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Una nuova professione: il Disability Manager

Una nuova professione: il Disability Manager

È una nuova figura professionale nel mondo del lavoro, ma sarebbe più corretto definirla come una nuova competenza che richiede sensibilità e creatività e che nasce e si sviluppa all’interno di altre professioni.

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Una nuova realtà che potrà favorire la nascita di opportunità lavorative per giovani tecnici, architetti o per altre tipologie di professionisti. Al tempo stesso contribuirà al miglioramento della qualità della progettazione di soluzioni per l’accessibilità e di percorsi assistenziali sempre più in grado di soddisfare i bisogni non solo dei disabili, ma anche delle persone che nell’arco della vita possono avere esigenze dovute a problemi di spazi non accessibili oppure non adeguati a particolari condizioni fisiche anche episodiche e non necessariamente permanenti.

La formazione di questa figura professionale è di tipo trasversale nell’ambito di svariate discipline ed aperta ad architetti, tecnici, funzionari della pubblica amministrazione che si occupano dei temi dell’accessibilità, progettisti e programmatori su temi sanitari e sociali ecc.

Il ruolo del Disability Manager consiste nel mettere a disposizione la propria competenza e professionalità a favore dei diritti dei disabili e delle loro famiglie operando in varie realtà territoriali e coordinando un lavoro di rete in ambiti molteplici: da quello sanitario a quello sociale, da quello urbanistico a quello scolastico, dal settore della progettazione accessibile a quello delle politiche per le pari opportunità. In sostanza è quindi un ruolo di sostegno nella vita quotidiana di coloro che hanno perso la propria autonomia.

Il problema delle barriere architettoniche nelle città, sui mezzi di trasporto, nei luoghi di lavoro e negli spazi domestici riguarda non solo i diversamente abili, ma tutti i cittadini (anziani con mobilità ridotta, mamme con passeggini, persone ipovedenti ecc.) che hanno difficoltà ad accedere ovunque ci sia la presenza di scalini, “opere urbane antidemocratiche” che purtroppo costituiscono una barriera non solo fisica, ma anche culturale in quanto discriminante e limitativa della libertà.

Gli investimenti per la disabilità talvolta non vengono impiegati nella maniera migliore a causa di una carenza di dialogo e di confronto con gli amministratori. Il Disability Manager va a colmare questo gap favorendo l’interlocuzione tra i bisogni dei disabili e i soggetti istituzionali. È quindi un mediatore tra cittadini disabili e territorio che opera mettendo al centro di tutto la persona.

La figura del Disability Manager in verità nasce nel 2009, quando il Tavolo Tecnico istituito tra il Comune di Parma e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ha deciso di introdurla ufficialmente nel Libro Bianco su Accessibilità e Mobilità Urbana. Nel primo semestre del 2010 ha avuto inizio il primo Corso di Perfezionamento post-laurea per Disability Manager organizzato dal Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nel 2011, creata dai primi Disability Manager italiani, è nata S.I.Di.Ma., Società Italiana Disability Manager con sede a Motta di Livenza (TV) dove l’ORAS, Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione, è stata la prima struttura sanitaria ad introdurre al suo interno il Disability Manager  nella persona di Rodolfo Dalla Mora, architetto, esperto di progettazione accessibile e persona con disabilità. L’architetto Dalla Mora, che è anche presidente di S.I.Di.Ma., è responsabile dell’Ufficio Accessibilità – Sportello senza Barriere che fornisce consulenza ai cittadini con disabilità e ai loro familiari sull’adeguamento dei luoghi domestici, sulla mobilità e sugli strumenti che possono essere d’ausilio alla vita quotidiana.

All’interno della struttura ospedaliera l’architetto Dalla Mora fa parte della “filiera riabilitativa” partecipando a tutti gli step, dal ricovero alla riabilitazione psico-fisica dei pazienti, in stretta collaborazione con le figure professionali che sono attive nel processo di reinserimento personalizzato per ogni individuo. Dopo le dimissioni del paziente il ruolo del Disability Manager riveste importanza ancora  maggiore nella guida della persona disabile che si trova davanti alla grande difficoltà di tornare alla vita di tutti i giorni dopo un evento che improvvisamente ha causato la disabilità e dunque un cambiamento profondo della propria esistenza.

Nei vari ambiti istituzionali, nelle amministrazioni locali e nelle varie strutture socio-sanitarie pubbliche e private, la decisione di assumere un Disability Manager è ancora discrezionale e sono ancora pochi i professionisti attivi in Italia. Ma le prospettive di lavoro in questo ambito sono interessanti e in continua crescita perché l’impiego di una figura professionale di questo tipo comporta molti vantaggi anche a livello organizzativo, con una migliore razionalizzazione delle risorse territoriali già a disposizione (mezzi e strumenti delle organizzazioni sociali) ed un conseguente risparmio economico.

Confidando in un inserimento sempre maggiore e più rapido di questa figura professionale nei vari contesti istituzionali, i rappresentanti della S.I.Di.Ma. hanno fatto domanda al Ministero del Welfare per entrare a far parte dell’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità come atto di riconoscimento di questo nuovo ruolo e delle relative competenze.

Nel frattempo, dopo l’esempio dell’Ospedale di Motta di Livenza, si stanno attivando altre buone pratiche sul territorio italiano. Per esempio la città di Torino intende dotarsi della figura del Disability Manager che si occuperà di trasporto pubblico, sicurezza stradale, barriere architettoniche, sensoriali e culturali e di accessibilità alle nuove tecnologie informatiche. È di recente comunicazione anche l’intenzione del Comune di Scandicci, in provincia di Firenze, di introdurre questa funzione sul proprio territorio. L’impegno dell’amministrazione comunale sarà quello di attivarsi maggiormente per l’abbattimento delle barriere architettoniche ancora troppo presenti nel contesto urbano, ma anche per garantire la piena inclusione delle persone disabili nelle attività che riguardano la vita lavorativa, le attività sociali e culturali. Compito del Disability Manager è infatti quello di contribuire anche alla demolizione di  barriere invisibili e ghettizzanti come quelle dell’indifferenza e del pregiudizio.

Per maggiori informazioni il consiglio è di visitare le pagine web di S.I.Di.Ma. – Società Italiana Disability Manager.

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