppure offline – che permettono di individuare in maniera dinamica e innovativa i dipendenti capaci di portare una ventata d’aria fresca in azienda. Spesso infatti si ricercano persone in grado di apportare innovazione all’interno dell’ambiente in cui lavora, ma altrettanto spesso i processi di selezione del personale non riescono a tenere il passo con questa esigenza. La gamification può sicuramente essere una risposta efficace (e divertente) a questa esigenza.

Gamification e formazione

La gamification viene utilizzata prevalentemente nell’ambito del recruiting, ma nel 2020 si assisterà ad un ulteriore sviluppo. Questa tecnica, infatti, verrà applicata sempre più spesso anche nel campo della formazione aziendale, in quello della comunicazione interna e nell’ambito della mappatura delle competenze.

I social network per attrarre i candidati migliori

Tra le tendenze recruiting 2020 si confermano anche i social network, un’arma potente in mano ai selezionatori. Si tratta di una strategia che potrebbe addirittura ribaltare il normale processo di selezione del personale: non si ricercano infatti aspiranti dipendenti nel momento in cui si apre una posizione in azienda, ma si cerca di presentare l’azienda – sfruttando il potere dei social media – come il “posto giusto per un talento”. Si tratta in pratica di una strategia di marketing per una volta non finalizzata a vendere un prodotto, ma a rafforzare il proprio brand e a renderlo attraente per i futuri dipendenti, che (si spera) faranno a gara per inviare il proprio curriculum.

L’importanza dell’employer branding

Uno dei trend HR 2020, anche se non specifico nel campo del recruiting, sarà l’employer branding, che in altri Paesi è già una realtà consolidata. Di cosa si tratta? In pratica il settore marketing dovrà attivarsi anche per promuovere l’azienda non solo per quanto riguarda i suoi prodotti o i suoi servizi, ma consolidandone la fama anche come (buon) datore di lavoro.

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Pixabay | geralt

Tendenze recruiting 2020: assunzioni al buio contro le discriminazioni

Non sono più solo gli incontri galanti a sfruttare l’effetto sorpresa di un appuntamento al buio, ma anche i processi di selezione del personale. Lo scopo? Evitare ogni forma di possibile discriminazione. E’ sempre maggiore, infatti, non solo l’attenzione a questa tematica, ma anche la ricerca della diversità – di genere, di etnia, di cultura e così via – per aumentare le prestazioni a livello aziendale.

Un sondaggio condotto da Harvey Nash ha però rivelato che purtroppo i pregiudizi, più o meno inconsci, permangono anche nel campo delle risorse umane. Durante il processo di screening dei curricola, infatti, è stata rilevata una certa discriminazioni razziale e di genere. C’erano infatti alcuni fattori che davano ai candidati maggiori probabilità di essere chiamati per un colloquio: rispetto a curricola identici un “nome da bianco” dava il 75% di possibilità in più rispetto ad un nome asiatico e il 50% rispetto ad un “nome da nero”, così come nomi maschili avevano il 40% in più di richieste di colloquio.

Che fare? Il primo passo dovrebbe essere quello di ammettere di avere pregiudizi, seppure inconsci, e di porre in atto delle misure per contrastarli, in modo da creare all’interno della propria azienda una forza lavoro differenziata.
In questo caso potrebbero venirci in aiuto proprio l’Intelligenza Artificiale, che può contribuire a rimuovere il pregiudizio inconscio dal processo di recruiting ignorando alcuni tipi di informazione.

AI e chatbot per permettere ai responsabili HR di dedicarsi alle faccende importanti

Diciamolo subito: pur essendo tra le principali tendenze recruiting 2020 e nonostante il loro continuo miglioramento, questi strumenti non potranno mai sostituire completamente i responsabili delle risorse umane. Possono però ridurre in maniera considerevole il carico amministrativo dell’ufficio HR, che in questo modo è libero di dedicarsi maggiormente a iniziative davvero strategiche.
Nel dettaglio, i chatbot sono sempre più presenti nei sistemi di gestione delle risorse umane per dare risposte alle domande più frequenti dei dipendenti. Un esempio? Quelle relative a ferie, pagamenti, prestazioni sociali e così via. Questi programmi sono in grado di fornire i dati giusti al momento giusto, ottimizzando così il lavoro del responsabile delle risorse umane, che a questo punto sarà libero di dedicarsi a problemi e attività più complessi.

L’intelligenza artificiale, oltre ad aiutare nelle assunzioni al buio, potrebbe contribuire a semplificare il processo di analisi e prima selezione dei curricola. Dopo una programmazione ad hoc, infatti, potrebbe essere in grado di valutare i cv che meglio si adattano alla posizione aperta, al netto da pregiudizi, con un grande risparmio di tempo da parte del personale delle risorse umane.

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Pixabay | kalhh

Flessibilità e libertà di organizzazione

Lo scopo delle innovazioni nei processi di recruiting è quello di attrarre i migliori talenti e di invogliarli a collaborare con la propria azienda. A questo proposito è utile anche offrire dei vantaggi ai propri dipendenti. Secondo un’indagine del 2019 condotta da International Workplace Group, uno dei benefit più amati in assoluto dai dipendenti è la flessibilità. Un buon responsabile delle risorse umane non può non tenerne conto! L’80% degli intervistati, infatti, ha affermato che, a parità di condizioni, avrebbero sicuramente scelto l’offerta di lavoro più flessibile.

Non solo: anche l’85% delle aziende consultate ha rilevato che una maggiore flessibilità ha dato come riscontro una maggiore produttività. Inutile dire che questa flessibilità è strettamente legata con la tipologia di lavoro svolto e con la possibilità di lavorare in remoto tramite il proprio pc.

Tendenze recruiting 2020 e Gig economy

La Gig economy, la cosiddetta “economia dei lavoretti”, continuerà la sua crescita anche nel 2020 e influenzerà anche i trend che riguardano il recruiting. Molte aziende, infatti, saranno sempre meno costituite da dipendenti veri e propri, ma saranno integrate da una serie di professionisti esterni che collaboreranno al bisogno.
Manager e responsbili HR, quindi, avranno sempre più da fare sul fronte del team development, concentrandosi sulla creazione e gestione di squadre in grado di lavorare in maniera efficiente. Questo comprende anche la gestione dell’aspetto generazionale. Si calcola infatti che nel 2020, in alcune realtà, potranno coesistere anche 5 generazioni di lavoratori, ognuna con la sua mentalità, le sue caratteristiche e le sue esigenze.

Una sfida possibile? Staremo a vedere…

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