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Tutte le domande che dovresti farti prima di aprire una start up
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Tutte le domande che dovresti farti prima di aprire una start up
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Non ne puoi più del tuo lavoro di dipendente e sogni di metterti in proprio? Sappi che questo sogno può trasformarsi in una bella realtà o nel tuo peggiore incubo. Ecco qualche domanda da porsi per evitare passi falsi.

Aprire una start up è una sfida impegnativa e un grande progetto sia professionale che personale. Tra aver avuto l’idea del secolo e lanciarsi a capofitto nella sua realizzazione impegnando risparmi ed energie, infatti, c’è tutta una serie di passaggi intermedi da valutare attentamente per evitare di fare errori che possono avere serie conseguenze. Vediamo quindi qualche domanda da farsi prima di aprire una start up. A voi rispondere con la massima sincerità!

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Pixabay | Tumisu

A cosa siete disposti a rinunciare per aprire una start up?

Aprire una start up è un investimento a lungo termine, e non stiamo parlando solo dell’aspetto economico. Questa scelta richiederà un grosso impegno anche in termini di energie, tempo, dedizione e sicurezza; molto probabilmente, infatti, dovrete rinunciare ad un posto fisso (e al relativo stipendio) per quello che potrebbe essere un salto nel vuoto. Insomma, sappiate che almeno in primo momento la vostra vita cambierà in maniera anche importante: siete disposti a qualche rinuncia per portare avanti la vostra idea?

Vi siete confrontati con altre persone?

A tutti sembra che la propria idea sia unica, brillante e geniale. Ve lo diciamo sottovoce: a volte le cose non stanno esattamente così. Sappiamo bene che non volete parlare troppo della vostra idea per timore che qualcuno ve la copi, ma se avete intorno a voi delle persone sincere e disinteressate approfittatene. Raccontate loro del vostro progetto, probabilmente sapranno individuare dei punti deboli a cui voi non avete pensato.

Avete ben chiari quali bisogni andrà a soddisfare il vostro prodotto?

Può sembrare una domanda banale, ma non è così. Anche il progetto più geniale deve saper rispondere ad un bisogno ben preciso, materiale o non materiale, esplicito o implicito. Avete ben chiaro questo aspetto del vostro prodotto?

Ci sono altri prodotti che soddisfano questo bisogno?

Se la risposta è sì, in che modo volete o potete differenziarvi? Non è infatti un problema aprire una start up e lanciare un prodotto che soddisfi un bisogno a cui già rispondono altri prodotti simili, magari con una platea di utilizzatori già larga e consolidata che ha poca intenzione di cambiare. L’importante, però, è esserne consapevoli e sapere in che modo differenziarsi, magari con una migliore qualità o una maggiore facilità di utilizzo. Non c’è niente di più difficile che convincere un cliente soddisfatto a passare ad un altro prodotto di cui non percepisce la differenza!

Domande da porsi prima di aprire una start up: sai chi sono i tuoi competitor?

Dopo aver analizzato il mercato individuando i prodotti simili, avrete ben chiaro anche chi saranno i vostri competitor a livello nazionale e internazionale. Analizzare il loro modello di business, il modo in cui comunicano e i loro punti di forza e di debolezza può darvi delle indicazioni importanti per stendere il vostro business plan.

business plan

Pixabay | tumisu

A proposito di business plan: ne avete uno?

E’ un altro passo importante nella strada per aprire una start up. Carta e penna, oppure mouse, alla mano: individuate prima di tutto il tipo di azienda che volete aprire, cioè con quale ragione giuridica. Da questo dipenderà gran parte della sua gestione a livello burocratico. Un buon business plan individua gli obiettivi dell’azienda a breve e a lungo termine, le strategie per raggiungerli, i rischi e le opportunità correlate all’attività. Chiarire questi punti vi aiuterà a posizionarvi in modo strategico sul mercato, attirando anche potenziali investitori.

Avete parlato con un commercialista?

L’avete fatto, vero?

Potete portare avanti la vostra idea da soli?

E se non potete, avete già un team di professionisti motivati pronti a sostenervi? Aprire una start up, infatti, comporta una grande mole di lavoro: oltre a lavorare su ogni aspetto del prodotto, infatti, bisogna pubblicizzarlo, trovare i clienti e magari individuare a convincere anche degli investitori. Valutate quindi se è il caso di trovare dei soci, magari esperti in settori in cui voi non siete molto esperti, in modo da condividere i compiti e rendere più semplice l’avvio dell’attività.
Considerate però anche un altro aspetto importante, nel momento in cui formate il vostro team: passerete molte, molte, molte ore a stretto contatto.

Pixabay | jojooff

Parliamo di soldi: a quanto ammonta il capitale a vostra disposizione?

E quanti soldi occorrono per avviare la vostra attività? Anche queste sembrano domande banali, ma per aprire una start up è necessario non solo porsele, ma anche rispondervi con la massima sincerità. Il capitale può essere costituito dai vostri risparmi, dai fondi messi a disposizione da eventuali investitori oppure da soldi ottenuti tramite strumenti di finanza agevolata a disposizione degli imprenditori. L’importante è avere ben chiare quali sono le spese iniziali da sostenere, senza tralasciare nessuna voce e mettendo in conto qualsiasi cosa che può andare storta.

Aprire una start up: potete fare a meno di finanziatori?

Il vostro business plan prevede che, ad un certo punto, entrino in gioco degli investitori esterni disposti a finanziare la vostra impresa per farla crescere in fretta. Ok, ma se questi investitori non si presentassero all’appuntamento sareste in grado di lanciare e far crescere la vostra start up, anche più lentamente, con le vostre sole forze? O sareste costretti ad abbandonare il vostro progetto?

Quale percentuale del vostro budget avete a disposizione per le attività di marketing?

Non ci sono prodotti che “si vendono da soli”. Potete avere il migliore prodotto del mondo, ma se non riuscirete a promuoverlo in maniera efficace non attirerete un solo cliente e la vostra attività andrà presto a finire nel cimitero delle start up finite male. E voi non volete questo, vero?

Aprire una start up: avete un piano B?

Sì, lo sappiamo, il rischio è quello di passare per gufi, eppure anche questa è una delle domande da farsi prima di aprire una start up. Purtroppo c’è sempre la possibilità che le cose non vadano come abbiamo previsti, quindi diventa fondamentale tracciare una linea precisa che ci indichi quando è il caso di lasciar perdere il proprio progetto. A quel punto bisogna pensare al piano B. Avete un lavoro a cui potete tornare? Avete competenze da poter spendere sul mercato del lavoro?

Avete risposto sinceramente a tutte queste domande e aprire una start up vi sembra ancora una buona idea? Allora non ci resta che augurarvi buona fortuna e buon lavoro!

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