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Trovare lavoro: il passaparola aiuta ancora
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Trovare lavoro: il passaparola aiuta ancora
Tempo fa, sulle pagine di Mondolavoro abbiamo discusso di Linkedin, il Social Network dedicato ai professionisti e al mondo del lavoro. Ebbene, consigliamo a chi desidera trovare lavoro di recuperare e leggere quell’articolo. Tuttavia, oggi parliamo di un altro efficace mezzo per trovare lavoro: il caro, buon vecchio passaparola.

Tempo fa, sulle pagine di Mondolavoro abbiamo discusso di Linkedin, il Social Network dedicato ai professionisti e al mondo del lavoro. Ebbene, consigliamo a chi desidera trovare lavoro di recuperare e leggere quell’articolo. Tuttavia, oggi parliamo di un altro efficace mezzo per trovare lavoro: il caro, buon vecchio passaparola.

Infatti, malgrado il dominio di Internet e il boom dei Social Network, sembra che una recente indagine mirata abbia stabilito che moltissime aziende – di piccole e medie dimensioni – assumano i nuovi dipendenti affidandosi non tanto a degli annunci pubblici, quanto  cercando attraverso conoscenze personali o segnalazioni interne da parte di altri dipendenti. Insomma, se volete trovare lavoro sappiate che il passaparola fa una concorrenza spietata ad annunci su carta e/o online, alle agenzie di lavoro interinale nonché ai centri per l’impiego.

L’indagine di cui sopra è stata condotta da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro, dimostrando che nel nostro paese ben sei titolari – o chi per loro – su dieci (più della metà) preferiscono far entrare in azienda candidati segnalati da altri dipendenti, dei quali – quindi – potersi fidare grazie alla garanzia di qualcuno che si consoce, di cui avere qualche informazione in più senza dover “comprare” (leggi “assumere”)  a scatola chiusa, fidandosi puramente del curriculum vitae o della prima impressione che ci si può fare durante il colloquio conoscitivo. Peraltro, a ben vedere, paradossalmente,  il principio è lo stesso alla base di Linkedin (si veda l’articolo).

Sembra, addirittura, che la tendenza a preferire la «conoscenza diretta in primo luogo e alle segnalazioni personali come canale prediletto di selezione del personale» sia in aumento in questi ultimi anni. Le cifre parlano chiaro: nel 2009 infatti le aziende che si sono affidate alle segnalazioni interne e al passaparola sono state il 49,7%, l’anno successivo la percentuale è salita addirittura al 61,1%. Sarà un’ulteriore conseguenza della crisi: i titolari fanno fatica  a mantenere il personale, e quando si vedono costretti da assumerne di nuovo preferiscono andarci con i cosiddetti piedi di piombo. O sarà perché chi legge i c.v. non si fida mai totalmente?

La domanda che però rimane lasciandoci tutti sempre nel dubbio è: la segnalazione conta più di quello che hanno da dire dei curriculum di sconosciuti ma di tutto rispetto?

La risposta è no: per questo si parla di segnalazione o presentazione e non raccomandazione. Questo non significa, infatti, che il candidato “presentato” o “segnalato” all’azienda non può cantare vittoria troppo facilmente. Per sperare di trovare lavoro finalmente, deve in ogni caso rispondere a determinati requisiti e possedere specifiche competenze, pertinenti al tipo di posizione offerta.

Tra l’altro, sempre per rafforzare l’idea che ciò che più preme alle aziende, oggi giorno, è di conoscere i candidati prima di assumerli, ecco che si evidenzia una sempre maggiore tendenza a sottoporre i nuovi arrivati ad un periodo di prova prima di passare all’assunzione vera e propria (di norma tramite contratti a progetto o di collaborazione occasionale). Lo studio di Unioncamere riporta infatti che «il rapporto di fiducia scaturito da uno stage diventa premiante ai fini dell’assunzione», per trovare lavoro insomma.

Volete un consiglio? Prendete l’abitudine di inviare il vostro curriculum vitae alle aziende (anche se non stanno cercando nel momento della vostra ricerca!), sempre più spesso è possibile trovare una pagina apposita all’interno dei  loro siti. Questo perché lo stesso studio di Unioncamere ha anche portato alla luce il fatto che sono utilizzate sempre di più anche le banche dati interne. Come funziona: i cv vengono raccolti da chi di competenza, letti, selezionati e infine archiviati per essere sfruttai nel momento del bisogno. L’anno scorso la ricerca di nuovo personale attraverso curricula archiviati nei data base interni  è stata utilizzata dal 24,6% delle aziende.

Ma il nostro miglior consiglio è questo in effetti: intraprendete ogni strada possibile per trovare lavoro. Dal passaparola (spargete voce tra colleghi, ex-colleghi, amici e parenti) ai Social Network (come Linkedin), passando per gli annunci sui motori di ricerca a tema lavoro o sui giornali, per le agenzie e i centri per l’impiego. Bussate  a tutte le porte e…

Buona fortuna!

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